Le cellule staminali embrionali

In questa sede va innanzi tutto stabilito cosa sono le cellule staminali, e possiamo descriverle dicendo che sono cellule primitive non specializzate, e caratterizzate dalla capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule presenti nel corpo.

06/ago/2010 15.26.02 Marco1011 Contatta l'autore

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L’argomento cellule staminali, malgrado molti ricercatori sostengano che le staminali potranno rivoluzionare la medicina permettendo la riparazione di tessuti o la riproduzione di organi, risulta ancora un argomento da molti considerato spinoso. In questa sede va innanzi tutto stabilito cosa sono le cellule staminali, e possiamo descriverle dicendo che sono cellule primitive non specializzate, e caratterizzate dalla capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule presenti nel corpo. Le cellule staminali, in base alla loro età, possono essere adulte, embrionali oppure amniotiche. Queste ultime suscitano enorme interesse e poca contrarietà da parte dell’opinione pubblica. Innanzi tutto le staminali amniotiche possono essere prelevate dal liquido omonimo e vengono ottenute dal campione residuo prelevato per l'esame di diagnosi prenatale conosciuto come amniocentesi. Dal residuo del liquido amniotico si ricavano cellule staminali multipotenti con grandi capacità, in grado di moltiplicarsi centinaia di volte e capaci di differenziarsi in vari tessuti adulti. Le cellule staminali amniotiche non hanno suscitato problemi etici, cosa che contrariamente è accaduto con le cellule staminali embrionali. Le cellule amniotiche possono essere utilizzate solamente dall’individuo al quale vengono prelevate (uso autologo) e proprio per questo motivo hanno con questi al momento dell’utilizzo una perfetta compatibilità. Numerosi organismi universitari e centri di ricerca sono impegnati a studiare le cellule amniotiche, la cui scoperta è temporalmente molto recente e le cui potenzialità sono tuttora oggetto di continue scoperte. Le proprietà di queste cellule sembrano essere numerosissime. Da qualche tempo infatti si ipotizza che queste cellule possano differenziarsi in molti tessuti come quelli cartilaginei, ossei, adiposi o neurali ed è anche considerando questa possibilità che il meccanismo di conservazione delle cellule staminali è sempre piu’ frequente.

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