AZZANO X: FIERA DELLA MUSICA 2005 - jazz

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26/ago/2005 14.22.26 Virus Concerti Contatta l'autore

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IL COMUNE DI AZZANO DECIMO
Regione Friuli Venezia Giulia
Provincia di Pordenone
sotto l'alto patrocinio del Ministero dei Beni Culturali

in collaborazione con
Virus Concerti

presenta

DALL' 8 AL 11 SETTEMBRE 2005
FIERA DELLA MUSICA 2005:

4 giorni intensi di musica e spettacolo

UNA MISCELA ESPLOSIVA DI GRANDI CONCERTI, MOSTRE, CONCORSI, EVENTI, CON
UNICO GRANDE DENOMINATORE: LA MUSICA

Oltre ai concerti di Gino Paoli, Elisa, Marlene Kuntz, Echo and The Bunnymen, Afterhours + Gutter twins, bandabardo' e Bluebeaters, presso la casa dello studente  quest'anno ci saranno anche due serate dedicate alla musica Jazz.
Due serate imperdibili per gli appassionati di jazz...e non solo.

Venerdi' 9 settembre
ENRICO RAVA - STEFANO BOLLANI duo
alle ore 23:00

Presso la casa dello studente, si esibira' un'icona della musica jazz nella sua versione Duo con Stefano Bollani.

INGRESSO: EURO 12+diritti di prevendita
(prevendite aperte su circuito ticket one e box office)

Enrico Rava: tromba
Stefano Bollani: pianoforte

Rava e Bollani vanno spesso a braccetto, anzi, come si sa, è stato proprio il trombettista a scoprire e lanciare il pianista inserendolo nei suoi gruppi e la storia della collaborazione tra i due, ancora breve, è già ricca di episodi brillantissimi. L¹intesa è di quelle totali e appare addirittura ammantata di magia, soprattutto alla luce del notevole divario generazionale. Il loro terreno comune è l¹amore per la tradizione melodica nostrana, e la capacità di padroneggiare le situazioni musicali più ³calde² e complesse con un atteggiamento dai tratti ironici e surreali.

Da qualche tempo Bollani gode di vasta popolarità derivata da una continua, poliedrica, attività da solista. Riconoscimenti internazionali a pioggia, dischi per tutti i mercati principali (in particolare Francia e Giappone), si sommano ai tanti concerti in Italia (a partire dalla Scala) e all¹estero.
Ciò che lo contraddistingue da tutti gli altri è il suo messaggio musicale, un affascinante percorso attraverso sentieri disparati in cui gli standard e i classici del jazz si intrecciano con le canzoni italiane degli anni '30 e '40, con la poesia e il teatro, con il cabaret e lo spettacolo inteso nella sua più ampia accezione. Ogni suo concerto è uno show, in cui è comunque il pianoforte a far da padrone, al servizio di una creatività instancabile e di una tecnica brillante, da puro virtuoso.

Su Enrico Rava rimarrebbe poco da dire, perché di questo trombettista, ormai oltre i sessanta anni, è stato detto tutto: da tempo dominatore della scena jazzistica nazionale e internazionale, è un musicista dalla personalità carismatica e dalla musicalità onnivora come poche altre. Se Bollani è un espressionista ironico a tinte forti, Rava è il suo opposto, poeta lirico e suggestivo, intimo fautore di emozioni. La sua tromba è fedele al linguaggio di Miles Davis e al messaggio di musicisti geniali come Joao Gilberto, splendido scrittore di temi ormai ³classici², magnifico improvvisatore, sempre assolutamente riconoscibile nelle esperienze più diverse.

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Sabato 10 settembre
FLACO BIONDINI - ANTONIO MARANGOLO duo
alle ore 00:30

Presso la casa dello studente si esibira' la suadente chitarra argentina di Flaco Biondini e le improvvisazioni virtuosistiche del grande sax di Antonio Marangolo.

INGRESSO: EURO 15+diritti di prevendita
(prevendite aperte su circuito ticket one e box office)

JUAN CARLOS FLACO BIONDINI: chitarra
ANTONIO MARANGOLO: sax

Chitarrista argentino originario di Junin (Buenos Aires), dove inizia i propri studi musicali con i maestri Osvaldo Moris e Antonio Duran. Risiede in Italia dal 1974. Da quell¹anno studia e si perfeziona a Parma presso I¹MSJ (Istituto Nazionale di Studi sul Jazz) con il maestro Filippo Daccò.
E¹ noto al grande pubblico come chitarrista di Francesco Guccini, con il quale collabora discograficamente ed in esecuzioni dal vivo dal 1976. Ha inoltre composto insieme a lui parecchie canzoni tre le quali ³Scirocco² che, su arie di milonga argentina, fu votata dalla critica specializzata come miglior canzone nel 1987, ottenendo cosi il Premio Tenco di quell¹anno.
Flaco Biondini ha collaborato anche con altri cantautori italiani tra i quali Paolo Conte, Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi, Vinicio Caposela, Sergio Endrigo, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Ligabue, Eugenio Finardi.
Nel 1981 ha inciso per la Fonit Cetra il disco ³Marginal Tangos², una raccolta di composizioni proprie e di altri autori argentini.
Nel 1982 ha partecipato al Festival di Vina del Mar (Cile) come accompagnatore del cantante Franco Simone, con il quale ha proseguito il tour in Uruguay e Argentina.
Successivamente ha collaborato discograficamente e dal vivo con il cantautore spagnolo Manolo Galvan e con José Angel Trelles, già vocalist di Astor PiazzolIa.
Nell¹estate del 1991 ha effettuato una serie di concerti con il bandoneonista Carlos Buono, uno dei piu¹ interessanti esecutori del tango moderno.
E¹ appunto grazie al ricorso alle proprie origini che Flaco Biondini propone già da qualche anno al pubblico italiano un genere musicale piuttosto inconsueto nella nostre penisola: il tango e la milonga argentini, ai quali associa altri brani tratti dall¹enorme repertorio latino-americano. A questo tipo di musica Biondini associa infine elementi tipici del jazz e del latin rock, quali l¹improvvisazione e certi moduli ritmici.
Nell¹aprile del 1995 ha inciso un disco ³live² con il proprio quartetto nel 1998 lo splendido ³Desde  el Alma² con il sassofonista Antonio Marangolo



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BIOGRAFIE:


ENRICO RAVA-BIO

Enrico Rava , nato a Trieste nel 1939 è il jazzista italiano più conosciuto a livello internazionale. Trombettista, flicornista, compositore, in trent¹anni di carriera ha al proprio attivo oltre settanta incisioni, di cui sedici a proprio nome. Grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker si avvicina alla tromba nel ¹57 e comincia a suonare giovanissimo nei club torinesi.Nel Œ62, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Montaldo ³Una bella grinta². In quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires.Nel Œ67, Rava è a New York ed entra in contatto con l¹avanguardia free, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashied Ali, Cecil Taylor, Carla Bley, Charlie Haden, Marvin Peterson e molti altri.Dopo una parentesi italiana nel Œ69 riparte per New York, dove rimane per otto anni. I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer¹s Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all¹incisione di ³Escalator Over the Hill².A partire dal Œ72, anno in cui pubblica ³Il giro del giorno in 80 mondi², il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti quasi sempre privi di pianoforte. Si susseguono le collaborazioni e le incisioni al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra questi Gaslini, D¹Andrea, Tommaso, Di Castri, Melis, Urbani, Tonolo, Centazzo, Abercrombie, Daniellson, Christensen, Hill, Rudd, Vasconcelos, Vitous, Humair, Ditmas, Mengelberg, Saluzzi, la Globe Unity Orchestra, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Archie Shepp.E¹ stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della rivista ³Musica Jazz², risultando vincitore anche nelle categorie ³miglior gruppo² e ³miglior disco italiano².

Da promessa di indubbio talento Stefano Bollani è diventato in pochi anni uno dei musicisti italiani più apprezzati da pubblico e critica. Se ne sono accorti anche in Giappone, dove ³Swing journal², la più autorevole pubblicazione jazz del paese, gli ha conferito nel 2003 il New star award: prima volta per un musicista europeo.



STEFANO BOLLANI - BIO

Stefano Bollani esordisce professionalmente all¹età di 15 anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito nel 1993 e una breve esperienza nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti) si afferma nel jazz, avendo occasione di collaborare con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu...) sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbriajazz al Festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano)..

Rapide sono le tappe dell¹ascesa del pianista milanese, toscano d¹adozione: dall¹importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, iniziata nel 1996, all¹affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione del proprio gruppo l¹Orchestra del Titanic (all¹ attivo numerosi concerti e due dischi per l¹etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (³Abbassa la tua radio² con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese... e ³Guarda che luna!² con Gianmaria Testa, la Banda Osiris...) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone, solitamente destinato a cantanti.

La musica di Stefano Bollani vive all¹insegna dell¹ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la ³Gnosi delle fanfole², disco nel quale ha messo in musica le surreali poesie di Fosco Maraini insieme al cantautore Massimo Altomare (1998), e la ³Cantata dei pastori immobili², sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro cd) dall¹ editore Donzelli (2004).

Per la prestigiosa etichetta francese Label Bleu ha realizzato tre dischi: un omaggio allo scrittore Raymond Queneau (³Les fleures bleues², 2002), realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in completa solitudine (³Smat smat², 2003) e un disco per trio jazz e orchestra sinfonica, con arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri (³Concertone², 2004).

Per la collana ³Racconti di canzoni² dell¹editore Elleu è stato pubblicato: ³L¹America di Renato Carosone² (2004); per i tipi de Donzelli editore è uscito ³Cantata dei pastori immobili² (2004), di David Riondino con le musiche di Stefano Bollani.

Da promessa di indubbio talento Stefano Bollani è diventato in pochi anni uno dei musicisti italiani più apprezzati da pubblico e critica. Se ne sono accorti anche in Giappone, dove ³Swing journal², la più autorevole pubblicazione jazz del paese, gli ha conferito nel 2003 il New star award: prima volta per un musicista europeo.

Stefano Bollani esordisce professionalmente all¹età di 15 anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito nel 1993 e una breve esperienza nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti) si afferma nel jazz, avendo occasione di collaborare con grandissimi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu...) sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbriajazz al Festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano).

Rapide sono le tappe dell¹ascesa del pianista milanese, toscano d¹adozione: dall¹importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, iniziata nel 1996, all¹affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione del proprio gruppo l¹Orchestra del Titanic (all¹ attivo numerosi concerti e due dischi per l¹etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (³Abbassa la tua radio² con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese... e ³Guarda che luna!² con Gianmaria Testa, la Banda Osiris...) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone, solitamente destinato a cantanti.

La musica di Stefano Bollani vive all¹insegna dell¹ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la ³Gnosi delle fanfole², disco nel quale ha messo in musica le surreali poesie di Fosco Maraini insieme al cantautore Massimo Altomare (1998), e la ³Cantata dei pastori immobili², sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro cd) dall¹ editore Donzelli (2004).

Per la prestigiosa etichetta francese Label Bleu ha realizzato tre dischi: un omaggio allo scrittore Raymond Queneau (³Les fleures bleues², 2002), realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in completa solitudine (³Smat smat², 2003) e un disco per trio jazz e orchestra sinfonica, con arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri (³Concertone², 2004).

Per la collana ³Racconti di canzoni² dell¹editore Elleu è stato pubblicato: ³L¹America di Renato Carosone² (2004); per i tipi de Donzelli editore è uscito ³Cantata dei pastori immobili² (2004), di David Riondino con le musiche di Stefano Bollani.


ANTONIO MARANGOLO-BIO:

Antonio Marangolo, sassofonista, compositore, arrangiatore, ha iniziato la sua attività a Roma nel 1970. Cantante rock dal Œ70 al Œ73, pianista dal Œ74 al Œ76. Dopo quattro anni di night clubs come sassofonista, ha cominciato nel 1980 le sue collaborazioni con il mondo della canzone d¹autore con Fossati, Venditti, Vanoni ed altri. La sua più lunga e fortunata collaborazione con Paolo Conte negli anni Œ82-Œ90 lo ha visto al fianco del cantautore astigiano nei migliori teatri del mondo. Ha curato inoltre la direzione artistica degli album ³Paolo Conte² (1984), ³Concerti² (1985), ³Aguaplano² (1988) e ³Paolo Conte live² (1989).
Ha poi arrangiato i primi tre lavori di Vinicio Capossela - ³All¹una e trentacinque circa² (1990), ³Modì² (1991) e ³Camera a sud² (1994) - ed è stato arrangiatore anche per Miriam Makeba, Caterina Caselli, Sergio Endrigo. Attualmente è sassofonista con Francesco Guccini con il quale lavora dal 1983.
Ha fatto parte dei Goblin scrivendo numerose colonne sonore per il cinema.
Parallelamente a questa attività Marangolo ha effettuato un personale percorso artistico vicino al jazz, alla musica popolare ed alla musica classica. Con il proprio Marangolo Quartetto Orizzontale ha ottenuto grande successo al Festival du Jazz di Montreal. Ha pubblicato un CD dal titolo ³Afa² con il proprio quartetto nel 1995. L¹anno successivo un interessante lavoro in duo col percussionista Consolmagno dal titolo ³Kalungumachine². E¹ recente l¹uscita del CD ³Bellamaria² (Amista records) con i fratelli Mancuso. Ha inoltre scritto le musiche per il programma televisivo ³Cammin Leggendo² con Vittorio Gassman.

Antonio Marangolo vive a Bologna dove esercita attività didattica (saxofono e improvvisazione).
Attualmente le sue proposte concertistiche sono:

Sopranosolo Un concerto in solitudine in cui opera un interessante melange tra la suite di Bach per violoncello solo, pezzi di Duke Ellington e brani tratti da ³Cammin Leggendo².

Antonio Marangolo Trio con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Zlatko Kaucic alla batteria. Jazz progressivo.

Antonio Marangolo - Juan Carlos ³Flaco² Biondini Duo Soprano e chitarra acustica. Tanghi e milonghe.

Antonio Marangolo & Fratelli Mancuso Musica popolare siciliana.

Marangolo Music Machine con il fratello Agostino. Jazz rock e fusion..

Ph. Alessandro Ruzzier


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