Zirconia -> Innovazione a rischio salute

Ci si chiede sempre più spesso, in vari settori, se il superamento di frontiere sempre più avanzate si traduca in benefici veri per la società, o se si vada incontro anche a nuovi disastri, più o meno evidenti sui media, a tutto discapito dell'uomo e dell'ambiente e a vantaggio di pochi grandi portatori di forti interessi economici.

30/ott/2010 08.57.37 Rosario Muto Contatta l'autore

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Stiamo assistendo negli ultimi anni a fenomeni come la globalizzazione dei mercati, la contaminazione delle culture, allo svilupparsi inarrestabile delle tecnologie. Ci si chiede sempre più spesso, in vari settori, se il superamento di frontiere sempre più avanzate si traduca in benefici veri per la società, o se si vada incontro anche a nuovi disastri, più o meno evidenti sui media, a tutto discapito dell’uomo e dell’ambiente e a vantaggio di pochi grandi portatori di forti interessi economici.

 

 

 

Parliamo di salute. In particolare di odontotecnica.

 

In questi ultimi anni, la società non si fida. Si chiede sempre di più tracciabilità, qualità e accessibilità. Mentre stiamo assistendo ad una grande pressione tecnologica industriale in un settore che per caratteristiche proprie vede operare quelli che andrebbero definiti come degli artigiani sanitari ma che svolgono un’attività altamente professionale, dove le capacità creative e quelle manuali si combinano con le basi scientifiche di fisica e chimica. Chi produce l’oggetto o il dispositivo sanitario, dovrebbe essere colui che opera una sintesi di queste rare capacità e che per questo merita di essere collocato in una posizione di rilievo e prestigio all’interno del settore di appartenenza.

 

La realtà dei fatti mostra come nel settore odontoprotesico permangono confusione e anarchia, se non  immoralità.

 

Da una parte assistiamo a una concorrenza sleale all’interno della professione che si concretizza in uno svilimento del valore del proprio prodotto. Dall’altra parte le aziende distributrici dei materiali che operano esercitando forti pressioni per collocare sul mercato materiali, tecnologie e procedure fallaci e truffaldine atte a creare una grande confusione professionale, e con la presecuzione di atteggiamenti sempre più spregiudicati sul fronte dei prezzi, decisamente impossibili. A complicare il mercato contribuiscono non poco i paesi emergenti e le new entry in Unione Europea.

 

La maggioranza degli odontotecnici si lascia trovare impreparato di fronte a questi eventi, e a questi cambiamenti sul fronte tecnico e di mercato. Ci troviamo però di fronte, purtroppo, ad atteggiamenti di connivente convenienza, se non di coinvolgimento in sporchi interessi, con chi  chiede e prescrive loro tali tecnologie e materiali, ma anche ad operatori che non conoscono il proprio lavoro, non hanno le necessarie conoscenze di base di chimica e fisica, e in fin dei conti ad incapacità professionale.

 

 

 

Le aggressive strategie di marketing delle aziende distributrici creano uno squilibrio commerciale,  con tecnologie che hanno il solo risultato concreto di destabilizzare il mercato, creando oltretutto disoccupazione tra gli addetti.

 

Tutto questo grande bailamme va a tutto discapito della qualità, della salute dei cittadini che, fiduciosi ma ignari, vengono fuorviati ed ingannati.

 

 

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