Conti correnti e costi nascosti

Ma come si può capire se le spese del conto corrente sono dovute al sistema finanziario italiano o sono "gonfiate" dalla nostra banca?

15/ott/2010 16.01.17 Supermoney Contatta l'autore

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Tanti conti correnti per tanti tipi di clienti: da quelli base a quelli cosiddetti “a pacchetto” che includono nella spesa annuale una serie di servizi e operazioni aggiuntive come per esempio la tessera Bancomat, la carta di credito o il portafoglio titoli. Ce n'è per tutti i gusti, ma è bene prestare attenzione ai costi sottesi al mantenimento del proprio conto per evitare spiacevoli sorprese.

Le numerose ricerche che si sono succedute nei mesi scorsi, l’ultima in ordine di tempo quella dell’associazione dei consumatori Adusbef, hanno tutte confermato che in Italia i conti correnti bancari sono tra i più costosi d’Europa. Ma come si può capire se le spese del conto corrente sono dovute al sistema finanziario italiano o sono “gonfiate” dalla nostra banca?

Il modo migliore per orientarsi da questo punto di vista è consultare l'Isc, il parametro che riunisce tutti i costi che gravano su uno specifico conto corrente. L'Indicatore sintetico di costo è infatti previsto nell'ambito della normativa sulla trasparenza della Banca d'Italia, è espresso in euro e tiene conto sia dei costi variabili (le operazioni) che dei costi fissi (il canone) secondo una formula matematica unica per tutte le banche. L'obiettivo di questo indicatore è infatti quello di rendere omogeneo e semplice il confronto tra conti correnti.

Solo leggendo il contratto all'atto della sottoscrizione o l'estratto conto mensile il cliente bancario può rilevare eventuali costi nascosti, per esempio il canone richiesto dalla banca per l’eventuale carta di credito aggiuntiva o quello per l’utilizzo dei servizi di banking online.

Il conto corrente è un servizio, quindi anche nei casi in cui la banca offre di aprirlo in forma gratuita la spesa finale cui si va incontro per la tenuta del rapporto dipende dall’effettivo utilizzo che ne fa il singolo cliente. Non è nemmeno una forma d'investimento, tuttavia è importante valutare il tasso d'interesse che la banca riconosce sulla giacenza (spesso i contratti fissano soglie sotto le quali il conto diventa infruttifero) perché queste somme possano andare a compensare o almeno a ridurre il costo del conto.

Sotto il profilo dei costi spesso a vincere sono le banche online che molte volte riescono a offrire un Isc pari a zero, proprio perché non avendo sportelli sul territorio hanno molte meno spese da affrontare rispetto a una banca tradizionale. Un’altra possibilità può essere quella di sottoscrivere un conto deposito, uno strumento finanziario che permette di gestire i propri risparmi in modo sicuro e a costo zero, con interessi più elevati rispetto a quelli di un conto corrente tradizionale e con la libertà di prelevare le somme senza limiti. Il lato negativo del conto deposito è dato invece dalla limitata operatività, ma per questa viene utilizzato un conto corrente d’appoggio per effettuare tutti i trasferimenti di denaro.

La scelta del conto corrente più adatto e conveniente può avvenire solo a partire dalle esigenze di ciascun cliente analizzando in primo luogo i costi che di norma caratterizzano il conto stesso. Un modo facile, veloce e gratuito per riuscire a trovare una soluzione personalizzata è quello di utilizzare il comparatore delle offerte presente sul sito Supermoney, il portale di riferimento dei consumatori italiani.

 

Leggi l’articolo anche su Chiarezza, l’osservatorio del risparmio di Supermoney.

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