PSICHIATRI,DEPRESSIONE PER UN ANZIANO SU QUATTRO

"Finora se ne è parlato poco, perché la si considerava quasi una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento - spiega il presidente della SIP (Società Italiana di Psichiatria) prof. Eugenio Aguglia, Ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Catania - Ma si tratta di un concetto completamente sbagliato.

02/dic/2010 15.14.32 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Roma, 2 dicembre – Una nuova sfida attende la psichiatria nei prossimi anni: proteggere gli over 65 – quasi il 30% della popolazione italiana nel 2030 – dai disastri della depressione. “Finora se ne è parlato poco, perché la si considerava quasi una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento – spiega il presidente della SIP (Società Italiana di Psichiatria) prof. Eugenio Aguglia, Ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania - Ma si tratta di un concetto completamente sbagliato. Al contrario, va aumentata la consapevolezza che si tratta di una malattia da affrontare anche in tarda età con tutti gli strumenti a nostra disposizione”. I numeri sull’invecchiamento della popolazione nei prossimi anni lo impongono: scoprire quali anziani sono depressi e quindi a maggior rischio di malattie legate a questa condizione o comportamenti di forte disagio sociale è un compito di cui la psichiatria dovrà farsi carico maggiormente. “Va sottolineato che alcuni individui sono più a rischio di altri di essere colpiti da episodi depressivi – sottolinea Aguglia – le donne più degli uomini, le persone anziane più dei giovani. Anche le connotazioni del disturbo e i sintomi correlati possono variare in base alla fase della vita in cui compare. Bisogna essere in grado di distinguere la malattia depressiva dalla condizione di tristezza e rassegnazione, una situazione temporanea che si risolve senza una terapia specifica. L’episodio depressivo, invece, ha una maggior durata, presenta sintomi molto più accentuati e necessita di una cura adeguata per essere sconfitta. In questo percorso è prezioso il contributo del medico di medicina generale, per una precoce individuazione della malattia e quindi per un precoce inizio della terapia. Inoltre, molecole di recente disponibilità anche in Italia, come agomelatina, sono in grado di affrontare con efficacia la malattia depressiva senza quegli effetti collaterali che caratterizzano gli altri farmaci antidepressivi fino ad oggi utilizzati”.
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