L’infertilità primaria: quando agire e a chi rivolgersi

In Italia si ritiene che ogni anno 50.000-60.000 nuove coppie si aggiungano al piccolo esercito delle coppie infertili già esistenti.

07/apr/2011 10.20.13 Maria Esposito Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l'infertilità colpisce circa 80 milioni di persone nel mondo e che almeno una coppia su dieci soffre di infertilità primaria o secondaria. In Italia si ritiene che ogni anno 50.000-60.000 nuove coppie si aggiungano al piccolo esercito delle coppie infertili già esistenti.

 

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, In Italia circa il 15% delle coppie che provano ad avere un figlio non riesce ad averne. I ricercatori sostengono che questi dati siano in continua crescita, soprattutto nei paesi industrializzati. Molte possono essere i motivi scatenanti il forte incremento di casi di infertilità primaria. Tra questi, la ricerca di un figlio in età avanzata, quando le probabilità di concepire si abbassano notevolmente o anche il grande aumento di malattie a trasmissione sessuale, causa di infiammazioni che aumentano le probabilità di infertilità, sia maschile che femminile.

L'infertilità si definisce come l'incapacità di concepire un figlio dopo un certo periodo di rapporti sessuali non protetti.

Gran parte dei ginecologi ritiene che debba passare almeno un anno di rapporti non protetti prima di iniziare a parlare di infertilità, ma molto dipende dall'età della coppia e soprattutto della donna.

Sia nell'uomo che nella donna la fertilità raggiunge l'apice tra i 20 e i 25 anni, dopo questa età le cose procedono diversamente per i due sessi. La fertilità maschile è più stabile e tende a conservarsi col passare degli anni.

Invece nella donna la fertilità resta stabile fino ai 30 anni ma dopo questa età inizia a diminuire, con un primo netto calo sopra i 35 anni e un calo drastico dopo i 40.

Si parla di infertilità primaria (o primitiva) nel caso in cui la donna non abbia mai avuto una gravidanza; secondaria quando la donna, pur avendo già affrontato una gravidanza, ha difficoltà a restare nuovamente incinta.

Il primo problema per le coppie che decidono di ricorrere all’aiuto esterno è la ricerca di un buon medico: una coppia che ha bisogno di sostegno ha prima di tutto necessità di trovare una equipe medica che sappia seguirli, consigliarli e accompagnarli lungo un percorso talvolta lungo e difficile.


L’ideale sarebbe rivolgersi da subito ad un centro specializzato nella diagnosi e nella terapia dell’infertilità, dove la presenza di varie figure professionali complementari possa assistere la coppia ed accompagnarla lungo l’intero iter di analisi, terapia e cura.

Un presidio sanitario all’avanguardia, specializzato in Procreazione medicalmente assistita e ginecologia è il Centro Chemis. Punto di forza del centro partenopeo è un’equipe medica costituita da ginecologi, embriologi, ostetriche, andrologi, genetisti, psicologi, endocrinologi, dietologi pronti ad assistere i pazienti. Mission principale del Centro Chemis, nato grazie alla passione e l’impegno della ginecologa Stefania Iaccarino e la biologa Mirella Iaccarino, è la valutazione completa del potenziale di fertilità di coppia, colloqui ed esami specifici per ogni caso, pianificazione e realizzazione di un programma, avendo sempre cura degli aspetti emozionali, in un ambiente confortevole e rassicurante.

Per maggiori informazioni sui servizi offerti dal Centro: www.centrochemis.it

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl