DRIVE IN : "la lunga notte dei Fratelli Marx...e non solo marx" sabato 27 agosto

A parte Zeppo - che si ritirò dopo avere interpretato, in alcuni dei loro primi film, un ruolo romantico e leggero - è possibile rintracciare una parvenza di sentimento in Harpo; le scene in cui suona l¹arpa possono sembrare strane, poiché stridono con lo spirito iconoclasta che anima il resto del film.

26/ago/2005 20.40.00 Deposito Giordani Contatta l'autore

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COMUNE DI PORDENONE

IN COLLABORAZIONE CON

DEPOSITO GIORDANI

ARCI DI PORDENONE

ASS. CINEMAZERO

presentano

DRIVE IN: "La lunga notte dei Fratelli Marx...e non solo Marx"

Sabato 27 Agosto 2005
alle ore 21:00
presso il "Deposito Giordani"
via Prasecco, 13

In occasione dell'ultimo sabato dell'estate in città, il Deposito Giordani, l'Arci di Pordenone e l'associazione Cinemazero propongono il Drive in all'aperto nel parcheggio posteriore del Deposito Giordani.
Durante la serata verranno proiettati tre esilaranti lungometraggi  aventi come comune denominatore la pungente e distruttiva ironia dei Fratelli Marx.

Saranno inoltre aperti i Chioshi, dove sara' possibile comprare bibite e pop-corn.

INGRESSO LIBERO

I FILM VERRANNO PROIETTATI ANCHE IN CASO DI PIOGGIA


Ecco i lungometraggi che verranno proiettati al Drive in del DEPOSITO GIORDANI:

LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX
Regia: leo mccarey
Attori: groucho marx, harpo marx, chico marx, zeppo marx, margaret dumont, louis calhern, edgar kennedy, raquel torres
Durata: 66 minuti

HORSE FEATHERS - I FRATELLI MARX AL COLLEGE
Regia: norman mccleod
Attori: groucho marx, chico marx, harpo marx, zeppo marx, thelma todd, nat pendelton, florine mckinney, david landau
Durata: 64 minuti

ANIMAL CRACKERS
Regia: victor heerman
Attori: groucho marx, harpo marx, chico marx, zeppo marx, margaret dumont, lillian roth
Durata: 93 minuti


Fratelli Marx

I fratelli Marx segnano un¹ulteriore evoluzione del genere comico.
La loro produzione appartiene tutta al periodo del sonoro. Le loro azioni nel mondo dei cinema andarono alle stelle proprio quando crollavano quelle di Wall Street. Distruttivi, pungenti, assurdi, i fratelli aggredivano le buone maniere. Alla base dei loro film non c¹è l¹idea di affermazione che ricorreva nel cinema dei comici degli anni venti. Ad esempio, pur aiutando gli altri nelle loro storie d¹amore, essi non si fanno mai coinvolgere a livello sentimentale. A parte Zeppo ­ che si ritirò dopo avere interpretato, in alcuni dei loro primi film, un ruolo romantico e leggero ­ è possibile rintracciare una parvenza di sentimento in Harpo; le scene in cui suona l¹arpa possono sembrare strane, poiché stridono con lo spirito iconoclasta che anima il resto del film.
Pur rivelandosi, a tratti, un sentimentale, Harpo è anche capace di assumere improvvisamente atteggiamenti osceni, anarchici, dannosi. Harpo il muto fa pensare a un¹immagine frantumata dei comici del cinema muto. Groucho e Chico, per contro, non smettono mai di parlare. Le loro parole distruggono il significato del linguaggio e la dignità delle istituzioni, che Keaton e gli altri comici della sua epoca trattavano invece con rispetto. I danni provocati da Harpo sono al contrario sempre concreti ­ le sue forbici non si fermano mai. I disastri che causa Harpo, a differenza di quelli che avevano per protagonisti Keaton e Langdon, rivelano un¹aggressione anarchica verso oggetti sociali come gli abiti, i pianoforti, il cibo.
Ancora più insolente è la loro distruzione dei totem del commercio e della cultura. Groucho e Chico strappano e fanno a pezzi un contratto scritto in un linguaggio, quello legale, che non capiscono, e che riducono a una serie di parole incomprensibili. Quando Groucho finalmente riesce ad arrivare al teatro dell¹opera, domanda se lo spettacolo è già finito; dopo avere saputo di essere in tempo per l¹ultimo atto, rimprovera il suo autista: "te l¹avevo detto, di andare più piano". A provocare i maggiori danni materiali è invece Harpo, che demolisce lo spettacolo, butta giù le scene e poi si mette a vendere noccioline. Il loro attacco all¹autorità sociale è evidente nella sequenza del film in cui, per far ammattire un poliziotto, continuano a spostare mobili da una stanza all¹altra di un albergo.
Con i fratelli Marx l¹angoscia dell¹individuo che era al centro del genere comico, del personaggio clownesco che cercava di rapportarsi alla società americana senza sapere se prendere la strada della ribellione o dell¹affermazione, si trasforma in ironia venata di amarezza, in aggressività sociale. Durante gli anni della Depressione i fratelli fecero parte del sistema, eppure cercarono ugualmente di ridicolizzarlo e di distruggerlo; proprio come lo spettatore, che quasi certamente faceva parte del sistema, da esso dipendeva nel modo più completo, ma da esso veniva anche, nel modo più completo, deluso. La comicità dei Marx è essenzialmente verbale, anche nell¹assenza di parola che caratterizza Harpo, surrogata dai suoni dell¹arpa e dei numerosi strumenti che tiene nascosti, come Eta Beta, nel suo capiente impermeabile. Ma, come osserva Franco La Polla, non è una verbalità understatement, come quella di Bob Hope, bensì overstatement, tipica di gran parte della comicità ebraica americana, e si nutre, tra l¹altro, anche di componenti fisico-visive che il privilegio dato al sonoro rende tutt¹altro che marginali. La maschera di Groucho, per esempio, con quei baffi non finti, ma palesemente dipinti e quindi ancora più platealmente falsi (una parodia della parodia dei make-up comico), si accompagna a una camminata a grandi falcate e ginocchia piegate, che rende perfettamente l¹invadenza fluida del personaggio; l¹espressione un po¹ ottusa di Chico e il suo cappellino a pan di zucchero, di imprecisata ma esotica estrazione, a un abbigliamento spesso contadinesco, popolare, con cui le improvvise e virtuosistiche performance musicali finiscono inevitabilmente per stridere; gli occhi sbarrati e i capelli alla Shirley Temple di Harpo a una gestualità sempre esagerata e a una pirotecnia musicale che si addolcisce negli a solo con l¹arpa, strumento celestiale per eccellenza, ma spesso piegato a una sorta di sottilissima e appena accennata perfidia. Se insomma Groucho e Chico sostituiscono il suono delle parole alloro senso, Harpo porta questa sostituzione al suo acme, sostituendo alla parola il suono tout court: "si oppone agli altri come colui che è escluso dal linguaggio e rappresenta quindi il bambino prima del suo accesso alla parola". In realtà non è che Harpo non voglia o non sappia crescere (come Langdon o Lewis): quello che rifiuta è la crescita in questo mondo, in un mondo che si costruisce attorno a discorsi falsi quanto la gamba di un manichino. In questa prospettiva ­ che traduce in scelta estemporanea quella che è una necessità ­ si può anche vedere una versione comica del protagonista di Il tamburo di latta di Grass, per il quale di tutto si può parlare fuorché di regressione..


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