Tasche sempre più vuote: gli italiani e il credito a consumo

A questo si aggiunge l'ormai diffuso utilizzo che gli italiani fanno del credito a consumo, che è aumentato sensibilmente negli ultimi anni (+20,8% solo tra luglio 2009 e luglio 2010) proprio in corrispondenza dei forti rincari e che non riguarda più solo i vizi a cui le famiglie non vogliono rinunciare, come viaggi o prodotti hi-tech, ma spesso si tratta di spese irrinunciabili legate alla casa o di natura sanitaria.

21/set/2010 15.09.36 Supermoney Contatta l'autore

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I soldi non bastano mai. Quante volte abbiamo sentito un parente o un amico lamentarsi del caro-vita e di come fatichi sempre più ad arrivare a fine mese. O forse siamo noi stessi ad avere problemi a fare quadrare i conti tra spese per la casa, auto, figli (per chi ne ha) e varie ed eventuali del quotidiano ménage familiare.

Lamentele del tutto giustificate! Stando almeno al recente studio diffuso dal Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, costituito da Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori.

I dati pubblicati registrano infatti una complessiva diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane a causa di speculazioni e rincari che in 8 anni (dal 2002 al 15 settembre 2010) hanno portato via almeno 9.950 euro a famiglia, per un totale di 218,9 miliardi di euro.

La colpa di queste cifre impressionanti è da imputarsi, secondo il Casper, principalmente al “totale immobilismo della classe politica” e anche “all’introduzione dell’euro che ha dato il via a una serie di rincari ingiustificati determinando un costante impoverimento delle famiglie e una forte perdita del potere d’acquisto dei cittadini”.

A questo si aggiunge l’ormai diffuso utilizzo che gli italiani fanno del credito a consumo, che è aumentato sensibilmente negli ultimi anni (+20,8% solo tra luglio 2009 e luglio 2010) proprio in corrispondenza dei forti rincari e che non riguarda più solo i vizi a cui le famiglie non vogliono rinunciare, come viaggi o prodotti hi-tech, ma spesso si tratta di spese irrinunciabili legate alla casa o di natura sanitaria.

L’allarme è stato lanciato, alla luce dello studio del Casper, dalla Banca d’Italia, dal momento che l’indebitamento degli italiani si è fatto consistente. Ogni cittadino italiano ha contratto finora prestiti per una media annua pari a 1.864 euro, ma il podio di coloro che si indebitano maggiormente con i prestiti personali è occupato da Sardegna (2.630 euro), Sicilia (2.450 euro) e Lazio (2.320 euro). A soffrire di più l’indebitamento è il Mezzogiorno, mentre la regione più “virtuosa” in merito è il Trentino Alto Adige (990 euro pro capite).

“Gli italiani sono oramai al collasso e non hanno più soldi per contrarre ulteriori prestiti” continuano dal Casper, che per manifestare il dissenso dei consumatori ha organizzato per il prossimo 23 settembre una manifestazione nazionale a Roma. L’evento, con l’adesione della Coldiretti, consisterà nel lancio di pomodori davanti alla sede dell’Antitrust come forma di protesta simbolica contro i responsabili dei rincari speculativi dei prezzi che hanno determinato l’impoverimento degli italiani. Altre manifestazioni si terranno anche a Salerno, Foggia e Catania.

Oltre a lanciare pomodori il consumatore può fare altro per risparmiare: per esempio scegliere il prestito che fa al caso proprio. Il sito Supermoney può essere un valido aiuto per l’utente, sia dal punto di vista informativo che come “banco di prova” grazie al comparatore dei prestiti presente sul portale.

 

Leggi l’articolo anche su Chiarezza, l’osservatorio del risparmio di Supermoney.

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