Dario Edoardo Viganò: “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”

Dario Edoardo Viganò: "Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione" "Tre giorni invernale del clero.

14/gen/2011 10.04.43 Phinet Contatta l'autore

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“Tre giorni invernale del clero. La pedagogia della fede oggi” in due sessioni (Verona 10-13 gennaio e Venezia 18-21 gennaio), organizzato in collaborazione con la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, durante i quali Dario Edoardo Viganò svolgerà una relazione dal titolo “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”.

“Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione". Relatore per l’Aggiornamento Teologico Presbiteri a Verona e a Venezia, in collaborazione Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.
“Tre giorni invernale del clero. La pedagogia della fede oggi” in due sessioni (Verona 10-13 gennaio e Venezia 18-21 gennaio), organizzato in collaborazione con la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, durante i quali Dario Edoardo Viganò svolgerà una relazione dal titolo “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”.


“A partire dalla consapevolezza di cambiamenti degli scenari socio-culturali,” – sottolinea Viganò, anticipando il suo intervento – “ovvero della mentalità e del vissuto religioso, si comprende come l’azione ecclesiale subisce uno spostamento di baricentro: l’azione pastorale è chiamata a rinnovarsi in senso missionario.

Non si tratta semplicemente di aggiungere un ambito accanto alla pastorale ordinaria: piuttosto rappresenta l’anima, la qualità e il dinamismo stesso dell’azione ecclesiale. Nel ripensamento della nuova topografia pastorale l’attenzione teologicamente istituita alle retoriche della comunicazione pubblica e al sistema dei media diviene elemento qualificante per evitare sia la pretesa bulimica delle tecniche come panacea dell’evangelizzazione sia l’anoressia del pensiero come irenica anestesia di fronte alla complessità delle situazioni.

Dobbiamo fare i conti che oggi, abbandonato il mito dell’uomo costruttore della storia, viviamo all’interno di un mito simmetrico e speculare ovvero della sua totale impotenza dinanzi alla complessità del mondo. Un film come Prima della pioggia (Before the Rain, 1994) di Milcho Manchevski esprime molto bene questo dilemma: se è vero che l’uomo non fa la storia, cosa può però fare l’uomo per la storia? Forse proprio a partire da tale domande siamo chiamati a riconfigurare l’esercizio del ministero stesso, ministero di evangelizzazione e di educazione, chiamato promuovere nuovamente spazi e forme di socialità animate dal desiderio perché, come afferma Guy Debord, se le persone non trovano quel che desiderano finiranno per accontentarsi di desiderare ciò che trovano.

(Fonte: Il Blog di Dario Edoardo Viganò)

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Roma Italia
Alessandra Camera
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