FARMACI: MOV. CONSUMATORI, NO AL SUPERMERCATO SI AL CONTROLLO PREZZI

concreti come il controllo

19/lug/2005 19.45.24 LB Group Contatta l'autore

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Comunicato stampa del 19 luglio 2005


FARMACI: MOVIMENTO CONSUMATORI, LA RICETTA NON E’ LA VENDITA AL SUPERMERCATO
MA UNA POLITICA SERIA DI CONTROLLO DEI PREZZI

 

L’associazione interviene nello scontro Storace-farmacisti-associazioni denunciando

 la scarsa attenzione su interventi più concreti come il controllo

 dei prezzi dalla produzione alla vendita

 

Molto rumore per nulla. Così Movimento Consumatori risponde alla querelle di questi giorni intorno al decreto Storace. “Di cosa si sta discutendo? - dice l’associazione - Il Ministro parla di sanzioni contro chi non applica gli sconti, associazioni di consumatori decidono di vendere per protesta farmaci al posto di caramelle, i supermercati che ne approfittano per occupare altre fette di mercati e farmacie che lottano contro tutti”.

Movimento Consumatori denuncia il rischio di “guerra sul niente” e sottolinea come il vero problema è l’impennata dei prezzi dei farmaci di fascia C in Italia negli ultimi anni. “Invece di montare proteste e casi  mediatici è importante spiegare ai cittadini - spiega Rossella Miracapillo dell’Osservatorio farmaci e salute - come funziona il mercato. Le specialità medicinali si dividono in farmaci con obbligo di ricetta medica e farmaci senza obbligo di ricetta medica. Quelli con obbligo di ricetta sono circa 4000 specialità che in termini di mercato - afferma Miracapillo - fanno 3500 milioni di euro”.

I farmaci OTC, investiti dal decreto Storace, sono circa 1000 per un totale di 2000 milioni di euro. “Il provvedimento del Ministro della Salute - dice Movimento Consumatori - consente uno sconto massimo (non obbligatorio e non sempre davvero applicabile a seconda delle condizioni di acquisto da parte del farmacista) del 20%. Attualmente non tutte le farmacie applicano gli sconti e, anche quelli che lo fanno, attribuiscono uno sconto medio del 10% su un gruppo ristretto di prodotti”.

Per l’associazione dei consumatori è necessario avviare politiche serie di controllo dei prezzi alla fonte, cioè all’industria di produzione, prescindendo dagli sconti massimi del 20% dei farmacisti che consentirebbe ai cittadini di risparmiare al massimo 5/6 euro in un anno.

Mentre Storace e Rienzi si scontrano in un supermercato intorno a una confezione di aspirina, che anziché essere pagata 4 euro con lo sconto può costare 3,20 Euro (in Francia costa 2,00 euro) ci sono milioni di italiani - afferma Miracapillo - afflitti da piaghe e dolori che non riescono a comprare confezioni di pomata di 30g al prezzo di 8 euro, anche perché ne consumano almeno due/tre confezioni a settimana”. Il caso citato è quello della crema Sofargen, una pomata indispensabile in casi di gravissimi, e diffusissimi, problemi legati a piaghe infette, frequenti in malati costretti a letto per lungo tempo.

 “L’importante è consentire ai cittadini-consumatori di accedere alle cure in modo più equo. Anche perché - conclude Lorenzo Miozzi presidente nazionale di Movimento Consumatori - il decreto Storace si occupa di una piccola parte di farmaci, in quanto coinvolge un solo pezzo della filiera e, oggi, è ancora più sbagliato continuare ad occuparsene come se fosse la parte centrale di tutta la politica della tutela della salute. La gente - afferma Miozzi - ha bisogno di provvedimenti seri come interventi sulla formazione dei prezzi. Gli sconti su prezzi già “dopati” non bastano.

 

 


Ufficio stampa: Teresa Bonacci 349/5260824

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