Videosorveglianza - cenni storici

Questo costituisce un precedente importante per tutte le azioni e le attività che, di lì a poco, si sono diffuse in altre città e hanno attraversato gli oceani, percorrendo il tempo fino ai nostri giorni.

03/gen/2011 18.48.38 Ale84 Contatta l'autore

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Ci sono occhi dappertutto, e non appartengono agli umani. Negli ultimi anni, gli impianti di videosorveglianza sono diventati essenziali nell’ambito della sicurezza e della salvaguardia personale. Tuttavia, se pensiamo alla videosorveglianza, la prima cosa che ci viene in mente è quel fastidioso occhio che ci segue in banca o nei negozi, nelle gioiellerie, nei supermercati, ovunque! In realtà la filosofia cui si ispirano questi sistemi di sicurezza è molto più “pacifica” e ragionevole, e se usata con il giusto spirito etico, una telecamera di sicurezza può essere molto utile in più occasioni. La storia della videosorveglianza è intricata così come il sistema che vi sta alle spalle. Infatti, le sue origini sono anche più lontane nel tempo rispetto a ciò che si suole credere. Gli archivi riportano che nel 1965, la polizia statunitense faceva uso di kit videosorveglianza nei luoghi pubblici. Nel 1969, le telecamere della polizia venivano installate all’interno dei palazzi municipali di New York. Questo costituisce un precedente importante per tutte le azioni e le attività che, di lì a poco, si sono diffuse in altre città e hanno attraversato gli oceani, percorrendo il tempo fino ai nostri giorni. I primi sistemi di videosorveglianza erano analogici e registravano le immagini su videocassetta. La tecnologia analogica fornì agli operatori del settore una importante intuizione: era possibile “salvare” le prove su un nastro.

Nel 1975, l’Inghilterra cominciò a installare telecamere nelle quattro stazioni ferroviarie principali. Nello stesso periodo cominciarono a monitorare il flusso del traffico sulle principali autostrade. A partire dagli anni 90, si affaccia sulla scena la tecnologia digitale, che consente non solo di migliorare la qualità delle immagini, ma anche di utilizzare più moderne tecnologie di registrazione ed elaborazione dati. In seguito agli episodi dell’11 settembre 2002, cominciarono a farsi strada i software per il riconoscimento facciale, utilizzati per garantire la sicurezza nell’arruolamento di equipaggi ed eserciti ma anche negli aeroporti e altre aree pubbliche a rischio. Questi software hanno avuto un ruolo importante nel riconoscimento di personaggi pericolosi dello scenario internazionale, quanto nel ritrovamento di colpevoli o persone scomparse.

Certamente, nei decenni questi sistemi si sono evoluti a tal punto che non c’è più da meravigliarsi se una semplice persona qualunque sceglie di installare in casa propria un “sistema di telecamere wireless con sensori di movimento e rilevatore termico, il quale per i video utilizza la compressione Mjpeg e Mpeg4, con zoom ottico 10X e risoluzione massima di 640×480, a 30 fotogrammi al secondo o compatibile anche con il formato 3GPP”. Un impianto così emancipato è oggi accessibile a ciascuno di noi – a prezzi assolutamente abbordabili e competitivi, data l’ampia offerta. E vi renderete anche conto del fatto che, una videocamera non è poi così fastidiosa, se la usiamo per proteggere le nostre case. Impianti più piccoli, più belli, più pratici, più potenti, escono sul mercato ogni mese. I satelliti trasmettono informazioni da e in tutte le parti del mondo. Ci sono occhi dappertutto, e molti sono in cielo. Qualcuno ci osserva, in ogni momento.

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