Parte la ricostruzione in Giappone: a che prezzo?

Lo tsunami generato dal sisma ha causato tantissime perdite all'economia giapponese e solo adesso si iniziano a calcolare i danni e si pensa alle possibili soluzioni per riparare al disastro.

04/mag/2011 16.24.06 Sara Borsari Contatta l'autore

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Dopo il devastante terremoto che ha colpito il Giappone, nell'isola nipponica si pensa alla ricostruzione. Lo tsunami generato dal sisma ha causato tantissime perdite all'economia giapponese e solo adesso si iniziano a calcolare i danni e si pensa alle possibili soluzioni per riparare al disastro. Il Governo giapponese ha stanziato dei fondi per chi vuole ricostruire la propria casa o per chi non si può permettere un mutuo per ristrutturazione: fin'ora sono stati stanziati circa trenta miliardi di euro, un finanziamento destinato ad aumentare vista la gravità dei danni registrati nel post-terremoto. Una parte di questi fondi andrà per il risanamento delle infrastrutture pubbliche (scuole, uffici, ecc...), mentre un'altra sarà destinata alla creazione di alloggi provvisori. A tutto questo si dovranno aggiungere gli stanziamenti per liberare il territorio dalle macerie; a questo proposito il Governo giapponese ha deciso di incaricare alcuni pescatori di Miyagi per la pulizia dei detriti depositati sulle coste: questi pescatori, ormai disoccupati, sperano di poter tornare presto al proprio lavoro, ma non sarà possibile finché non verranno ripuliti i porti dalle numerose macerie che si trovano nella zona. Lo tsunami ha spazzato via tutte le attività legate all'agricoltura e alla pesca, che non riprenderanno per molti anni, quindi si tratta di un'opportunità per impiegare le persone in modo utile e duraturo. Alcuni di questi pescatori hanno lamentato una paga troppo bassa per un lavoro così impegnativo (circa 150 dollari al giorno) e per il costo della vita assai caro in Giappone. Ma tutto questo, unito agli alti livelli di radioattività registrati nelle acque giapponesi, non fa ben sperare sulle sorti di questo antico mestiere.

 

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