Un quartiere di Roma raso al suolo e ricostruito ex novo

07/nov/2010 20.06.38 Sara Borsari Contatta l'autore

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Tor Bella Monaca sarà soltanto il trampolino di lancio di una nuova concezione della città e degli spazi più a misura d’uomo. O almeno è questo, in estrema sintesi, quello che prevede sulla carta il Piano strategico di sviluppo della Capitale illustrato dal sindaco Gianni Alemanno. Insomma, una certa visione delle case a Roma sembra sul punto di una svolta. Ma finora di sicuro sembra esserci soltanto la prospettiva di demolizione di Tor Bella Monaca: un quartiere realizzato negli anni ’80 per far fronte all’emergenza abitativa che da subito ha mostrato grosse difficoltà legate alla scarsa qualità degli edifici, alla carenza di luoghi di aggregazione sociale e al degrado complessivo che ha finito per contraddistinguere questa vasta zona periferica di Roma. Problematiche che sembrano talmente radicate da rendere necessaria la demolizione.

Le 14 torri che la contraddistinguono verranno infatti progressivamente rase al suolo per far spazio a delle palazzine di tre o quattro piani meno ingombranti, che, secondo il progetto, ospiteranno via via i residenti privati della loro vecchia abitazione. E accanto alle case popolari, articolate in quattro isolati che dovrebbero avere spazi verdi e propri punti di aggregazione, nasceranno anche altre abitazioni che saranno vendute a prezzo di mercato, con un aumento significativo degli abitanti del quartiere e delle aree cementificate. Un piano ambizioso, dunque, quanto problematico. I cittadini di Tor Bella Monaca infatti non hanno esitato a protestare e a dar voce alla paura di perdere il proprio tetto.

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