“Il Medico Odontoiatra che non capisce un kaiser di materiali e di protocolli produttivi, è abilitato a costruire la protesi nel proprio studio”.

"Il Medico Odontoiatra che non capisce un kaiser di materiali e di protocolli produttivi, è abilitato a costruire la protesi nel proprio studio".. "Se non volete morire………….".

06/mar/2011 09.16.18 Rosario Muto Contatta l'autore

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“Se non volete morire…………..”

 

“Il Medico Odontoiatra che non capisce un kaiser di materiali e di protocolli produttivi, è abilitato a costruire la protesi nel proprio studio”.

 

     A rischio truffa e danni patologici al Consumatore Paziente

 

Anche questa volta la sanità corrotta, cose che accadono solo nella bella Italia.

* Tutto quello evidenziato in rosso sono solo miei commenti (Rosario Muto)

Il percorso di laurea prevede un corso di odontotecnica ove non ha  minimo indispensabile per affermare di essere un poco preparati in tal senso.

Uno che dal liceo scientifico, classico, geometra o altro come può affermare di essere un professionista odontoiatra, odontoprotesico quando non ha le basi minime.

Mentre l’odontotecnico che non solo ha studiato da A alla Z tutto il percorso teorico e produttivo pratico, ma gli si blocca, gli si impedisce l’accesso a odontoiatria e diffamato come abusivo quanto invece collaboratore protesico viene obbligato a presenziare nello studio in quanto il Medico Odontoiatra è in serie difficoltà per le proprie incapacità professionali.

Questi studiano solo la teoria odontoiatrica come dei pappagalli e poi……………non sanno ragionare e connettere il cervello con le mani, figuriamoci a fare l’odontotecnica…….

Si affidano alle aziende e ai rappresentanti per i materiali e i protocolli…….., figuriamoci…………

Ma se questi per risparmiare prescrivono dispositivi protesici ai laboratori Asiatici, pur sapendo, senza morale, indegnamente mettono in bocca materiali tossici.

La maggior parte dei cittadini non sa che il dentista è esente iva

e all'atto di pagare una prestazione gli viene detto che se vuole la fattura sarà aumentata del 20%. tutto ciò e illegale ed ha ben poco di etico.

All'interno di uno studio medico dentistico le assistenti rinominate igieniste, spesso non anno il titolo di studio per il ruolo che rivestono, tutto ciò all'insaputa del cittadino.

ed anche questo non è assolutamente etico.

Spesso gli odontotecnici acquistano le materie prime per la costruzione di manufatti protesici in fattura per poi sentirsi dire dal medico che loro la fattura non la vogliono, pretendono lo sconto del 20% e il tecnico per aggiustare il proprio magazzino ad acquistare la materia prima in nero, con il benestare delle ditte.

Con l'avvento del cad cam dove i centri di fresaggio fatturano ogni pezzo prodotto. i medici che prima avevano intestato anche il laboratorio, dopo alcuni anni lo rivendono ai tecnici ex loro dipendenti cosi cambiando intestazione del laboratorio, di conseguenza i centri di fresaggio eliminano tutti i file precedenti ed il medico è tranquillo perché i pezzi venduti in nero spariscono.

Ed ora che i medici possono vendere direttamente senza dichiarazione di conformità povero fisco e poveri pazienti.

Ma……alla Dott.ssa Marcella Marletta, ma quale tutela della salute se questi sono degli incompetenti?

Dott.ssa….. non faccia ridere i polli e tutte le istituzione della Comunità Europea……..

Per colpa sua ho già denunciato anni orsono la Sanità italiana alla Comunità europea per inadempienza…………………….

 

http://www.ildentale.it/notizia.aspx?id=1417

 

Il Ministero della Salute chiarisce: il dentista può realizzare nel suo studio la protesi

[venerdì 4 marzo 20011]

 

Il dentista abilitato all’esercizio della professione può realizzare dispositivi medici su misura senza essere iscritti al registro dei fabbricanti e senza rilasciare la dichiarazione di conformità al paziente in quanto il dispositivo è parte integrante della sua attività di diagnosi e riabilitazione.

 

A sostenerlo è il Direttore generale del dipartimento dell’innovazione, dott.ssa Marcella Marletta rispondendo ad un quesito del Comando generale dei Carabinieri per la tutela della Salute.

 

La vicenda nasce nei mesi scorsi dopo che alcuni dentisti sono stati sanzionati dai NAS per aver riabilitato alcuni (migliaia) pazienti utilizzando corone in ceramica prive di dichiarazione di conformità in quanto realizzate direttamente tecnologia Cad-Cam (tecnica con cui si usano materiali tossici più dell’amianto, materiale senza la dovuta ricerca e sperimentazione sulla biocompatibilità).

 

Contro questa interpretazione della direttiva comunitaria che norma i dispositivi medici su misura si era schierata l’ANDI (dementi) che aveva a sua volta inviato una nota al Ministero sostenendo che al dentista è consentito la realizzazione dei dispositivi medici senza essere fabbricante.

 

Sul tempestivo pronunciamento del Ministero, che ha permesso di risolvere una situazione molto delicata, siamo sicuri abbia pensato l’intervento del referente per l’odontoiatria presso il Ministero della Salute il prof. Enrico Gherone confermando quanto sia importante il suo ruolo per l’intero settore dentale.

 

I NAS in particolare chiedevano al Ministero di chiarire se i manufatti realizzati dall’odontoiatra, utilizzando la tecnologia Cad-Cam tipo “Cerec”, “siano da ritenersi dispositivi medici su misura, così come definiti dal decreto legislativo 46/97 e se , in conseguenza, l’odontoiatra debba eventualmente considerarsi come fabbricante, sempre ai sensi del citato decrto, e, come tale, essere soggetto a tutti gli adempimenti previsti dalla norma richiamata”.

 

Il Ministero ritiene che l’odontoiatra, stando al proprio corso di studi universitario che  contempla anche la protesica, possa realizzare direttamente gli elementi dentari utilizzando questi sistemi di fabbricazione e che questi non sono da considerarsi dispositivi su misura in quanto “possono rientrare nelle definizione prevista dalla direttiva che indica come “i dispositivi fabbricati con metodi continui o in serie – in questo caso fresando i “blocchetti” di materiale ceramico (tossico) -  che successivamente devono essere adattati per soddisfare una esigenza specifica di un medico non sono da considerare dispositivi su misura”. Oh……, e per forza gli vogliono parare il sedere……………

 

Ma non solo, la dott.ssa Marletta rileva che l’odontoiatra non immette in commercia dispositivi medici (né può vendere prodotti al paziente), (quindi  in generale detto, affermato in codesto modo,  l’odontoiatra non può applicare e vendere nessun dispositivo protesico prodotto dall’odontotecnico!), ma fornisce una prestazione professionale nell’ambito della quale applica (mette in servizio) un prodotto per la cura del paziente stesso”, “Pertanto-continua- a differenza dell’odontotecnico la cui prestazione tipica consiste nella fabbricazione di una entità materiale autonoma, per l’odontoiatra risulta prevalente l’attività di diagnosi, scelta della terapia idonea e successiva applicazione dell’elemento dentario e di controllo dello stesso. Infatti, la cassazione Civile, sez III, 23 luglio 2002, n. 10741, ha sentenziato che un’entità materiale non è mai individuabile nell’opera del dentista”. (Cari Pazienti Consumatori siete tutti nella cacca più totale).

 

Per quanto riguarda la questione del fabbricante, il Ministero osserva che la definizione riportata nel decreto 46/97 (art. 1 comma 2 lettera f ) riferisce che il fabbricante è “la persona fisica o giuridica responsabile della progettazione, fabbricazione, di un dispositivo in vista dell’emissione in commercio a proprio nome”. Quindi l’odontoiatra non rientra in questa definizione.

 

Ma il direttore del Dipartimento dell’innovazione non si limita a considerare i dispositivi prodotti dall’odontoiatra attraverso i fresatori Cad-Cam ma ritiene che quanto realizzato dall’odontoiatra direttamente nel proprio studio, chiarendo che questo non può essere adibito ad altre funzioni  che non siano quelle di diagnosi e cura, quindi non può essere adibito a laboratorio per la “fabbricazione”, non sia da considerarsi un dispositivo su misura come definito dal decreto legislativo 46/97 ( art. 1 comma 2 lettera d). Peraltro, rileva sempre la dott.ssa Marletta, questi dispositivi realizzati senza un prescrizione scritta ( o, comunque detta prescrizione non è necessaria), sono prodotti realizzati nell’ambito di una prestazione professionale (così come già avviene, ad esempio, per le protesi ortodontiche o per le protesi provvisorie).

 

In Conclusione, è evidente l’invadenza, il gioco di potere e di ufficio, la collusione, e la violazione costituzionale a favore di un settore di dementi.

 

Rosario muto

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