Perché le mosche sono così attratte dai lampadari?

Cominciamo dicendo che c'è mosca e mosca: gli insetti ossessionati dai lampadari sono per lo più appartenenti alla famiglia delle Fannidae, con la Fannia canicularis Linnaeus e a quella dei Muscidi, come la Musca domestica.

15/lug/2010 22.19.25 Blog Network Contatta l'autore

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Non è certo stagione per tenere le finestre chiuse e non c’è zanzariera che tenga. C’è sempre qualche mosca che ronza sotto il lampadario. Ma perché le mosche trovano così irresistibili i nostri lampadari e come possiamo fare a liberarcene?

Un passo alla volta. Cominciamo dicendo che c’è mosca e mosca: gli insetti ossessionati dai lampadari sono per lo più appartenenti alla famiglia delle Fannidae, con la Fannia canicularis Linnaeus e a quella dei Muscidi, come la Musca domestica.

La prima è un dittero dal torace grigio con una macchia gialla e le zampe nere, che raggiunge circa 6 mm di dimensione in età adulta. Fa la  sua comparsa nelle nostre case già all’inizio della primavera, prima di ogni altro simile.

Quello che è curioso di questo insetto è il modo di volare: queste piccole mosche domestiche seguono traiettorie di forma triangolare e quadrangoloare irregolari e possono volare per molte ore senza sosta, per perlustrare l’area. Se le lasciamo ronzare indisturbate, possono eseguire il loro pattern geometrico di traiettorie anche per tutta la giornata sotto il nostro lampadario.

Ma perché questa adorazione maniacale per i lampadari? Gli entomologi ci spiegano che la ragione di questo comportamento è dovuta alla posizione dell’oggetto nella stanza. Un lampadario è generalmente collocato al centro di un ambiente e per questo interessa il dittero nella sua perlustrazione. Si parla di tropismo, o tattismo, per descrivere la relazione dell’insetto con lo stimolo esterno.

Generalmente sono gli esemplari maschi che si dedicano alla perlustrazione degli ambienti domestici umani, mentre le femmine restano generalmente negli spazi aperti.

Le mosche domestiche sono dotate di un gran numero di recettori sensoriali, e sono perciò massicciamente soggette agli stimoli esterni. La carta moschicida esercita un fascino letale quanto irresistibile per questi insetti perché è imbevuta di sostanze dolci oltre che di colla: il richiamo esercitato è così forte che la mosca non sa resistere e rimane intrappolata.

Così anche per il lampadario: durante la bella stagione, nei nostri ambienti domestici si crea un micro-clima favorevole per questi insetti. Il grado di luminosità, l’immobilità dell’aria, il grado di umidità e la possibilità di procacciarsi facilmente del cibo rendono le nostre case luoghi molto appetibili.

Di giorno, a luci spente, volano sotto il lampadario perché è il punto centrale della stanza per controllare l’ambiente alla ricerca di cibo. La notte, quando il lampadario è acceso, se ne servono come se fosse un faro, perché non sanno intercettare gli ostacoli al buio, come ad esempio fanno le zanzare.

Allora, come possiamo liberarcene? I ditteri sono infastiditi dall’odore della benzina: basta quindi strofinare con un panno inumidito la superficie del lampadario per far scappare gli ospiti indesiderati.

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