Bankitalia tiene d’occhio il credito al consumo

28/set/2010 16.47.12 Supermoney Contatta l'autore

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Le avevano chiesto di intervenire, con l’entrata in vigore delle nuove norme dell’Unione Europea, per fornire indicazioni chiare in merito e dare un segnale forte della strada che si vuole percorrere nella gestione del credito a consumo nel nostro Paese. E, come da copione, la voce della Banca d’Italia sul tema non si è fatta attendere. L’occasione è stata quella del convegno dell’AIBE, l’Associazione fra le banche estere in Italia, a cui è intervenuta Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d’Italia.

“Il credito specializzato – ha esordito il vice direttore – svolge nel nostro Paese un ruolo importante nel finanziamento dell’economia reale. Questa rilevanza e le particolari modalità con cui viene di norma erogato comportano significativi riflessi per l’azione di regolazione e supervisione”.

Nel quinquennio dal 2004 al 2009 infatti sono state molte le famiglie italiane che sono ricorse sempre più di frequente ai prestiti personali, fino al marzo del 2009 quando le società finanziarie hanno registrato una battuta d’arresto nella richiesta dei prestiti, con una sostanziale stagnazione del credito al consumo (che prosegue anche adesso) dopo un periodo di espansione sostenuta. Nonostante abbia sorretto il settore produttivo e le famiglie nel corso della crisi, il settore del credito non è stato esente dai riflessi della forte caduta dell’attività produttiva, degli investimenti e dei consumi, tant’è che i segnali di ripresa continuano ad essere incerti.

La politica di Bankitalia ora più che mai resta focalizzata sul consumatore, l’anello più debole del rapporto tra finanziatore e contraente, che va tutelato sia monitorando il mercato per assicurarsi che le società di credito non mettano in atto comportamenti scorretti o illeciti, sia garantendo all’utenza informazioni chiare ed esaustive affinché le scelte di indebitamento vengano compiute con piena consapevolezza. Non basterà quindi recepire passivamente la direttiva Ue, ma bisognerà invece compiere un’opera di controllo visto che da indagini effettuate dall’Istituto di Vigilanza è risultato che i tassi d’interesse medi praticati nel credito al consumo in Italia si attestano su livelli superiori a quelli degli altri Paesi dell’area euro.

La Banca d’Italia è già intervenuta in caso di illeciti visto che tra gennaio 2009 e agosto 2010 sono stati cancellati d’ufficio per gravi violazioni normative 96 intermediari finanziari specializzati nel settore del credito al consumo, sono stati adottati 54 provvedimenti sanzionatori ed è stato disposto il divieto di intraprendere nuove operazioni nei confronti di 4 intermediari finanziari.

Interventi che, insieme al vice direttore generale, ci si augura non servano più dopo il recepimento ufficiale delle regole dell’Unione Europea che diventeranno operative dal nuovo anno, auspicando anche un ritorno della propensione degli italiani al risparmio.

Ma per chi non può attendere il 2011 e vuole richiedere un prestito senza cadere dalla padella alla brace il modo migliore è collegarsi al sito Supermoney, che con il comparatore di prestiti mette a confronto le offerte dei principali istituti di credito presenti sul mercato.

 

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