Rivoli (To): guai in vista per l’associazione sportiva Rivolley dopo aver cacciato ingiustamente due ragazze

21/gen/2011 21.23.29 paolo caruso Contatta l'autore

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Cosa fare se le docce e i bagni della palestra non funzionano e non si vogliono fare i lavori di riparazione? Semplice: basta cacciare i giocatori e le giocatrici che lo rendono noto. È quanto sarebbe accaduto negli impianti sportivi occupati dalla società Rivolley di Rivoli in provincia di Torino. Le vittime di questo che appare come un sopruso, sono Federica Lanotte e Erika Ravera.

A seguito di una discussione, in cui venivano accusate ingiustamente di aver usato l’acqua delle docce dell’impianto dove ci alleniamo, la dirigenza, con un consiglio straordinario (formato solo da 4 di loro e nemmeno dal 50%) ci ha comunicato che eravamo state cacciate – racconta amaramente Federica – accusandoci del fatto che avremmo potuto allagare la palestra viste le condizioni delle docce. Noi, però, non solo non abbiamo fatto le docce e lunedì, tre giorni dopo, i bagni erano magicamente tornati agibili”.

Un atto punitivo che non trova ragioni valide e che ha dell’incredibile secondo quanto dichiarato dalle ragazze. “Siamo state cacciate perché abbiamo fatto scorrere un po’ d’acqua gialla e sporca dai lavandini, come hanno fatto tutte le nostre compagne, per bagnare dei fazzolettini e asciugarci il sudore. Ci hanno detto, però, che ci cacciavano anche per la nostra arroganza, quella, cioè, di riferire solo quello che realmente è accaduto” conclude la giocatrice.

Le due ragazze sono decise ad andare oltre perché vittime di un’ingiustizia poiché non solo non gli è stato permesso di scusarsi o di proferire parola in modo da giustificarsi, ma hanno dovuto subire un’aggressione verbale senza precedenti.

Non ci vogliono nemmeno dare il verbale di quest’ assemblea ‘fantasma’ durante la quale avrebbero deciso di cacciarci – continua Federica – ma la cosa peggiore, di cui siamo venuti a conoscenza soltanto ora, è che i dirigenti votanti sono una delle giocatrici costrette a stare in panchina e suo marito. Come se non bastasse non vogliono nemmeno darci la copia della ricevuta della quota versata a settembre e tanto meno renderci i soldi”.

Il trambusto è avvenuto nella palestra della scuola Natta di Rivoli. Vengono annullati quattro mesi di successi di una squadra in testa al girone di prima divisione femminile. Alcune ragazze della squadra per solidarietà e per aver assistito ai fatti, sarebbero andate via dalla squadra. Per quale motivo due anni di lavoro e di vittorie e al lavoro dell’allenatore Pino Lorusso a qualcuno piaceva cancellare questa squadra?
Una cosa è certa: questa storia non finirà qui. Non è logico e neppure educato trattare in questo modo due giocatrici che prima di essere atlete sono persone per bene che hanno regolarmente pagato la loro quota associativa.

Cosmo de La Fuente

Questo è quanto viene dichiarato dalle ragazze, ma il sig. Alberto Orru smentisce tutto, dicendo che, oltre a delle inesattezze, ci sarebbero notizie non corrispondenti al vero.

A questo pezzo e alle dichiarazioni della signorina Federica, risponderà presto il sig. Alberto Orru, presidente della ASD Rivolley, il quale ha anticipato che oltre a delle inesattezze, ci sarebbero dichiarazioni lontane dalla realtà da parte delle due ragazze.

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