Mutui casa: negli States la parola-chiave è “underwater”

Mutui casa: negli States la parola-chiave è "underwater" Un neologismo è nato negli Usa e si spera che da noi non venga mai esportato perché racconta della situazione drammatica in cui versa il mercato immobiliare statunitense.

24/set/2010 18.02.54 Supermoney Contatta l'autore

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Un neologismo è nato negli Usa e si spera che da noi non venga mai esportato perché racconta della situazione drammatica in cui versa il mercato immobiliare statunitense. La parola in questione è “underwater”, letteralmente “sott'acqua”, ma non ha nulla a che vedere con il mondo sottomarino. Il termine sta invece ad indicare la situazione che stanno vivendo numerose famiglie americane costrette a pagare le rate di un mutuo casa che supera il valore di mercato dell'abitazione in questione.

Una situazione certo non facile, anche perché nella maggioranza dei casi i mutuatari fanno già fatica a gestire le rate del piano di ammortamento del mutuo casa e si trovano spesso costrette alla soluzione finale: il pignoramento del bene.

Il fenomeno negli Usa sembra non dare cenni di arresto, anzi sta raggiungendo livelli preoccupanti in diverse aree del Paese associandosi a un mercato immobiliare ancora in crisi e che stenta a decollare. Nell'ultima settimana si è registrata un'ulteriore diminuzione dell'1,4% sulle richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti, un calo che si era già sentito nelle settimane precedenti. Le zone maggiormente colpite dall'underwater sono la Florida e la California, mentre a livello nazionale, secondo uno studio di Zillow.com, una casa su cinque è interessata da questa spiacevole situazione.

I dati segnalano pertanto un clima immobiliare teso a cui si somma il cosiddetto “effetto ricchezza negativo” che ora ha trovato nel figurato “underwater” un correlativo oggettivo di una situzione che, purtroppo, tanto figurata non è.

L'Italia per il momento vive di riflesso questa crisi, visto che il mercato immobiliare ha segnato negli ultimi tempi timidi segnali di ripresa, poca cosa per gridare alla normalità ma è già un passo avanti.

Perciò nella speranza che il nuovo termine non si trasformi, per una volta, in un prestito dall'inglese, segno che alla parola corrisponde una realtà ben più spiacevole, il consumatore italiano che desidera sottoscrivere un mutuo non deve farsi cogliere impreparato.

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