L’importanza di una base economica per accendere un mutuo

18/ott/2010 17.21.14 Supermoney Contatta l'autore

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Una giovane coppia che negli anni Cinquanta era in procinto di sposarsi il più delle volte riceveva aiuti economici da parte di tutto il parentado per sostenere le spese di acquisto della nuova casa attraverso prestiti personali, spesso a tasso zero. Oggi non è più così: i giovani sposi, ma anche le più attuali coppie di conviventi, quando decidono di “mettere su casa” devono quasi sempre accendere un mutuo.

Ma anche stipulare un contratto di mutuo non è cosa semplice se non si ha una base economica da cui partire. A sostenerlo è una ricerca di Tecnocasa compiuta su tutto il territorio nazionale sulla base dei dati del primo trimestre del 2010.

Ammettendo che ai futuri proprietari venga erogato il mutuo, la ricerca sottolinea che difficilmente gli istituti di credito copriranno oltre l’80% del valore dell’immobile, fermandosi sempre più spesso al 65-70%. Ipotizzando perciò un’occasione immobiliare di 140mila euro, secondo l’analisi di Tecnocasa, la banca anticiperà 100mila euro e il resto dovrà invece provenire dalla disponibilità economica della famiglia. Ammesso che ci sia.

Le spese per accendere un mutuo casa non sono così scontate: oltre al costo dell’immobile vanno considerate anche quelle relative al rogito, alle imposte e alla pratica del mutuo. Costi ai quali si aggiungono quelli per i lavori di sistemazione della casa, per allacciare le utenze di gas ed elettricità e per il trasloco.

Sulla base dell’esempio indicato in precedenza, secondo le stime di Tecnocasa, le famiglie avrebbero bisogno di circa 50 mila euro come “somma di partenza”, anche per un economico bilocale. In Italia l’importo medio del mutuo è infatti di circa 123 mila euro sulla base dei dati relativi al primo trimestre del 2010. Dopo un periodo di crisi del mercato immobiliare, nel 2010 l’erogazione dei prestiti bancari per la casa ha mostrato una crescita del +20%, circa 2,2 miliardi di euro, rispetto al pari periodo del 2009. L’andamento positivo è stato registrato in tutte le macroaree del nostro Paese, con la maggior variazione (+39%) dell’area insulare e dell’area del Centro Italia (+35%). La riduzione dei tassi verificatasi nel corso del 2010 ha inoltre generato una maggiore propensione delle famiglie verso il tasso variabile (circa il 66% dei volumi) e una graduale diminuzione nella scelta del tasso fisso (circa il 24%).

«La ricerca Tecnocasa è sicuramente interessante ed evidenzia una situazione reale del mercato - commenta Alessio Riccucci, Responsabile Area Banche di Supermoney - Bisogna però sottolineare che nell’ampia gamma di mutui offerti dagli istituiti di credito ne esistono alcuni pensati appositamente per finanziare il 100% dell’acquisto dell’immobile, anche se la copertura totale del finanziamento non è gratuita, ma ha un costo, che coincide generalmente con uno spread più alto da corrispondere all’istituto di credito. Non bisogna infine dimenticare che il mutuo è di fatto un debito, spesso a lungo termine, e quindi è importante che il consumatore prima di sottoscriverne uno sia consapevole di tutte le spese da sostenere e soprattutto valuti con attenzione la sua capacità di rimborso della rata»

Trovare l’offerta più adatta alle proprie esigenze può essere un primo passo: grazie al portale di confronto mutui di Supermoney è infatti possibile personalizzare la propria ricerca per trovare il finanziamento più conveniente.

 

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