A CESARE SIRTORI IL PREMIO ‘VIVISALUTE-CERGAS’

Milano, 6 aprile 2011 - Cesare Sirtori, Direttore del Centro Universitario Dislipidemie dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano, è il vincitore della sesta edizione del Premio "ViviSalute-CERGAS" per le eccellenze sanitarie e socio-assistenziali.

06/apr/2011 17.43.02 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Milano, 6 aprile 2011 – Cesare Sirtori, Direttore del Centro Universitario Dislipidemie dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda di Milano, è il vincitore della sesta edizione del Premio ‘ViviSalute-CERGAS’ per le eccellenze sanitarie e socio-assistenziali. Il prestigioso riconoscimento, che verrà assegnato domani alle 18 all’Università Bocconi, suggella i risultati ottenuti da una delle più importanti strutture cliniche milanesi. “Il Centro – afferma il prof. Sirtori - opera da quasi 40 anni e ha curato oltre 30.000 pazienti italiani e provenienti da altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti. Abbiamo raggiunto un assoluto prestigio scientifico internazionale nella lotta alle malattie cardiovascolari e abbiamo aperto la strada, oltre 30 anni fa, ai primi studi sui prodotti nutraceutici. Siamo in prima linea nella definizione di nuove terapie contro alcune malattia rare, come le ipercolesterolemie familiari. Il Centro ha acquisito notorietà mondiale per la scoperta della proteina ‘A-I Milano’ (il primo ‘mutante’ delle lipoproteine umane), fondamentale per i successivi studi sull’arteriosclerosi. Individuata inizialmente in una famiglia originaria di Limone sul Garda, questa proteina gode di grande fama, perché si associa ad una straordinaria capacità preventiva e terapeutica nei confronti dell’arteriosclerosi. I portatori, pur avendo il cosiddetto un colesterolo ‘buono’ (HDL) estremamente basso, sono longevi e pressoché immuni da malattie vascolari”. La proteina, riprodotta nei batteri e somministrata all’uomo, è in grado di ridurre in tempi assai rapidi le placche arteriosclerotiche nelle coronarie. Lo sviluppo clinico è tuttora in corso e si spera porti ad un prodotto di largo impiego. Il Centro, inoltre, ha messo a punto, oltre vent’anni fa, una metodica ultrasonografica che consente di esaminare l’arteria carotide (Intima Media Thickness), tecnica che oggi rappresenta la procedura diagnostica italiana di maggiore impiego nel mondo ed è il termine di riferimento più affidabile per individuare la presenza di patologie vascolari ad alto rischio. “I dati ottenuti con questo esame, integrabili con quelli di diagnostica cardiologica, - sottolinea il prof. Sirtori - hanno portato ad una nuova ‘cartella clinica’ del paziente a rischio vascolare, che consente un giudizio più obiettivo e la possibilità di continue rivalutazioni nel corso del tempo, con conseguenze rilevanti sul piano clinico e sociale”.

Il Centro Universitario Dislipidemie si è distinto anche per gli studi sulle malattie rare. Sono tali quelle patologie che colpiscono meno di 1 individuo su 2.000. In Italia ne soffrono circa 50.000 persone. Sono malattie croniche, per le quali gli sforzi terapeutici sono spesso inadeguati. Tuttavia la diagnosi precoce può essere importante per prevenire complicanze assai temibili, oltre che di costo elevato. Fra le malattie rare a rischio di evoluzione patologica sono numerose quelle del metabolismo lipidico. In particolare vanno citate le patologie da difetti del sistema LCAT, responsabile dell’esterificazione del colesterolo, i cui portatori presentano una probabilità elevata di andare incontro a patologie renali. Un alto numero di pazienti in dialisi sono portatori di questi difetti. I ricercatori del Centro Dislpidemie ricevono dal 2002 un finanziamento Telethon per lo studio dei deficit di LCAT, al fine di migliorarne la caratterizzazione genetica, biochimica e clinica”. Un altro settore di patologie rare riguarda l’ipercolesterolemia genetica (circa 2.000 casi di forme gravi nel nostro Paese), che richiede trattamenti complessi e costosi. “I ricercatori del Centro – continua il prof. Sirtori - partecipano a studi su nuovi approcci farmacologici. La lomitapide, sperimentata per la prima volta in Italia, sembra molto promettente nella cura delle persone con grave ipercolesterolemia. È una proteina che ‘assembla’ colesterolo, trigliceridi e proteine nel fegato. Presso numerose strutture del mondo, inclusa quello di Niguarda, sono in trattamento circa 30 pazienti. I risultati sono sbalorditivi, con cadute del colesterolo ‘cattivo’ (LDL) che superano mediamente il 50% e arrivano al 70-80%. E la terapia è ben tollerata”. Il Centro Universitario Dislipidemie gode di prestigio internazionale sia per il gran numero di pubblicazioni che per le scoperte di enorme risonanza presso il pubblico (il prof. Sirtori è stato Presidente del Congresso Mondiale dell’Arteriosclerosi, il più importante Convegno del settore, con oltre 6.000 partecipanti, nel 2006 a Roma). Vanno ricordate le ricerche sui prodotti ad attività “nutraceutica”, provvisti cioè di significativo potenziale terapeutico in patologie metaboliche ad alto rischio di arteriosclerosi. Gli studi più noti hanno riguardato le proteine della soia (e la loro efficacia ipocolesterolemica), le fibre vegetali di origini diverse e proteine del lupino (con attività ipolipidemica ed ipotensiva).

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