Case italiane, più soldi investiti dagli stranieri

Se da una parte aumenta il "lusso", dall'altra crescono le richieste anche per immobili con valore fino a € 100.000 (+11%), considerati di fascia bassa e localizzati in tutta Italia.

23/ago/2010 11.07.19 Cristiano P. Contatta l'autore

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Gli stranieri vogliono investire sulle case nel nostro Paese e per farlo, aumentano la loro disponibilità economica. Questo è il dato rilevato dalle analisi effettuate da Gate-Away.com, il portale di annunci immobiliari verso l'estero che, esaminando i dati sul secondo trimestre 2010, rileva alcuni punti interessanti per il mercato italiano.

E' stato riscontrato un incremento del 11,7% del valore medio degli immobili per i quali sono state inviate le richieste, rispetto allo stesso periodo del 2009.

Risultati ancora migliori (+23%) se comparati invece al primo trimestre di quest'anno: un dato molto positivo che incoraggia il settore in questo momento di difficile congiuntura e che vede nell'estero nuove opportunità di sviluppo.

L'aumento più sostanzioso è rilevato dal settore dell'immobiliare di pregio, che prosegue la sua attrattiva verso gli acquirenti stranieri. Un +52% di richieste per questa tipologia, sottolinea che aumenta il numero di compratori che possono investire cifre che vanno da € 500mila a un milione. Leggero aumento anche delle richieste effettuate da chi può spendere più di un milione di euro per immobili di lusso e in aree prestigiose. Tra gli acquirenti più "facoltosi" troviamo i russi, i tedeschi e gli olandesi, che si confermano ancora una volta amanti del Belpaese.

Se da una parte aumenta il "lusso", dall'altra crescono le richieste anche per immobili con valore fino a € 100.000 (+11%), considerati di fascia bassa e localizzati in tutta Italia.

Interessante da notare, invece, è il calo delle richieste per case di livello medio, cioè quelle comprese tra 100 e 250mila euro, che registrano un -17%, mentre più contenuta è la flessione di contatti per immobili con valore tra 250 e 500mila euro (-1,22%).

Si evidenzia, dunque, che l'allargamento della forbice tra la classi sociali a discapito di quella media, non è un problema confinato soltanto in Italia, ma sembra esserlo anche per moltissimi altri Paesi, rendendo anche questa materia, un tema globale che necessita interventi.

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