Nuovo lessico familiare: mutuo ipotecario, sostituzione, surroga

27/set/2010 16.41.06 Supermoney Contatta l'autore

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Gli italiani ricominciano a investire sul mattone. La presenza dei cosiddetti “mutui low cost” dovuti a tassi ai minimi storici fa sognare alle famiglie di abitare in una casa di proprietà. Ma come fare se non si hanno i capitali sufficienti per l’acquisto come accade sempre più spesso? È necessario chiedere un mutuo casa.

La famiglia italiana media ha cominciato perciò a fare i conti non solo in tasca, ma anche con una nuova terminologia che è importante conoscere per sapere fino in fondo che tipo di contratto si sta sottoscrivendo e per non trovarsi, più avanti, in difficoltà. A questo proposito una recente indagine inglese ha illustrato le scarse conoscenze in fatto di mutui da parte dei sudditi della Regina Elisabetta. E gli italiani? Per il momento non ci sono statistiche che segnalino la maggiore o minore dimestichezza del Belpaese con il lessico dei prestiti. È bene allora fare un po’ di chiarezza su alcuni termini che ricorrono spesso quando si tratta di mutui per non farsi cogliere impreparati ed evitare figuracce.

Per cominciare, oltre alla classica distinzione tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile esistono anche i mutui misti, che consentono di cambiare il tipo di tasso nel corso del finanziamento, quelli con il cosiddetto “cap”, il tetto massimo predefinito nei tassi variabili, e i mutui a rata costante.

La tipologia più diffusa, indipendentemente dal tasso, è senza dubbio quella del mutuo ipotecario. L’ipoteca rappresenta la migliore garanzia per la banca che, in caso di insolvenza del debitore, può recuperare il debito residuo procedendo alla vendita dell’immobile. Per quanto riguarda il proprietario, se il pagamento delle rate procede senza intoppi il mutuatario non si renderà nemmeno conto dell’ipoteca sulla casa e conserverà la proprietà e l’uso dell’immobile, se invece cambia il proprietario anche l’ipoteca cambierà proprietario dal momento che essa è legata all’immobile in questione. Su uno stesso immobile possono essere iscritte anche più ipoteche come garanzie a diversi finanziamenti e ciascun creditore può vantare un diritto sull’immobile in ordine di iscrizione (ipoteca di primo, secondo, terzo, quarto grado eccetera). Infine, dal momento che, anche quando è estinta, l’ipoteca figurerà sempre sul Registro degli Immobili, è bene cancellarla se si desidera vendere la casa.

Altri due termini che rientrano spesso nel lessico creditizio sono sostituzione e surroga. Cosa sono e in cosa si distinguono?

Sostituzione e surroga sono due formule di “cambio mutuo”, quando cioè il mutuatario decide di cambiare il mutuo esistente sottoscrivendone un altro (in genere con un altro istituto di credito). La surroga è un’operazione senza costi a carico del mutuatario e consiste nel trasferimento del mutuo da una banca all’altra, mentre la sostituzione comporta la chiusura del vecchio mutuo e la contestuale accensione di un nuovo mutuo presso la nuova banca.

Difficile dire quale delle due sia più conveniente perché dipende da vari fattori tra cui il debito residuo e le condizioni della nuova banca rispetto a quelle della vecchia. Con la surroga vi è solo un trasferimento dell’ipoteca e il mutuo acceso con la nuova banca corrisponderà all’importo del debito residuo ancora da saldare con la vecchia banca. Con la sostituzione invece si estingue il vecchio mutuo e si accende una nuova ipoteca sull’immobile con la possibilità di avere liquidità aggiuntiva a fronte però di costi a carico del mutuatario.

Dal momento che ogni situazione rappresenta un unicum, è opportuno ottenere più informazioni possibili prima di sottoscrivere un mutuo. Grazie al comparatore del sito Supermoney, il portale di riferimento dei consumatori italiani accreditato dall’Autorità Garante per le Comunicazioni, è possibile confrontare le diverse offerte di mutuo presenti sul mercato adattandole alle esigenze di ciascun utente.

 

Leggi l’articolo anche su Chiarezza, l’osservatorio del risparmio di Supermoney.

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