L'arredo urbano

07/dic/2010 10.45.59 Sara Borsari Contatta l'autore

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Le amministrazioni comunali più illuminate pongono grande cura, oltre ai normali servizi al cittadino, anche all'arredo urbano, ossia a tutti quegli oggetti, funzionali e possibilmente belli, che rendono più fruibile e più piacevole la vita degli abitanti. Parliamo di panchine, cestini, fioriere, rastrelliere per biciclette, bacheche, pensiline, dissuasori, eccetera.

Si tende a raggiungere quel che per il mondo aziendale viene chiamato "immagine coordinata", cioè uno stile omogeneo che dia l'impronta all'intero comune (o quartiere). Ci sono molti materiali fra i quali scegliere. Prendiamo l'esempio dei dissuasori, cioè quei "paletti" che servono a impedire il transito o la sosta dei veicoli: se googlate "arredo urbano dissuasori", vedrete che essi possono essere in marmo, calcestruzzo, metallo, ghisa; quelli mobili possono essere anche di plastica e riempibili d'acqua. In città ne servono molti e sicuramente, nell'ambito di una riqualificazione urbana, la scelta di un modello piuttosto che di un altro, potrà fare la differenza dal punto di vista estetico e la sua integrazione col design degli altri elementi che caratterizzano il paesaggio cittadino li renderà, invece che oggetti che comunicano solamente l'idea di divieto e di impedimento, dei "complementi d'arredo".

Lo stile dell'arredamento urbano può essere di vario tipo, dal "finto antico" che dovrebbe dare un'aria signorile, al moderno minimalista, al moderno scherzoso, che di solito viene osato solo dalle metropoli (ad Amsterdam, per esempio, si trovano forme e colori molto interessanti), dove un elemento come un dissuasore può diventare una vera e propria scultura.

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