Re: Comunicato 22 novembre 2002

La partita dell¹Italia si è svolta molto alla mano, con il gioco che si è sviluppato con una serie prolungata di fasi e se la meta non è arrivata lo si deve alla difesa australiana considerata la maestra di questo settore.

23/nov/2002 21.20.04 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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RUGBY Notizie a cura dell'Ufficio Stampa FIR

Genova, 23 novembre 2002

JAGUAR TEST MATCH ITALIA - AUSTRALIA 3-34 (3-17)

NONOSTANTE LA SCONFITTA GLI AZZURRI RITROVANO IL GIOCO
SOTTO IL DILUVIO MA CON UN GRANDE PUBBLICO

Genova - Sotto una pioggia battente ma riscaldata dal calore della folla genovese presente allo Stadio Ferraris con oltre 20 mila unitá, l¹Italia ha finalmente dimostrato di avere prospettive di crescita battendosi a lungo alla pari con i campioni del mondo australiani. Alla fine gli Azzurri di John Kirwan, anche incassando 5 mete, sono usciti da Marassi fra gli applausi di un pubblico appassionato.
Il risultato ha comunque mostrato un disavanzo ingiusto che non ha rispecchiato i veri valori mostrati in campo dalle 2 squadre. Si puó infatti dire che le 5 mete non sono state frutto di una manovra di gioco superiore dei Wallabies ma sono scaturite soprattutto da alcuni episodi. La prima meta di Harrison, la terza di Staniforth, nel primo tempo e l¹ultima di Mortlock sono state realizzate in seguito ad alcune penalitá non comprensibili decretate dall¹arbitro argentino Pablo De Luca. In tutte queste 3 situazioni l¹Italia in attacco nel campo avversario si è vista penalizzare con punizioni che l¹hanno ricondotta nella propria area di meta. Se si aggiunge che la prima meta di Staniforth (la seconda dell¹Australia) è stata conseguenza di uno svarione difensivo di Queirolo causato dalla scivolositá dell¹ovale inzuppato, diventa evidente che una vera superioritá australiana, in realtá, in campo non si è vista.
Rispetto all¹Argentina, gli Azzurri hanno presentato un pack dinamico, che nonostante i 26 kg di peso complessivo in meno di quello australiano, è stato in grado di non retrocedere  mai e di conquistare tutti i palloni conquistabili. Nelle rimesse laterali, le 3 torri australiane, di altezza media superiore ai 2 metri, si sono trovate di fronte una buona organizzazione e l¹abilitá del capitano Marco Bortolami, ed hanno concesso agli Azzurri, per 3/4 della partita, di guadagnare le proprie touches. Piú che contro lArgentina, quindi, gli Azzurri sono stati in molte occasioni prossimi alla meta nonostante l¹ottimo controllo da parte della difesa dei Wallabies. La partita dell¹Italia si è svolta molto alla mano, con il gioco che si è sviluppato con una serie prolungata di fasi e se la meta non è arrivata lo si deve alla difesa australiana considerata la maestra di questo settore.
Per capire meglio la forza di questa Australia basta rilevare che l¹Inghilterra, da cui sono stati sconfitti per un solo punto a Twickenham, la settimana scorsa, oggi, sempre a Londra, ha distrutto il Sudafrica per 50 a 3.
L¹Italia conclude quindi il suo ciclo 2002 con una prova incoraggiante che lascia ben sperare per il prossimo Sei Nazioni, in programma da febbraio 2003.


I COMMENTI: COMPLIMENTI DA GREGAN PER L¹ITALIA E GENOVA

Genova - I complimenti piú belli agli Azzurri, arrivano dal formidabile campione australiano, nonché capitano della squadra, l¹apertura George Gregan: " Complimenti all¹Italia e a Genova. Abbiamo giocato sotto il diluvio ma accompagnati dal bellissimo entusiasmo che ha contagiato gli Azzurri. Infatti abbiamo incontrato una squadra molto brava in difesa e molto valida tecnicamente anche in condizioni di notevole difficoltá come quelle incontrate a Genova. Rispetto alla squadra che ho incontrato, nel 1994, è molto cresciuta e dimostra di avere una ottima organizzazione di gioco e in difesa destinata a crescere vista la grande competenza del Coach Kirwan e la giovane etá dei suoi giocatori".
Per John Kirwan finalmente una giornata radiosa (se cosí si puó dire) e un clima, in conferenza stampa, abbastanza conciliante: "Si, sono soddisfatto. Abbiamo lavorato tutta la settimana per giocare, prendere rischi e mettere in atto un sistema di gioco di attacco e difesa volto a muovere la palla in una serie di fasi. E contro i campioni del mondo, ed in condizioni proibitive, siamo riusciti nel nostro intento".
Ma oltre ad aver lavorato, sono anche stati cambiati 8 giocatori rispetto all¹incontro con l¹ArgentinaŠ
"Come ho giá detto e ripetuto, ho diviso il lavoro di approccio ai mondiali in 3 fasi e quella conclusa con la partita di oggi riguardava le verifiche per costruire un telaio di base da cui poi poter tirar fuori il meglio del rugby italiano".
La buona prova con cui si è conclusa la prima fase fa quindi ben sperare per il 6 Nazioni?
"...ma non bisogna smettere di lavorare - prosegue Kirwan - e giá dalla prossima settimana, insieme a Leicester Rutledge, faremo le valutazioni e delle verifiche per accedere alla seconda fase che è rappresentata dal Torneo di febbraio. Peró vorrei aggiungere che un ulteriore elemento di conforto mi è arrivato nel finale quando ho visto che non c¹è stato il crollo, anzi erano gli Aussies ad arrancare. Per questo devo dar merito a Pascal Valentini che ha svolto uno straordinario lavoro di preparazione fisica sui ragazzi".
Anche Capitan Bortolami appare soddisfatto della prova degli Azzurri: "Alla fine non eravamo certo contenti della sconfitta peró questa partita ci ha fatto rendere conto delle reali possibilitá che abbiamo. Per 30 minuti gli australiani non sono riusciti a farci una meta ed abbiamo giocato alla pari, forse anche gestendo piú palloni di loro. Diciamo che, dopo oggi, si puó ripartire con una fiducia raddoppiata. Per questo incontro peró ci tengo a ringraziare in modo particolare il pubblico di Genova. E¹ stato splendido dal primo all¹ultimo minuto e per noi sentire il loro incitamento, fin dal riscaldamento era come sapere di poter contare sul contributo di un giocatore in piú".
A proposito del grande successo di pubblico, è il team manager Marco Bollesan, genovese purosangue, a gongolarsi, oltre ovviamente che per il gioco espresso dagli Azzurri: "Credo che un pubblico cosí sia difficile da trovare in giro. Non è sicuramente gente che ha la Œpuzza sotto il naso¹ ne che vuol Œspaccare il capello¹ per il valore degli avversari e della nostra squadra. Si tratta invece di persone che sono corse sotto il diluvio solo per vedere del buon rugby, per la simpatia che hanno nei confronti della nostra squadra e per appoggiare, sempre e comunque, la loro Nazionale. Quella di oggi credo sia la prova piú evidente che Genova merita ancora di ospitare al Nazionale".

IL TABELLINO

Italia: 15 Mirko Bergamasco; 14 Vaccari, 13 Stoica (dal 35¹ s.t. Zanoletti), 12 Barbini, 11 Mazzucato (dal 17¹ s.t. Peens); 10 Pez, 9 Queirolo (dal 40¹ s.t. Troncon); 8 Parisse, 7 Mauro Bergamasco (dal 20¹ s.t. Palmer), 6 Persico; 5 Bortolami (cap.), 4 Pavanello (dal25¹ s.t. Giacheri); 3 Castrogiovanni, 2 Ongaro (dal 22¹ s.t. Moretti), 1 Lo Cicero (dal 22¹ s.t. Faliva).
Australia: 15 Mortlock (dal 44¹ s.t. Bartholomeusz); 14 Sailor, 13 Burke, 12 Herbert (dal 28¹ s.t. Giteau), 11 Staniforth; 10 Flatley, 9 Gregan (dal 28¹ s.t. Whitaker); 8 Kefu, 7 Smith, 6 Cockbain (dal 37¹ s.t. Croft); 5 Harrison (dal 12¹ s.t. Giffin), 4 Vickerman; 3 Noriega (dal 20¹ s.t. Darwin), 2 Freier (dal 35¹ s.t. Cannon), 1 Young.

Arbitro: Pablo Deluca (Argentina)
MARCATORI: Primo tempo - 11¹ Meta Harrison tr. Burke, 18¹ e 23¹ Meta Staniforth, 43¹ calcio piazzato Pez (3 - 17); Secondo tempo - 2¹ c.p. Burke, 27¹ meta Kefu tr. Burke, 32¹ meta Mortlock tr. Burke (3 - 34).
NOTE: Partita sotto il diluvio ma terreno ben drenato. Spettatori oltre 20000. Note degli inni nazionali cantate dal soprano Sara Maggiore.
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