Dare credito all’energia “verde”

15/set/2010 15.19.53 Supermoney Contatta l'autore

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L’Italia “giardino d’Europa” si sta trasformando in un Paese eco-sostenibile?

La conclusione della ZeroEmission 2010, sesta edizione della fiera dedicata alle energie rinnovabili tenutasi a Roma dal 7 al 10 settembre con un successo confermato dai numeri, 503 espositori e 27.200 visitatori, ha catalizzato l’attenzione degli italiani sulle tematiche legate alle energie alternative.

Lo ha sostenuto anche il rapporto di Assilea, l’Associazione che raggruppa gli operatori di leasing in Italia, secondo il quale dal 2000 al 2009 l’energia elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta del 30% raggiungendo il 18,8% della produzione totale. L’incremento in particolare è stato di oltre due punti percentuali solo negli ultimi due anni.

Questi dati non hanno lasciato indifferenti gli istituti di credito della Penisola che sono scesi in prima fila con un crescente impegno per finanziare gli investimenti “verdi”. La formula più utilizzata dalle banche per erogare prestiti alle aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili è quella del leasing, un contratto con il quale il richiedente-utilizzatore del prestito chiede a una società finanziaria di acquistare il bene per averlo poi in uso per un periodo prefissato dietro pagamento di un canone periodico, salvo poi poter riscattare il bene al termine dell’accordo.

Il mercato su questo frangente è in forte espansione: nel 2009 il leasing ha finanziato circa un miliardo di euro in energie rinnovabili e nel 2010 la quota potrebbe raggiungere i tre miliardi di euro.

Le banche hanno predisposto da subito dei piani adeguatamente profilati a questo tipo di finanziamenti. È il caso, per esempio, di Unicredit che incentiva il settore idroelettrico già dagli anni Ottanta e nel 2007 ha inserito nel suo portafoglio EnergyLeasing, prodotto che nel 2009 ha finanziato circa 200 progetti di impianti fotovoltaici. “È un settore molto interessante – ha dichiarato Marco Martorana, energy product specialist del Gruppo – non solo perché gode di incentivi pubblici. Se guardiamo gli indicatori di ritorno degli investimenti in questo campo ci rendiamo conto di quanto possa essere appetibile”. Se quest’anno Unicredit ha erogato 250 milioni di euro l’obiettivo è quello di superare i 500 il prossimo anno.

Nel settore si muove da cinque anni anche Intesa Sanpaolo con il prodotto Leasenergy, accompagnando le imprese nella realizzazione di diversi tipi di impianti e assistendo il cliente dalla valutazione tecnica e del fornitore fino alla creazione di un vero e proprio business plan.

Infine anche Ubi Banca propone un finanziamento per l’energia pulita che si chiama Full Power, un’occasione concreta di sviluppo per le imprese di ogni dimensione, dalle realtà più grandi, passando per quelle medie e piccole.

Gli istituti bancari sono quindi sempre più orientati a finanziare le imprese, senza dimenticare il settore dei prestiti personali dedicato ai privati, che miete tuttora numerosi clienti nel nostro Paese.

Ma non è solo l’Italia ad essere impegnata nella “green energy”. Grazie ai programmi d’incentivazione dei Cantoni nel 2009 la Svizzera ha ottenuto un incremento dell’efficienza nell’uso dell’energia e del calore residuo e una riduzione nell’emissione di CO2. L’impegno supera anche l’Atlantico, arrivando fino negli Usa, dove il Dipartimento dell’energia ha stanziato in questi giorni 37 milioni di dollari per finanziare la ricerca e lo sviluppo del settore idrocinetico che sfrutta le correnti di mari, oceani, fiumi e ruscelli per contribuire attivamente alla fornitura nazionale di energia elettrica.

Una nuova coscienza ecologica che fa bene non solo all’ambiente ma anche all’economia: il flusso di capitali messi in campo per finanziare queste attività “verdi” stimolerà anche un circolo virtuso di denaro.

 

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