SEPULTURA o SOULFLY? Cavalera. Comunque e sempre!

I Sepultura si possono definire a buona ragione tra i gruppi fondatori del death metal quel ramo dell' heavy metal cattivo, sporco, che parla appunto di morte.

07/set/2010 12.27.48 Blog Network Contatta l'autore

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La formazione degli inizi dei Sepultura

Se ti dico Brasile, a cosa pensi? Samba, carnaval, futbòl, caffè, ecc. Questo accade se hai poca fantasia. Se hai molta, ma molta più fantasia pensi a ritmi martellanti, testi che parlano di morte, blasfemi, canzoni cantate da tipi da galera (di quelli da rinchiudere e buttare la chiave). In una parola: SEPULTURA. I Sepultura si possono definire a buona ragione tra i gruppi fondatori del death metal quel ramo dell’ heavy metal cattivo, sporco, che parla appunto di morte. Nati nel lontano 1983 e formati, oltre che dai mitici fratelli Igor e Max Cavalera, da Paulo jr. e Jairo T. I Sepultura dopo il classico demo tape d’esordio (bestial devastation…. dal titolo, come esordio, niente male eh?) pubblicarono Morbid Visions nel 1986 che già conteneva una di quelle canzoni che sarebbe, con gli anni, diventata tra i loro migliori cavalli da battaglia: Troops of Doom.

I Sepultura partirono così forte e così sparati sia come testi che come musica che dovettero subito, però, recitare un mea-culpa a causa proprio dei testi del primo lavoro profondamente blasfemi ed anticristiani. Nel 1987 uscirà Schyzophrenia album che non lascerà il segno ma che già farà intravedere le grandi potenzialità dei 4 a livello planetario. Fu con l’album successivo (beneath the remains) che avvenne il cambio qualitativo sperato, soprattutto grazie all’ingresso al mixer di Scott Burns. Da ricordare sopra gli altri la title track e Inner Self. E grazie proprio a quell’album i Sepultura diedero modo al mondo di accorgersi di loro uscendo finalmente dal Brasile e seguendo i Sodom nel loro tour come guest group.

Nel 1991, poi, arrivò l’apice del successo grazie ad Arise, album quasi perfetto con capolavori di aggressività musicale come, appunto, Arise e Dead Embrionic Cells

Sepultura-Roots bloody Roots

Nel 1993 arrivò la maturità definitiva con Chaos A.d. dove al death metal “che pesta” dall’inizio alla fine trovò spazio un saltare tra i vari generi “metal duri” il che spiazzò i fans e i critici specializzati. Il top della sorpresa giunse, però, con l’uscita nel 1996 di un album davvero completo. Ecco, sì, ora siamo alla definizione di “capolavoro” anche perchè con enorme sorpresa (anche mia) con un sapiente uso delle percussioni riuscirono ad utilizzare musica tribale in maniera funzionale all’aggressività di ogni brano (vedi Roots bloody roots e Rathamatta). Come ogni bella favola, però, anche quella dei brasiliani Sepultura è destinata a finire. E ciò accadde con l’abbandono di Max Cavalera, icona del gruppo e di gran parte del movimento death, sostituito da Derrick Green. Con il nuovo vocalist uscì nel 1998 Against ma già questi non erano più i veri Sepultura. Capiamoci, Against non era da buttare ma, obbiettivamente, Max Cavalera non lo si può sostituire senza pagarne lo scotto in termini anche qualitativi.

I Sepultura con Derrick Green come sostituto di Max Cavalera

Cosa starà facendo ora il buon Max? Il buon Max, nel 1997 fondò i Soulfly nome evocativo del modo con il quale lasciò i Sepultura, una specie di liberazione. La line-up iniziale fu: Max Cavalera: chitarra e voce, Roy Mayorga: batteria, Jackson Bandeira: chitarra, Marcelo D Rapp: basso. Cambiato gruppo cambiò anche la musica, affascinato dai nuovi generi e nuove influenze che stavano contaminando il metal anche quello più estremo. Molto bello l’omonimo d’esordio del 1998 seguito, con ben due anni di mezzo, da Primitive album strano perchè nonostante le importanti collaborazioni (Tom Araya-Slayer, Corey-Slipknot, ecc.) risultò tutto sommato abbastanza inferiore al precedente e sicuramente sotto la media alla quale Max aveva ben abituato i fans. Che comunque tributarono un successo strepitoso anche a Primitive. Da lì l’idea geniale di Max di cambiare continuamente collaboratori per i successivi album per carpire da ogni genere metal qualcosa e rendere i suoi lavori “speciali” ognuno a suo modo. Così arrivò nel 2002 l’album 3 con gran successo su Billboard e di nuovo Mayorga alla batteria. Nel 2004 arrivò poi Prophecy con collaboratori “speciali” come, tra l’altro, Dave Ellefson (Megadeth) e col ritorno di Joe Nunez alla batteria. E, puntuale come un orologio svizzero, il successo arrivò a piene mani anche per Prophecy.

Dave Ellefson (Megadeth) e Max Cavalera

Nel 2005 uscì poi Dark Ages preceduto da un dvd con un mix di live, interviste, video, ecc. Dark Ages fu un altro tangibile segnale dell’universalità della sua musica inserendo musicalità di vari paesi visitati come Serbia, Stati Uniti, Francia, Turchia e Russia. Troppo lungo l’elenco dei collaboratori e troppo poco lo spazio (…..ahimè…..) ma, di sicuro il duetto tra Richie Cavalera e suo padre Max la fa da padrone. Anche i meravigliosi Korn furono tra i gruppi che seguirono i Soulfly nel Dark Ages Tour nel 2007 anno in cui vide la luce Conquer album decisamente più trash.

Soulfly-rise of the fallen (da Omen)

Omen, il nuovo cd della band di Cavalera, è storia dei giorni nostri ed è uscito nei primi mesi di quest’anno (fresco fresco quindi) assieme al progetto di alcune cover di gruppi come i Led Zeppelin. Il resto, beh, è futuro. Storia ancora da vivere, storia ancora da ascoltare. E, sono sicuro, il fiume in piena Max Cavalera percorrerà ancora tanta tanta strada.

I soulfly

Fonti

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