FIERA DELLA MUSICA - AZZANO X (PN)

26/lug/2005 16.53.22 Virus Concerti Contatta l'autore

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IL COMUNE DI AZZANO DECIMO
Regione Friuli Venezia Giulia
Provincia di Pordenone
sotto l¹alto patrocinio del Ministero dei Beni Culturali

in collaborazione con
Virus Concerti

presenta

DALL' 8 AL 11 SETTEMBRE 2005
FIERA DELLA MUSICA 2005:

4 giorni intensi di musica e spettacolo

UNA MISCELA ESPLOSIVA DI GRANDI CONCERTI, MOSTRE, CONCORSI, EVENTI, CON

UNICO GRANDE DENOMINATORE: LA MUSICA
LA SECONDA SETTIMANA DI SETTEMBRE LA CITTA' DI AZZANO DECIMO SI ACCENDE DI
ENERGIA POSITIVA PER LA QUINTA EDIZIONE DEL GRANDE FESTIVAL MUSICALE DEL
FRIULI VENEZIA GIULIA PER CONOSCERE E CHIACCHERARE CON GRANDI ARTISTI, PER
STARE INSIEME ASCOLTANDO OTTIMA MUSICA, PER COMPRARE E SCAMBIARE VECCHI
DISCHI IN VINILE, PER LEGGERE DI MUSICA, PER PARTECIPARE AI DIBATTITI E AGLI
INCONTRI DI APPROFONDIMENTO, MA SOPRATTUTTO PER DIVERTIRSI.

FIERA DELLA MUSICA
Azzano X (Pordenone)


Giovedì 8 settembre ­ Piazza Libertà ore 21.00
in esclusiva per il Friuli Venezia Giulia:
GINO PAOLI E ORCHESTRA RITMO-SINFONICA D.I.M.I.
(ingresso Euro 18,00 + diritti di prevendita)

GINO PAOLI - bio

Tutti lo credono genovese, e in un certo senso lo è, Gino Paoli, il cantautore che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana di questo secolo. Ma, di fatto, l'autore di ³Senza fine² e di ³Sapore di sale² è nato nel ¹34 a Monfalcone.
Ma è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino Paoli - dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore raggranellando più premi che quattrini - debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Finché la gloriosa casa Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera e scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante. Nel '60 realizza ³La gatta², un pezzo rigorosamente autobiografico: parlava della soffitta sul mare dove Gino viveva. Il disco vendette 119 copie, poi scomparve e infine tornò tramutandosi, inaspettatamente, in un successo da 100 mila copie la settimana.

Intanto era nata la love story con Ornella Vanoni, cantante scoperta da Giorgio Strehler, che convinse il cantautore genovese a scrivere per lei ³Senza fine², il pezzo che la rese famosa. Quindi Mina, sconsigliata da molti, incise ³Il cielo in una stanza², con l¹esito che tutti sappiamo.
Seguono ³Sassi², ³Me in tutto il mondo² ('61), ³Anche se² ('62), ³Sapore di sale², ³Che cosa c'è² ('63), ³Vivere ancora² ('64) tutti brani divenuti dei classici e tradotti in molte lingue.
Gino Paoli assieme a suoi "quattro amici" dà vita, a Genova, alla canzone d'autore, forma di espressione musicale rivoluzionaria che mira ad esprimere sentimenti e fatti di vita reale con un linguaggio non convenzionale; la canzone, insomma, cessa di essere puro intrattenimento e abbandona l'oleografia per diventare forma d'arte a tutti gli effetti.
Ormai lo squattrinato pittore è un cantante famoso. L¹anno prima c¹era stato il boom di ³Sapore di sale², arrangiata da Ennio Morricone con gli interventi al sax di Gato Barbieri. E tuttavia un pomeriggio d¹estate il cantautore ormai ricco e celebre si era puntato una Derringer al cuore. ³Volevo vedere cosa succede², spiegherà poi. Il proiettile è tuttora nel suo petto, come un souvenir.


Intanto Paoli scopre e lancia altri artisti: Lucio Dalla, clarinettista jazz, del quale produce il primo disco, o il refrattario Fabrizio De André ³costretto² con la forza a cantare con lui al Circolo della Stam-pa di Genova. Capita anche che gli interpreti più disparati si ³impadroniscano² del canzoniere paoliano: mostri sacri degli anni 50 co-me Claudio Villa, Carla Boni, Jula De Palma, Joe Sentieri, cantanti lirici come Anna Moffo, attrici come Lea Massari e Catherine Spaak, protagonisti degli anni Œ60 quali Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gianni Morandi. Più avanti la musica di Gino Paoli coinvolgerà altri famosi cantanti tra i quali  Patty Pravo e Franco Battiato. Importante, negli anni ¹80, la collaborazione con Zucchero, giovane ancora agli esordi, che contribuirà al suo successo.

Ma con il crescere della popolarità, subentrerà nell¹uomo Paoli una crisi che lo porterà fuori dalla scena musicale per alcuni anni di riflessione.
Il gran ritorno di Paoli avviene con due album coraggiosi e anarchici, nei quali soprattutto il mondo giovanile si riconosce. Il primo, pubblicato a metà degli anni ¹70,  ha un titolo emblematico, ³I semafori rossi non sono Dio², ed è stato realizzato su musiche del catalano Jean Manoel Serrat. Il secondo esce nel Œ77, tre anni dopo, e si intitola ³Il mio mestiere². Entrambi parlano di libertà, democrazia, emarginazione, diversità.
Questa maturazione continua a segnare tutti i suoi dischi dei prossimi vent¹ anni. Seguono la trionfale tournée del 1985 con Ornella Vanoni, l¹esperienza di deputato del Pci, poi diventato Pds, e quella di assessore comunale ad Arenzano.

L'autunno successivo esce ³Senza contorno, solo... per un'ora², un live di brani del suo repertorio riadattati in chiave jazz, con gli inediti ³Senza contorno² e ³La bella e la bestia², cantata da Gino con la figlia Amanda Sandrelli e tratta dalla colonna sonora dell¹omonimo film disneyano. Col cinema, del resto, Paoli aveva già avuto a che fare quando, per "Prima della rivoluzione" di Bertolucci, aveva composto ³Vivere ancora² e ³Ricordati², per poi scrivere ³Una lunga storia d'amore² (1984) e ³Da lontano² (1986), rispettivamente per i film " Una donna allo specchio" e " La sposa americana", entrambi con Stefania Sandrelli.



In quegli anni pubblica dischi i cui contenuti attingono dalla sua vasta esperienza umana: ³La luna e mister Hyde² e ³Averti addosso² (1984), ³Cosa farò da grande² (1986), ³L¹ufficio delle cose perdute² (1988), e poi ancora ³Ciao salutime un po¹ Zena², dedicato alla canzone ligure, ³Ha tutte le carte in regola², omaggio allo scomparso cantautore livornese Piero Ciampi, ³Matto come un gatto² (1991).
Nel '91 ecco il successo clamoroso di ³Matto come un gatto² e del singolo ³Quattro amici al bar² (con intervento di Vasco Rossi).
Nella primavera del '93, ³King Kong² e, due anni dopo, ³Amori dispari² in cui torna ad affermare il primato dei sentimenti in un mondo che li nega.
In ³Appropriazione indebita² (1996) il cantautore "si impadronisce" di una manciata di classici della canzone internazionale e traduce in una sorta di autoritratto, le pagine di Lennon, Cat Stevens, Aznavour, Steve Wonder, James Taylor e altri.
³Pomodori² (1998) e ³Per una storia² (2000) nuove pagine di un uomo che non rinuncia a coltivare sotto i capelli bianchi l¹innocenza, lo stupore e la fantasia d¹un eterno bambino.
Nel 2002 esce il nuovo album di inediti ³Se², il cui singolo ³Un altro amore² viene presentato al ³52° Festival di Sanremo², dove ottiene una grande successo di pubblico e di critica, confermandolo autentico protagonista della scena musicale italiana, sempre capace di rinnovarsi, pur mantenendo le forme ed i contenuti cantautorali che da sempre lo contraddistinguono.
Il grande evento ³Pavarotti and Friends², sempre nel 2002, lo vede sul palcoscenico insieme a personaggi del calibro di James Brown, Sting, Lou Reed, Grace Jones, Zucchero, Bocelli.
L¹anno si chiude con un bilancio di oltre settanta concerti effettuati con l¹Orchestra Dimi di Roma tra i maggiori teatri italiani e gli spazi all¹aperto più suggestivi.
Nel 2004, sempre a Sanremo, gli viene conferito il ³Premio alla Carriera². Nello stesso anno si esibisce con ³Un incontro di jazz² insieme agli amici Enrico Rava, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto. Il 24 settembre esce ³Ti ricordi? No non mi ricordo² un disco di inediti cantati con Ornella Vanoni e di cui Paoli è anche autore di molti brani; contemporaneamente viene pubblicato da Mondadori il libro di Enrico De Angelis ³Noi due, una lunga storia². Il primo febbraio 2005 dal Teatro ³Il Sistina² di Roma, i due ritornano a calcare insieme le scene dei maggiori teatri italiani in un lungo tour teatrale: regista d¹eccezione Maurizio Costanzo.

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Venerdì 9 settembre ­ Area Palaverde ore 21.00
ELISA
Prezzo del biglietto: 18,00 euro + Dir. Prev.

A seguire presso l'Auditorium_Casa dello Studente

JAZZ: STEFANO BOLLANI ed ENRICO RAVA
Inizio concerto ore 23:30.


ELISA - Bio
Elisa Toffoli nasce a Monfalcone (Gorizia) il 19 dicembre 1977.
Fin da bambina esprime una grande sensibilità artistica: danza, dipinge, recita e scrive racconti. L¹amore per l¹arte cresce con le poesie di Rudyard Kipling e le liriche poetiche di Jim Morrison, ma la naturale evoluzione del suo talento si esprime nella musica: all¹età di undici anni scrive i suoi primi testi e compone melodie.

1995
All¹età di sedici anni incontra a un provino Caterina Caselli, che intuisce subito il suo talento: l¹anno dopo Elisa firma con la Sugar il suo primo contratto discografico.
A diciotto anni parte per Berkeley, dove al Fantasy Studio lavora alle canzoni dell¹album d¹esordio Pipes and flowers.

1997
A fine maggio esce il primo singolo Sleeping in your hand. Il 22 settembre viene pubblicato l¹album Pipes & flowers, prodotto da Corrado Rustici, che in poco tempo conquista il triplo disco di platino in Italia.

1998
Da Pipes and flowers sono estratti tre singoli: Sleeping in your hand, Labirinth e A feast for me. Elisa vince il Premio Tenco e il P.I.M. (Premio Italiano della Musica) come miglior opera prima. Si dimostra eccellente performer live con l¹esibizione all¹Heineken Jammin¹ Festival di Imola e come special guest nel tour europeo di Eros Ramazzotti. In ottobre incide il singolo Cure Me - prodotto da Darren Allison (Skunk Anansie, Spiritualized) ­ che è inserito nella ristampa del cd Pipes & Flowers.


2000
Il 5 maggio esce il secondo album: Asile¹s World (Asile è semplicemente Elisa scritto al contrario), anticipato dal singolo The Gift, una canzone dedicata a sua madre. Il disco è firmato dai produttori Darren Allison, Howie B (U2, Bjork), Roberto Vernetti, Mauro Malavasi e Leo Z. Di questo album vengono pubblicati altri due singoli: Happiness Is Home e la title-track Asile¹s World.

2001
Incide la sua prima canzone in italiano: Luce (tramonti a nord est), scritta nel dicembre del 2000 e prodotta da Corrado Rustici. Il videoclip è girato da Luca Guadagnino.
Il testo originale in inglese, tradotto da Elisa con sua mamma, vanta la collaborazione di Zucchero nella versione in italiano. Con questo brano Elisa vince il Festival di Sanremo 2001, accompagnata dagli archi del Solis String Quartet. La giuria di qualità ­ presieduta da Gino Paoli ­ inventa un premio apposta per lei: miglior interprete del festival.
Elisa canta a Bologna davanti a ventimila persone per l¹apertura del Futurshow, a Genova al Goa Boa, inserita in un cast internazionale che comprende Manu Chao e Tricky e al concerto di Natale in Vaticano.
Il 9 novembre esce il terzo album Then comes the sun e la sera viene eletta miglior artista italiana agli Mtv European Music Awards di Francoforte. Il 26 novembre vince tre premi agli Italian Music Awards come miglior artista femminile, miglior singolo e miglior composizione musicale.
Heaven out of hell ­ dedicato alla mamma come Gift di Asile¹s world ­ è il primo singolo dell¹album Then comes the sun. Alessandro D¹Alatri ne gira il videoclip, cui partecipano i campioni mondiali di pattinaggio su ghiaccio Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio e gli attori Stefania Rocca e Fabio Volo (protagonisti del film Casomai, diretto proprio da D¹Alatri). Il 2001 si chiude con il concerto del 31 dicembre nella piazza di Olbia.

2002
A fine febbraio Elisa canta l¹Inno di Mameli ­ riarrangiato da Michele Centonze (Jovanotti, Pavarotti) in chiave jazz ­ durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City (Usa): la sua esibizione è una sorta di passaggio delle consegne a Torino, dove nel 2006 si svolgeranno le prossime Olimpiadi della neve.
In primavera canta alla Festa del Primo Maggio in piazza San Giovanni e al Pavarotti & Friends, dove duetta con il Maestro nel brano Voglio vivere così (col sole in fronte). Arrivano nuovi trionfi al P.I.M. (Premio Italiano della Musica): miglior artista femminile e miglior singolo, naturalmente il pluridecorato Luce (tramonti a nord est).
In agosto l¹album Then comes the sun diventa doppio disco di platino in Italia ed è pubblicato in oltre venti nazioni ­ fra cui Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Olanda. Il disco è un greatest hits dei tre album di Elisa..
Rainbow è il secondo singolo tratto dal cd Then comes the sun.  La terza canzone è Dancing, inserita nella colonna sonora di due film: A time for dancing di Peter Gilbert e Casomai di Alessandro D¹Alatri.
Nel mese di ottobre Elisa debutta al Teatro Massimo di Palermo come protagonista di ³Ellis Island², un¹opera musicale sul tema dell¹immigrazione con musiche di Giovanni Sollima, la regia di Marco Baliani e i testi di Roberto Alajmo.

A dicembre guadagna tre nomination agli Italian Music Awards: miglior artista femminile, miglior album e miglior tour. Per il secondo anno consecutivo, si esibisce al concerto di Natale in Vaticano.

2003
Torna a cantare in italiano: interpreta una suggestiva cover di Almeno tu nell¹universo di Mia Martini, tema principale della colonna sonora del film Ricordati di me di Gabriele Muccino. Il videoclip è firmato dal regista Richard Lowenstein, noto per aver diretto in passato anche gli U2. Almeno tu nell¹universo esce il 14 febbraio in contemporanea con il film e conquista immediatamente il primo posto della classifica. Il cd singolo contiene l¹inedito Lullaby e il brano Rock your soul tratto dall¹album Then comes the Sun.
Elisa partecipa al disco Poco mossi gli altri bacini degli Avion Travel (nel brano Vivere forte) e al cd dei Tiromancino In continuo movimento, cantando con Federico Zampaglione e Meg dei 99 Posse nel singolo Nessuna certezza.
Il 14 novembre è uscito il nuovo album Lotus, preceduto dal singolo Broken, nei negozi dal 24 ottobre. Parte in autunno la tournèe di Lotus, prodotta da Friend&Partners che tocca i principali Teatri d¹Italia, facendo registrare il tutto esaurito.

2004
In primavera Elisa parte per Los Angeles per iniziare il lavoro di studio con il produttore americano Glen Ballard che porta alla realizzazione del nuovo album dal titolo Pearl Days in uscita il 15 ottobre.


Elisa e gli Awards



1998

Premio Tenco:
Miglior Rivelazione Italiana

P.I.M.-Premio Italiano della Musica:
Miglior Rivelazione Italiana


2001

MTV-European Music Awards:
Miglior artista italiana
Miglior artista femminile

Italian Music Awards:
Miglior singolo Luce (tramonti a nord est)
Miglior composizione musicale Luce (tramonti a nord est)


2002

P.I.M.-Premio Italiano della Musica:
Miglior artista femminile
Miglior singolo Luce (tramonti a nord est)



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SABATO 10 SETTEMBRE - Area Palaverde

MARLENE KUNTZ - ECHO and the BUNNYMAN + Special Guest
Inizio concerto ore 21:00
Prezzo del biglietto: 15,00 euro + Dir. Prev.

A seguire presso l'Auditorium_Casa dello Studente

JAZZ: FLACO BIONDINI e ANTONIO MARANGOLO
Inizio concerto ore 23:30


MARLENE KUNTZ - BIO:

L'idea dei Marlene Kuntz nacque tra le mura di una scuola, a Cuneo.
Artefici Riccardo Tesio (19 anni) e Luca Bergia (17 anni).
Ma dopo circa due anni Riccardo, forse demoralizzato, se ne andò.
Luca continuò a suonare insieme a Franco Ballatore e dopo vari cambi di chitarristi finalmente Riccardo tornò, per restarci.
Iniziò così la ricerca del cantante. Luca conosceva di vista Cristiano Godano e avendolo incontrato ad un concerto a Torino dei Public Enemy, gli parlò del gruppo. Cristiano allora suonava a Bra (dove a quei tempi abitava) in un gruppo chiamato Jack On Fire (in omaggio a una canzone dei Gun Club). E cantava in inglese, sebbene fosse già forte il lui il desiderio di comporre in italiano, cosa che ai restanti Jack On Fire non interessava.
Fu così che prese definitivamente avvio la storia dei Marlene Kuntz. Era il febbraio del 1989.
Per un certo periodo Cristiano si limitò a suonare e comporre, cantava invece Alex, un creativo con la mania di utilizzare percussioni improvvisate quali una caldaia in acciaio dove il babbo distillava la grappa!
Nel giugno del 1989 tennero i primi concerti (suonavano già 1°2°3°) che, grazie al contributo di Alex e all'ispirazione proveniente dagli Einstürzende Neubauten, furono piuttosto rumorosi.
Risale a quel periodo la nascita del nome Marlene Kuntz.
Nell¹estate del 1989 un giornale locale iniziò a parlare di loro in toni positivi, anche se in realtà non tutto andava per il verso giusto... infatti durante un concerto, al terzo pezzo, li cacciarono letteralmente fuori dal locale! A questa vicenda segui la pubblicazione di una lettera su un settimanale locale, nella quale l'autore manifestò, in toni non gradevoli, tutta la propria insofferenza nei confronti dei Marlene Kuntz, i quali molto ironicamente risposero ringraziandolo per aver fatto nascere una certa curiosità nei loro riguardi!
Nell¹inverno tra il 1989 e il 1990 realizzarono il loro primo demo contenente quattro pezzi: Trasudamerica, 1°2°3°, La verità e Capello lungo. Solo i primi due pezzi, si sa, rimasero. In primavera cominciarono i concerti, ma ad aprile, Alex decise di uscire dal gioco. Distanza e lavoro non gli permettevano di stare al passo con gli altri. I Marlene Kuntz iniziarono quindi a cercare un altro cantante, finché Cristiano decise di provarci lui.
Tra il 1990 e il 1991 realizzarono il loro secondo demo, che conteneva Donna L (completamente diversa), Gioia che mi do, Sig. Niente e Merry X-mas.
Mentre il primo demo era andato abbastanza bene questo incontrò qualche difficoltà forse per la scaletta che vedeva per primi i pezzi più difficili.
Diedero così vita al terzo ed ultimo demo, realizzandolo meglio, cambiando studio di registrazione e investendoci un po¹ più di soldi.
Era la primavera del 1992. Il terzo demo conteneva M.K., Fuoco, La divina (spunto da cui nascerà Cenere), Ape Regina (con testo praticamente identico), più una parte strumentale. Questo demo iniziò ad andare meglio degli altri, nel senso che venne mandato ai giornali e alcuni lo recensirono.
Per un certo periodo lavorarono anche con un tastierista, presente nel terzo demo, pensando che la formazione due chitarre, basso e batteria fosse un po¹ troppo scontata e non concedesse un ampio ventaglio di sonorità. Cominciarono quindi a provarne qualcuno, tra l¹altro uno di questi, che era anche piaciuto, dopo tre giorni dal provino si suicidò con un colpo di pistola!
L¹esperimento con il tastierista (Fabrizio), non durò però a lungo. Riccardo e Luca in particolare non si trovarono molto bene in quella dimensione, inoltre Fabrizio, che era molto bravo, avrebbe voluto uno spazio maggiore all'interno del gruppo, quando in realtà suonava al massimo 3 pezzi. Provarono a inserirlo in più parti, ma quelle sonorità non li convinsero e così alla fine decisero di lasciar perdere.
Durante la promozione del terzo demo ci fu un contatto con la Dischi del Mulo, la casa discografica allora più adatta al loro tipo di musica, che però non diede i frutti sperati. La Dischi del Mulo concluse che i testi erano belli, ma non la musica.
Nelle loro intenzioni c'era anche quella di contattare Gianni Maroccolo e proprio in quel periodo scoprirono che il concorso Rock Targato Italia offriva l¹opportunità ai primi 8 classificati di registrare nello studio fiorentino di Maroccolo un pezzo che sarebbe comparso in una compilation per la rivista Tutto. Inviarono perciò il demo ed entrarono in gara.
I gruppi in concorso erano 16, i concerti si tennero a Milano nella primavera del 1992. I Marlene Kuntz si piazzarono noni e soltanto grazie al forfait dei Rifiuti Solidi Urbani, riuscirono ad entrare negli studi di Gianni Maroccolo per registrare, nell¹estate del 1992, La canzone di domani.
I Marlene Kuntz compresero il desiderio dei RSU di non comparire in una compilation piuttosto squallida e di scarsa utilità. L¹unico vantaggio consistette infatti nella possibilità di registrare il pezzo con Gianni Maroccolo e Marco Lega, che si occupò in quell¹occasione del missaggio.
Tra i Marlene Kuntz e Gianni Maroccolo si instaurò immediatamente un reciproco feeling, si piacquero a vicenda fin da subito, non tanto per come suonavano dato che, a detta di Riccardo, suonavano ancora piuttosto male, ma perchè in loro Maroccolo vide delle potenzialità.
Da quel giorno decisero di lavorare insieme. I Marlene Kuntz andarono in uno studio di registrazione di Torino, per registrare tutti i pezzi del loro repertorio e farli ascoltare a Maroccolo, ma la strada sarebbe stata ancora molto lunga, anche perché allora Gianni Maroccolo non aveva una propria etichetta.
Nell¹inverno tra il 1992 e il 1993, dal momento che non accadeva nulla, decisero di fare un ultimo tentativo dopodiché, in caso d¹insuccesso, avrebbero rimesso tutto in discussione, con la concreta possibilità di sciogliersi. Il discorso con Gianni Maroccolo era bloccato, alcuni contatti con la Vox Pop si risolsero in un nulla di fatto, perciò non trovando nessuno che li producesse decisero di prodursi da soli, anche se l¹autoproduzione non li soddisfaceva per tutta una serie di motivi, primo su tutti il fatto che provenendo da una città di provincia non avevano molti contatti o circuiti locali dove far girare il disco.
Ne parlarono comunque con Gianni Maroccolo, il quale contento dell¹iniziativa, propose loro di realizzare un mini-Cd con 6 pezzi per metà in collaborazione con lui.
Nella primavera del 1993 cominciarono a definire con Gianni Maroccolo le modalità di realizzazione di questo progetto, finché circa 15 giorni prima di firmare il contratto, siamo già a giugno del 1993, su Rockerilla uscì una recensione molto positiva del loro terzo demo.
Si trattava in pratica di un trafiletto di quattro righe ma sicuramente significative: ³grande rivelazione i Marlene Kuntz da Cuneo, un travolgente impatto elettrico, sciabolate di suono che fendono i migliori tratti del rock estremo italiano; finalmente i gruppi italiani cominciano a cantare nella madrelingua in modo convincente ed efficace. Se l¹ EP di prossima uscita manterrà le promesse di questo nastro avremo tra le mani un disco dell¹anno.²
Questa recensione fu letta da un ragazzo, Enrico Romano, che lavorava alla MCA, il quale trovò il demo su un banchetto di Arezzo Wave e ricordandosi della recensione l¹acquistò e gli piacque.
I Marlene Kuntz nemmeno oggi si spiegano come il demo giunse fino ad Arezzo Wave, convinti infatti che la distribuzione si limitasse a Piemonte e Liguria, comunque poco importa. E la cosa divertente è che i Marlene Kuntz avevano spedito il demo a tutte le case discografiche, per cui fa sorridere l¹idea che un ragazzo che lavora in una casa discografica l¹abbia comprato e poi abbia deciso di contattarli.
Ma torniamo al racconto. Enrico Romano telefonò quindi a Riccardo, chiedendogli cosa avessero per le mani. Riccardo gli spiegò del progetto del mini-Cd, ma si mise d¹accordo per risentirsi dopo qualche giorno in modo da parlare a Gianni Maroccolo di questa telefonata. Riccardo chiamò immediatamente Maroccolo, il quale il giorno dopo era già a Milano alla MCA per discutere della possibilità di fare qualcosa insieme.
In pratica si fecero coraggio a vicenda, decidendo di scommetere su un gruppo che nessuno ancora conosceva. E così cambiò tutto, dall¹idea di un mini-Cd si passò alla concreta possibilità di realizzare un Cd e da disco prodotto a metà tra Marlene Kuntz e Maroccolo si passò ad un disco prodotto a metà tra Maroccolo e la MCA.
Siamo nel giugno del 1993 ed è lì che cominciò la realizzazione di Catartica.
Alla produzione artistica chiamarono Marco Lega, personaggio fondamentale per la crescita dei Marlene Kuntz. La provenienza da una situazione di provincia come Cuneo, se da un lato offre la possibilità di non omologarsi alle tendenze, dall¹altro non offre grandi stimoli, che in genere spingono a dare il meglio di se stessi. Quello che i Marlene Kuntz facevano, rispetto al nulla, a loro sembrava interessante, ma Marco fece capire loro che dove erano arrivati non bastava. Inoltre, non tanto Cristiano, che è sempre stato molto più motivato e cosciente delle potenzialità dei Marlene Kuntz rispetto agli altri componenti del gruppo, quanto Riccardo e Luca pensavano fosse troppo difficile riscuotere un po¹ di successo e che la loro musica fosse un po¹ troppo ostica, troppo poco commerciale per poter essere apprezzata veramente. Essendo un po¹ rassegnati in partenza il loro impegno era limitato, in fondo provavano solo due volte alla settimana. Marco capì che c¹era del talento e che c¹era an cora da lavorare tanto per tirarlo fuori completamente. Da due prove a settimana passarono a farne cinque o sei e a quel punto cominciarono ad entrare in un¹ottica diversa, che probabilmente Cristiano aveva già in testa fin dall¹inizio. I buoni dischi non vengono fuori dal niente, c¹è sempre molto sudore e ³sbattimento² dietro.
Tra l¹agosto e il dicembre del 1993 la crescita qualitativa dei Marlene Kuntz fu evidente, grazie quindi anche a Marco che permise loro di tirare fuori cose che non pensavano nemmeno fossero in grado di fare.
Durante la registrazione di Catartica, nacque il Consorzio Produttori Indipendenti, così i Marlene Kuntz uscirono con quella etichetta.
Dagli inizi fino al 1995 si avvicendarono vari bassisti all'interno del gruppo.
Il primo bassista fu Franco Ballatore che rimase fino al 1992 e se ne andò perché gli impegni lavorativi non gli permettevano di migliorarsi, così arrivò Gianluca Viano, presente in Catartica. Gianluca registrò l'album e partecipò ad alcune date del tour di Catartica, poi decise di abbandonare il gioco perché non gli piaceva quel tipo di vita, essere sempre in giro, spostarsi in continuazione da un posto all'altro... probabilmente non era ciò che si aspettava. I Marlene Kuntz facevano veramente molti concerti perché dovevano promuoversi, per cui andavano ovunque li chiamassero, erano pagati poco, dormivano male, poi più o meno tutti per poter vivere facevano dei lavoretti, per cui appena finito il concerto dovevano tornare subito a casa per lavorare.. Era ovviamente un po' dura, ma faceva parte del gioco e Gianluca Viano decise che non era per lui. Così i Marlene Kuntz fecero alcuni provini e conobbero Paolo Enria, che suonò per un buon numero di date, ma nell'estate del 1995 cominciò il servizio civile costringendo i Marlene a cercare un altro bassista. Trovarono Dan.

Dopo la realizzazione di ben cinque album: IL VILE, COME DI SDEGNO, HO UCCISO PARANOIA, H.U.P LIVE IN CATHARSIS, CHE COSA VEDI, SENZA PESO, BIANCO SPORCO.


ECHO AND THE BUNNYMEN -  BIO:

Nato a Liverpool nel 1959, Ian McCulloch, durante la sua adolescenza, affascinato dal movimento punk, forma con Julian Cope e Pete Wylie il gruppo Crucial Three. La band non dura molto e alla fine del 1978, con il chitarrista Will Sergeant e il bassista Les Pattinson nascono gli Echo & The Bunnymen, (all¹inizio Echo era una batteria elettronica, poi sostituita da un batterista in carne e ossa Pete De Freitas). La band ha inciso alcuni album ancora oggi fondamentali per la storia del rock inglese "Crocodiles"('80), "Heaven Up Here" (Œ81), "Porcupine" ('83) e "Ocean Rain" ('84) quest¹ultimo con una grande orchestra.
Nel 1988 McCulloch lascia il gruppo per concentrarsi su progetti da solista, escono "Candleland" ('89) e "Mysterio" ('92). Abbandonata la musica per qualche anno per dedicarsi alla professione di padre, nel 1995, con il vecchio amico Will Sergeant, produce "Burned"che uscirà con il nome Electrafixion. Torna nei ranghi anche Pattinson (De Freitas muore in un incidente stradale) e Echo & The Bunnymen si ricompongono e riprendono a fare ottima musica: "Evergreen" (Œ97), "What Are You Going To Do With Your Life" (Œ99) e "Flowers" (2001).

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DOMENICA 11 SETTEMBRE - Area Palaverde

BANDABARDO' - GIULIANO PALMA and the BLUEBEATERS
Inizio concerto ore 21:00
Prezzo del biglietto: 10,00 euro + Dir. Prev.

Bandabardo'-Bio:

....8 Marzo 1993: Quel giorno, oltre a festeggiare la donna, nasce la bandabardò.



Enrico Erriquez Greppi, un bilingue dal passato franco-lussemburghese, convince A. M. Finaz, rampante chitarrista elettrico, a gettare alle ortiche qualsiasi amplificatore o pedale di sua appartenenza. Questo per la convinzione di Erriquez che sarebbe bello e divertente portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle "cantate tra amici", momenti magici in cui stonati e intonati uniscono le voci in canti senza fine. Seguono a ruota la terza chitarra acustica (Orla), il contrabbasso stradaiolo e francofono (Don Bachi), una batteria minimale (il giovane Nuto) ad assicurare le danze e un fonico di fiducia (Cantini). Si è poi aggiunto Ramon (percussioni) che presta ora la sua imponente mole e il calore di echi cubani.

Ottenuto l¹amalgama voluto, il gruppo inizia una vita live costante e devastante per numero di concerti ed energia profusa: quello che la formula bardozziana permette dal set stradaiolo a quello rombante da palazzetto.
Concerti sempre e ovunque (Italia, Francia, Svizzera e Slovenia) alternati a incidenti ai furgoni e
collaborazioni con chi ama allegrie acustiche (Litfiba, Daniele Silvestri, CSI, Max Gazzè, Paola TurciŠ); ci piace ricordare due tributi a grandi ³canzonettari² per i quali abbiamo coinvolto e stravolto più amici del solito: il Tributo a Carosone, nel contesto del Premio Recanati 2001, per il quale abbiamo trascinato con noi Gazzè, Turci e Lina Sastri e quello a Rino Gaetano (Enzimi 2001) dove hanno suonato, cantato e saltato con noi Sergio Cammariere, Marina Rei, Raiss degli Almamegretta, Bobo Rondelli e, ancora, Paola Turci e Max Gazzè.

Insomma fin qui tutto bene: abbiamo dodici anni e ce li viviamo con scongiuri costanti affinché nulla cambi nella vita della banda, che tutto continui ad essere pieno di incontri e di emozioni. Vogliamo continuare ad ascoltare il ritmo giusto per le nostre storie, a seguire l¹istinto, a volte l¹intuito..
Praticamente non sappiamo dove andiamo, ma ci andiamo!


GIULIANO PALMA & BLUEBEATERS - BIO:

E¹ il 1993. Giuliano, cantante dei Casino Royale, va a Torino per cantare in un album dei Fratelli di Soledad. Lì, un gruppo di amici, si riunisce e pensa a un gruppo, ad una cover-band di pezzi rock steady giamaicani e soul americani. ³Ci guardiamo in faccia e cominciamo a suonare la colonna sonora di The Harder They Come, poi ³Redemption Song², "54-46" di Toots, ma anche "Love is the Law" degli stessi Casino Royale², raccontava il gruppo qualche anno fa. Nascono i Bluebeaters, un gruppo di amici, di amanti della musica giamaicana, di appassionati di ³blue beat².


1998/1999
Durante i tre mesi dell¹abituale tour invernale a cavallo tra il 98 e il 99 i Bluebeaters, in 20 date, collezionano 20mila presenze. E¹ un dato che il gruppo si sente in dovere di prendere in considerazione.  E¹ la giusta rampa di lancio dell¹entusiasmo. Ed è anche alla luce di questo, oltre ad aver negli anni perfezionato il suono della band, che i Bluebeaters decidono di incidere The Album. ³Gli amici, i parenti, la gente che veniva ai concerti, tutti continuavano a chiederci cassette, cd dei nostri pezzi. Il suono, la pasta, erano pronte. Il groove girava bene. Così abbiamo pensato che era arrivato il momento di fare il disco², dicevano  i Bluebeaters nell¹estate del 1999, nei giorni dell¹uscita di The Album.


1999: LA PRIMA USCITA SU DISCOŠ


Il 9 Giugno del 1999 esce The Album, disponibile solo su Internet, sul sito del gruppo: www.bluebeaters.com, inizialmente cercando di tenere basso il prezzo del cd, senza peraltro trovare una modalità di spedizione in Italia che con un prezzo ragionevole lo consentisse.  
³L'idea di vendere ³The Album² on line è stata una febbre che ci ha colpito mentre lo registravamo; in studio pensavamo a come far uscire questo lavoro.. Allora qualcuno ha detto: Perché non su Internet?ŠE ci siamo trovati improvvisamente impigliati nella rete², commentano i Bluebeaters.
Poi è arrivata la distribuzione ³fai da te². Attraverso il sito si poteva diventare rivenditori di The Album. 80 negozi diventano punti vendita dell¹album di Giuliano Palma & the Bluebeaters.
The Album
Il primo CD di Giuliano Palma & the Bluebeaters contiene una sequenza mozzafiato di cover suonate rigorosamente live in studio in stile ska/rocksteady. Il risultato sono dei rifacimenti di successi come ³See You Tonite² di Gene Simmons (sì, proprio lui, quello dei Kiss), ³Wonderful Life² di Black,  ³Believe² di Cher, "I Don't Know Why I Love You (But I Do)" di Clarence "Frogman" Henry, "Stop Making Love" dei Four Tops, ³Wonderful life² di Black, "World's Fair" dei maestri Skatalites, "Coming In From The Cold" di Bob Marley, una versione in inglese di "Grande Grande Grande" di Mina, vecchi brani giamaicani anni '60 come ³World's Fair², ³How many times², ³I don¹t want to see you cry², ³There's a reward² o ³Tell me now², hit reggae anni '70 come ³Desperate lover² e ³Let him try².



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