Miracolo di San Gennaro: il parere del CICAP

A volte lo si fa con toni un

20/set/2005 12.19.04 Ufficio Stampa CICAP Contatta l'autore

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- COMUNICATO STAMPA -

Miracolo di San Gennaro:
il parere del CICAP


Come accade ogni anno, si torna a parlare della liquefazione del
sangue di S. Gennaro e si parla anche dello scetticismo dimostrato
dal CICAP nei confronti del fenomeno. A volte lo si fa con toni un
po' troppo perentori, che il CICAP difficilmente userebbe. Per
esempio, non potremmo mai affermare, come e' stato fatto in questi
giorni, che ''Secondo il Cicap nelle ampolle non c'è il sangue del
santo ma un gel medioevale che quando viene agitato diventa
liquido'', perche' non abbiamo mai potuto esaminare il contenuto
delle ampolle. La nostra e' semplicemente un'ipotesi su quello che
potrebbe esserci nelle ampolle, un'ipotesi che noi riteniamo molto
credibile, ma pur sempre un'ipotesi.

Tutto era cominciato nel 1991, quando tre ricercatori del CICAP,
Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala, pubblicarono
un articolo sull'autorevole rivista scientifica ''Nature'' [Luigi
Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala. "Working bloody
miracles", Nature, vol. 353, n. 6344, (10 ott. 1991) p. 507].
Nell'articolo si avanzava l'ipotesi secondo cui all'origine del
cosiddetto "Miracolo di S. Gennaro" vi potrebbe essere il fenomeno
della tissotropia.

Le sostanze che presentano questa proprietà, se agitate, possono
aumentare la loro fluidità e, in certi casi, possono passare da uno
stato pastoso, quasi solido, allo stato liquido. La sostanza più
comune che presenta questa singolare proprietà è sicuramente la salsa
ketchup. Se il contenitore è lasciato fermo la salsa ha un aspetto
semisolido. Quando invece il contenitore viene agitato, la salsa
diventa fluida al punto di fuoriuscire facilmente. La tissotropia è
pure utilizzata nella preparazione di particolari vernici che "non
colano". Infatti, finché esse vengono spennellate sono fluide, quando
si cessa la spennellazione solidificano evitando in tal modo di colare.

Gli esperti del CICAP, guidati dal chimico Luigi Garlaschelli
dell'Universita' di Pavia, sono riusciti a preparare, con tecniche
molto semplici e disponibili anche nel medioevo, una sostanza che
come aspetto, colore e comportamento riproduce esattamente il sangue
di S. Gennaro. Durante la funzione officiata dall'arcivescovo di
Napoli, la teca contenente il sangue di S. Gennaro viene
ripetutamente manipolata con diversi capovolgimenti finalizzati a
controllare la liquefazione del sangue. Queste sollecitazioni
meccaniche potrebbero indurre la fluidificazione del contenuto,
esattamente come succede per la sostanza prodotta in laboratorio dai
tre ricercatori del CICAP.

Tutti i componenti necessari per creare questo gel (carbonato di
calcio, di cui e' costituito il guscio delle uova, sale da cucina e
carbonato di ferro, come quello che si trova in un minerale tipico
dei vulcani, la molisite) si trovano da sempre in natura ed erano
certo disponibili a qualche alchimista medievale che, con le tecniche
dell'epoca (le prime notizie relative alla reliquia risalgono
solamente al 1389, e non prima), avrebbe potuto tranquillamente
preparare la singolare sostanza tissotropica. La miscela presenta una
colorazione perfettamente uguale a quella del presunto sangue del
martire, senza bisogno di aggiungere alcun colorante. La presenza del
ferro, inoltre, consentirebbe di interpretare i risultati ottenuti da
due analisi spettroscopiche eseguite sulla reliquia nel 1902 e nel
1989 che avrebbero rivelato la presenza di emoglobina. In realta', la
presunta emoglobina sarebbe stata identificata proprio grazie ai
picchi di assorbimento del ferro e la sospensione di idrossido
ferrico presenta spettri molto simili a quelli registrati nelle
analisi condotte sulla reliquia del santo napoletano. Fatto curioso,
anche la sostanza prodotta in laboratorio non si comporta ogni volta
nello stesso modo, a volte ci mette molto tempo a liquefarsi, altre
meno: esattamente come succede per quella di Napoli.

E' chiaro, come teniamo a ricordare ogni volta, che l'ultima parola
sul presunto miracolo potrebbe essere pronunciata solo analizzando il
contenuto dell'ampolla. Con le tecniche odierne sarebbe senz'altro
possibile condurre questa analisi senza danneggiare minimamente la
reliquia. Dunque, se c'e' qualcosa da chiarire e' caso mai perche' le
autorità ecclesiastiche non consentano questa semplice verifica.
Sostenere, come dice il nunzio apostolico in Italia, monsignor Paolo
Romeo, che ''L'inspiegabilità scientifica del fenomeno è stata
comprovata anche dalle ricerche più recenti'', non serve. Non esiste
infatti alcuna ricerca pubblicata su una rivista scientifica (come e'
invece il caso del lavoro del CICAP, pubblicato sul piu' prestigioso
''journal'' scientifico del mondo) che possa corroborare questa
affermazione.

di Massimo Polidoro

ha collaborato Silvano Fuso


Per saperne di piu':
Il testo originale del lavoro scientifico del CICAP pubblicato da Nature
http://www.cicap.org/articoli/at100063.htm

Un lavoro scientifico di Luigi Garlaschelli sul sangue di S. Gennaro
http://www.luigigarlaschelli.it/Altrepubblicazioni/SProd.Ch.Ind.html

Indagine sul sangue di San Gennaro, di Franco Ramaccini
http://www.cicap.org/articoli/at100062.htm

''A miracle diagnosis'': un altro lavoro scientifico di Garlaschelli
http://www.luigigarlaschelli.it/Altrepubblicazioni/ChBr94.htm

''Chemistry of Supernatural Substances'': un ulteriore lavoro
scientifico di Garlaschelli
http://www.luigigarlaschelli.it/Altrepubblicazioni/SLorenzJSPR.htm




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