Sabrina e Cosima sono diavolesse dei giorni nostri; Michele Misseri è l’uomo ‘zerbino’ che vive ai margini della famiglia. Il nucleo è destinato a implodere.

22/ott/2010 00.45.27 paolo caruso Contatta l'autore

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Si è parlato da sempre dell’odiosa violenza che certi uomini (se vogliamo chiamarli così) usano contro le donne. Violenza che può essere di tipo fisico o sessuale, ma può anche essere psicologica, che lascia il segno per sempre.  L’esperienza e le ore trascorse ad ascoltare uomini ‘straccio’ che vengono utilizzati e poi messi da parte mi ha dato modo di considerare anche il rovescio della medaglia.  L’uomo ‘zerbino’ che per non subire le ire della moglie e delle donne di casa si isola, che resta marito solo agli occhi della società, mentre nel privato è relegato a un ruolo marginale, peggiore di quello che certa gente riserva agli animali domestici.

Uomini che vivono per la strada, esseri umani che non possono vedere i figli perché ex mogli arrabbiate hanno fatto in modo che la giustizia ingiusta si scagliasse contro i loro ex coniugi. Figli che crescono senza il desiderio di vedere il padre e che il più delle volte si convincono della malvagità dell’uomo che l’ha generati, senza nemmeno indagare  a fondo.

Nel profondo sud italiano spesso accade che le donne di una certa età non vogliano sfasciare i loro matrimoni in maniera visibile e succede, quindi, che certi uomini vengano sopportati perché portatori di soldi in casa e, nella migliore delle ipotesi, offrono un’apparenza di famiglia. Qualcosa del genere accadeva in casa Misseri, dove Michele da anni dormiva su una sdraio in cucina e la moglie non considerava più marito. Un uomo rozzo, ignorante, ma lavoratore. Si poteva sopportare. Ma a quale prezzo?

Chissà in quante ore di angosce l’orco è diventato tale e ha maturato un sentimento di vendetta contro le donne da portarlo al punto di desiderare una ragazzina, sua nipote.

Non c’è solo la gelosia da parte di Sabrina, che vittima dei suoi tanti e comprensibili complessi ha cominciato ad odiare la cuginetta che era ormai donna e carina.

La mano assassina di un individuo come Michele Misseri va punita in modo esemplare come la cattiveria di Sabrina, ma va condannato moralmente l’atteggiamento di Cosima che rappresenta tutta l’ignoranza di certo tipo di femmine, che considera la casa, la famiglia, i figli come proprietà privata dove l’uomo è soltanto un ospite, spesso sgradito.

Finchè questa società, troppo legata ai luoghi comuni e alle antiche credenze non si renderà conto che anche l’uomo, il padre ha un ruolo determinante nella famiglia, ci saranno casi d’implosione privata. Speriamo che non sfocino mai più in casi drammatici come quelli di Sarah Scazzi. Se di mostri dobbiamo parlare sarebbe logico di contarne almeno tre in casa Misseri perché la signora Cosima non è meno degli altri, non per il favoreggiamento a sua figlia ma per aver usato la consueta violenza psicologica sull’uomo. La speranza c’è perché esiste anche, per fortuna, un altro tipo di donna, quella che non si considera la padrona assoluta della prole.

Un nuovo “diritto di famiglia” sarebbe un buon passo sociale, un diritto che vada aldilà delle leggi, che riesca a sensibilizzare l’opinione pubblica troppo spesso soffocata nel nostro paese, in cui la Chiesa ha insegnato che peccare e infrangere la legge è concesso, a patto che si mantenga il segreto. Non vi ricorda un altro tipo di organizzazione?

Cosmo de La Fuente

 (http://www.familiafutura.blogspot.com )

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