“MAI PIÙ CASI COME MESSINA”: LA RICETTA DEI GINECOLOGI OSPEDALIERI

"MAI PIÙ CASI COME MESSINA": LA RICETTA DEI GINECOLOGI OSPEDALIERI n manuale di reparto per stabilire come agire anche in caso di crisi, corsi dicomunicazione in corsia e ruolo del ginecologo privato "subordinato" a quello pubblico:è questa la ricetta per prevenire episodi gravissimi di malasanità come quello diMessina.

01/set/2010 14.39.59 Francy Antonioli Contatta l'autore

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n manuale di reparto per stabilire come agire anche in caso di crisi, corsi dicomunicazione in corsia e ruolo del ginecologo privato “subordinato” a quello pubblico:è questa la ricetta per prevenire episodi gravissimi di malasanità come quello diMessina. La propongono l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani(AOGOI) e la Federazione sindacale medici dirigenti (FESMED) che chiedono alleautorità politiche e sanitarie una maggiore attenzione all’area materno infantile. “Latriste vicenda siciliana deve stimolare alcune riflessioni e revisioni del sistema, perevitare che possa ripetersi – affermano Giuseppe Ettorre, segretario regionale AOGOISicilia e Carmine Gigli, presidente FESMED -. In primo luogo su come va organizzatoun reparto per garantire l’appropriatezza delle cure: va previsto un “manuale” con leprocedure condivise, al quale tutto il personale (medici, ostetriche e infermieri) devefare riferimento. Poi è necessaria una divisione dei ruoli, con il responsabile a fare dacoordinatore per intervenire nel risolvere conflitti o crisi, con corsi di formazione permigliorare la comunicazione e le relazioni in corsia. Un percorso particolarmente utileanche per evitare il ricorso ad una eccessiva medicalizzazione, alla medicina difensivae ad un abuso del taglio cesareo. Infine, vi è il capitolo più delicato: come mantenere ilrapporto medico-gestante nel rispetto delle regole della struttura e dei professionistiche vi operano. Il medico dipendente, nella gestione della paziente in regimeprivatistico, deve comunque rispettare le procedute assistenziali del repartopreventivamente condivise; il ginecologo frequentatore, che segue la donnaprivatamente, non ha titolo a prestare assistenza diretta e ad eseguire delle prestazionisanitarie nel pubblico, il suo ruolo è quello di accompagnare la gestante ad esclusivosostegno psicologico. Questa situazione si verifica soprattutto nelle regioni dove non sisono applicate le direttive previste dal Progetto obiettivo materno infantile del 2000, quii servizi territoriali (consultori, ambulatori distrettuali) risultano insufficienti, carenti e nonintegrati con le strutture ospedaliere. In queste realtà, le gravidanze seguite presso glistudi privati rappresentano una quota rilevante, con una conseguente ricadutasull’assistenza al parto, specialmente per quanto riguarda la presenza ed il ruolo deimedici curanti nel team ospedaliero”.
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