Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola un convegno sulle "Criticità giuridiche in sanità"

05/ott/2010 17.18.17 Gruppo Villa Maria Contatta l'autore

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Nella sala assemblee del Maria Cecilia Hospital di Cotignola si è svolta la terza edizione del convegno “Criticità giuridiche in Sanità”, appuntamento annuale, sostenuto dalla “Fondazione Ettore Sansavini per la ricerca scientifica”, promosso con la collaborazione dell’avvocato Gabriella Di Pentima, Direttore della Scuola Forense dell’ordine di Forlì. Si è data voce ai massimi esponenti in materia, dalle aule delle università a quelle dei tribunali, non trascurando gli uffici direzionali delle  grandi imprese nel panorama sanitario italiano. I circa 250 partecipanti (avvocati, medici e professionisti sanitari, in particolare delle province di Ravenna e Forlì-Cesena) sono stati accolti e salutati dal professor Livio Pietro Tronconi, Direttore Generale della Fondazione, che, lieto del riscontro positivo di una sala gremita, ha sottolineato l’importanza dell’incontro: «La Sanità cambia, si evolve con l’avvento delle nuove metodiche e tecnologie, che profila l’emergere di nuove figure. Oggi un intervento chirurgico non coinvolge più solamente il medico, il paziente e l’infermiere. Ma se questa è ormai una nota constatazione, cosa si può dire attorno al coinvolgimento di professionisti, quali ingegneri, fisici, chimici e quanti altri partecipino, anche se indirettamente, ad un intervento  eseguito in laparascopia, metodica ormai entrata nella prassi? I profili di responsabilità sanitaria oggi ci aprono, dunque, scenari ben più ampi, spunti di riflessione crescenti».

Nel corso della mattinata ha preso la parola il dottor Alessandro Mancini, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Forlì, che ha illustrato i diversi profili della colpa, anch’essi sempre più sottili e riflesso dell’evoluzione della sanità. Successivamente l’avvocato Gabriella Di Pentima ha trattato con chiarezza un tema molto attuale, quale la responsabilità dell’attività svolta in equipe. La seconda sessione dei lavori è stata caratterizzata dagli interventi dell’avvocato Francesco Cardile e del professor Fabio Buzzi, docente di Medicina Legale presso l’Università di Pavia. Il legale si è occupato della natura della certificazione in ambito sanitario, non trascurando di fornire, dopo aver riportato il dettato normativo e aver spiegato in quali casi il professionista sanitario vesta i panni di pubblico ufficiale, il risvolto pratico dell’argomento e le responsabilità di natura penale, civile, amministrativa, oltre che disciplinare, che comporta una non puntuale indicazione sulla documentazione sanitaria (cartella clinica, scheda di dimissione ospedaliera, etc). Buzzi, invece, ha sintetizzato bene l’attività del consulente tecnico ed il suo ruolo chiave in ambito processuale, non celando le falle della burocrazia e del sistema normativo che disciplina la figura del medico legale e che fa sì che la sua nomina ope iudicis avvenga attraverso la scelta da un elenco, non adeguatamente dettagliato, col paradosso che non vi sia rispondenza tra la specializzazione del professionista  e il caso delle aule dei tribunali.

Il pomeriggio ha visto protagonisti, in primis, l’avvocato Leonardo Panzano, Responsabile dell’Ufficio Legale del Gruppo Villa Maria, che ha trattato un tema centrale sulla ricostruzione della responsabilità sanitaria, ossia il nesso causale tra elemento soggettivo ed evento dannoso, arricchendolo della sua esperienza professionale quotidiana. Di estrema attualità, alla luce del recente decreto legge n. 28 del 2010 che sancisce l’istituto della conciliazione obbligatoria, è stato l’intervento dell’avvocato Adriana Rizzello, responsabile del servizio legale della Camera di Commercio di Forlì – Cesena. La conciliazione, infatti, dal marzo 2011, diventerà esperimento di componimento stragiudiziale, anche in materia di responsabilità medica, assurgendo ad autonoma dignità. Certamente illuminanti, al termine dei lavori, l’intervento del professor Stefano Canestrari, preside della Facoltà di Giurisprudenza di Bologna, che ha edotto sul tema del consenso informato e delle conseguenze della sua omissione, con un excursus che ha investito i sistemi giuridici dei principali Paesi europei, e l’intervento del dottor Giorgio Santacroce, Primo presidente della Corte d’Appello di Roma, che ha illustrato per concludere  gli ultimi orientamenti giurisprudenziali sui temi trattati nel corso della giornata. Questo il commento soddisfatto del professor Livio Tronconi: «La terza edizione di “Criticità giuridiche in sanità” ha dato riprova che è ormai un evento culturale apprezzato dai professionisti che operano nel comparto e che si rapportano col mondo della salute. In futuro la “Fondazione Sansavini” promuoverà eventi correlati a questo seminario autunnale, proponendo momenti formativi e di aggiornamento sui temi più delicati che riguardano la tutela della salute».

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