‘ANTICHE VIE DEL SALE – STRADE DEL MARE’,

Sono ben 25 i comuni dell'entroterra imperiese, savonese e piemontese costituiti in una Associazione che porta il titolo della prima iniziativa congiunta, il convegno "Antiche Vie del sale - Strade del Mare".

08/set/2010 14.44.04 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Imperia, 8 settembre 2010. Sono ben 25 i comuni dell’entroterra imperiese, savonese e piemontese costituiti in una Associazione che porta il titolo della prima iniziativa congiunta, il convegno ‘Antiche Vie del sale – Strade del Mare’. Obiettivo della neonata Associazione, promuovere un percorso comune a tutta l’area che spazi dalla cultura, all’enogastronomia, al turismo. Studiosi di grande livello nazionale riuniti, dunque, in un meeting per inaugurare una nuova era di collaborazione tra enti locali per rivalutare oggi, alla luce di una storia millenaria, percorsi paesaggistici per un turismo meno consueto. Il convegno si svolge nell’ambito della sedicesima edizione dell’ evento ‘Vele d’Epoca’ di Imperia che porta nella capitale del Ponente un numero sempre maggiore di equipaggi, armatori e visitatori. “Desideriamo che questo sia il punto di partenza per scoprire i percorsi enogastronomici e culturali di un entroterra affascinante e ancora poco conosciuto – spiega Oreste Laiolo, capofila dei comuni promotori e sindaco di Chiusavecchia - La presa di coscienza per molti comuni liguri e piemontesi di condividere un grande patrimonio culturale comune è stimolo a stringere legami, a rigenerare identità e senso di appartenenza. La Via del Sale è ora un'Associazione di Enti Locali che intende realizzare uno strumento operativo per lo sviluppo sociale, economico e turistico del territorio.” Un patrimonio culturale comune formato nei millenni dal passaggio, e dall’incontro, di pastori, commercianti, mulattieri e pellegrini sulle grandi direttrici storiche, come le Antiche Vie del Sale e, più in generale, lungo le Strade del Mare che fecero del territorio ligure, provenzale e piemontese una terra di passaggio tra il Mediterraneo e l’Europa continentale. Non una linea, non una singola direttrice viaria, ma un’area organica legata dalle molteplici relazioni prodotte dalle comunicazioni tra Mediterraneo ed Europa Continentale. “Sin dai tempi più remoti il sale è entrato nell’alimentazione umana e vi è divenuto essenziale, se non indispensabile, spiega Pier Maria Giusteschi Conti, partecipante alle Vele d'Epoca e storico dell'Università di Parma – per questo la sua produzione, commercio e trasporto sono precocemente organizzati. Nel mondo romano, infatti, il sale è monopolio dello stato, che dalla prima età repubblicana perdura sino alla dissoluzione dell’Impero”. Merce di scambio fin dall’antichità il sale, detto anche ‘l’oro bianco’ per il suo valore, aveva un ruolo centrale anche nella conservazione degli alimenti . “L’uomo fin dall’antichità ha escogitato tre metodi principali: l’essicazione al sole, l’essicazione per affumicatura e la salatura - spiega la prof. Anna Arnoldi, del Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari dell’Università di Milano - Quest’ultima tecnica è particolarmente valida, perché il rapido allontanamento dell’acqua impedisce lo sviluppo dei microrganismi in modo efficace. Inoltre, il sale dà ottimi risultati anche da un punto di vista organolettico. Tra gli alimenti conservati per mezzo del sale ricordiamo i salumi e i formaggi, per i quali il nostro paese vanta prodotti di grandissima eccellenza, il pesce (in Liguria c’è un’antica tradizione di conservazione delle acciughe sotto sale), le olive, i lupini, i capperi, e tanti altri.” “Non sono soltanto i palati fini a sapere dell'olio extra vergine o di vini di nicchia bianchi e rossi, come il Pigato, il Vermentino o l’Ormeasco, dì formaggi come il raschera o il brussu, di tipici prodotti da forno, di farine di grano saraceno o di castagne piccole e saporite, di ortaggi rari come la trombetta o la rapa, di fagioli bianchi e patate, di piccoli frutti di bosco o di pesche baciate dal sole caldo del Mediterraneo – spiega Giampiero Laiolo, studioso di storia locale - Tutte queste leccornie si trovano dal produttore, basta cercarle con un poco di pazienza, oppure si possono gustare nelle trattorie e nei più giovani agriturismi che si impongono di offrire i piatti della tradizione: ravioli di erbette, gnocchi, pasta fatta in casa con sughi di magro o con burro e formaggio, coniglio, cinghiale, verdure crude, in umido o ripiene, frutta fresca e piccoli dolci, dalle crostate al budino con le uova”. Alcuni rami di questi percorsi storici, oggi riproposti, hanno fatto già da sfondo ad un turismo eccezionale, “Albert Einstein a sedici anni, partendo da Casteggio, ha impiegato quattro giorni per andare a trovare suo zio che era al mare a Nervi - racconta Tiziano Mannoni, dell’Istituto di Storia della Cultura Materiale dell’Università di Genova - accompagnato da un amico più grande che conosceva la strada. Quando divenne famoso, gli scrisse se erano state le spettacolari visioni del cielo stellato durante quel viaggio a fargli venire le idee sulla relatività”. L’ultima parte del convegno ospiterà una tavola rotonda con la partecipazione di esponenti della politica locale e del mondo del turismo. Il convegno si terrà al Nuovo Museo Navale di Via Scarincio 3 il 10 settembre 2010.
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