Farsi un tatuaggio

01/nov/2010 17.30.48 Sara Borsari Contatta l'autore

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Anche se oggi è una moda diffusa e accettata anche in ambienti sociali più raffinati, il tattoo ha un’origine antichissima. Inoltre l’abitudine di farsi segnare la pelle con un tratto indelebile non è soltanto una usanza legata all’estetica, per i popoli antichi aveva un significato sociale legata alla cultura e alla tradizione di ogni popolazione. Troviamo tracce della presenza quotidiana dell’arte dei tatuaggi in ogni epoca storica. Il primo essere umano tatuato di cui abbiamo conoscenza è la mummia del Similaun, chiamata anche “uomo venuto dal ghiaccio”, o più confidenzialmente Ötzi, ritrovata in Italia nel 1991. Sul suo corpo sono stati rinvenuti ben 57 immagini di tatuaggi, realizzati però con una tecnica diversa da quella moderna. E pensare che gli studiosi fanno risalire la morte di Ötzi ad un periodo compreso tra il 3300 e il 3200 a.c..

 

Anche nella Roma antica, in Egitto, nel Medioevo questa arte è molto diffusa. Se state cercando ispirazione per realizzare il vostro tatuaggio potete quindi affidarvi non soltanto ai disegni per tatuaggi moderni ma anche sondare le immagini di tattoo realizzati sulla pelle dei nostri antenati. L’importante è scegliere centri specializzati in cui lavorano tatuatori professionisti, che vi informeranno sui rischi, si informeranno sulle vostre reale intenzioni, e vi spiegheranno i metodi di lavorazione adottati dallo studio. Non fidatevi di chi vi accoglie mostrandovi bellissimi disegni per tattoo per poi, durante la lavorazione, non usare guanti, mascherina e camice. 

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