DONNE PIÙ BELLE CON LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE

06/mag/2011 10.45.06 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Migliora la pelle, la linea e l’immagine: è la pillola anticoncezionale, sempre più apprezzata soprattutto per i suoi effetti estetici. Il 68% di chi sceglie questo contraccettivo si considera fisicamente più bella di prima, il 75% si sente più sicura di sé e 9 su 10 promuovono il proprio aspetto con una sufficienza piena (il 62% fra chi non la usa). Insomma, le donne del nostro Paese si amano: lo rivela il sondaggio condotto dalla Società Italiana della Contraccezione (SIC) fra 600 under 30 intervistate a Milano, Roma e Firenze, presentato oggi al Congresso Nazionale di Siena. L’indagine punta l’attenzione sui benefici aggiuntivi di questo metodo, caratteristica che il 65% delle donne considera prioritaria. “Questi vantaggi si evidenziano al meglio nelle pillole a base di drospirenone, le più utilizzate al mondo (oltre 10 milioni di persone) e dalle italiane (700.000) – commenta il prof. Vincenzo De Leo, presidente del Congresso e ginecologo dell’Università di Siena -. In particolare, questo progestinico è il preferito dalle nuove utilizzatrici (56%)”. Fra i suoi effetti più peculiari vi è il controllo del peso, il grande timore che preoccupa l’85% delle donne che non vogliono assumere la pillola. “Un importante studio internazionale condotto su 12.200 persone ha dimostrato come il 70% di chi è passata a questa formulazione da un’altra sia addirittura dimagrita – spiega la prof.ssa Anna Maria Paoletti , ginecologa dell’Università di Cagliari -. Il drospirenone possiede infatti la capacità unica di antagonizzare gli ormoni mineralcorticoidi prodotti dal surrene, contrasta quindi la ritenzione idrica riuscendo ad ottenere un calo medio di 1,7 kg dopo 6 mesi di assunzione”. Gli oltre 350 esperti riuniti al Congresso annuale della Società Italiana di Contraccezione accolgono con favore questi nuovi dati, consapevoli che spesso “ciò che più preoccupa le donne è l’effetto della pillola sull’aspetto – afferma il prof. Francesco Maria Primiero dell’Università “La Sapienza” di Roma -. Chi la assume, quando la scelta è ben calibrata, ottiene benefici evidenti anche sul piano psico-fisico. Le donne ormai lo sanno e li desiderano, chiedendo al loro ginecologo di individuare la soluzione più adatta. La possibilità di avere a disposizione più formulazioni, capaci di offrire benefici extracontraccettivi, rappresenta quindi un’arma fondamentale nelle nostre mani per migliorare il livello di benessere e salute complessiva”. Dal sondaggio, condotto ad aprile 2011, si ricava come il 69% di chi usa altri metodi non sia del tutto soddisfatto: il 78% crede che la pillola potrebbe migliorare la propria vita sessuale ma il 59% teme una ricaduta negativa sul fisico. Paure smentite da chi invece già ha scelto la contraccezione ormonale, soddisfatta nell’85% dei casi.

Il tasso di utilizzo della pillola contraccettiva in Italia è fermo da anni, oggi siamo al 16,2%, meno della metà rispetto a Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia e Germania. “I numeri ci dicono che, in un contesto di diffidenza riguardo agli estroprogestinici, quando le donne ne provano in prima persona i vantaggi tendono a continuarli e ad utilizzarli – dichiara il prof. De Leo -. Siamo convinti che alla radice dei pregiudizi vi sia una scarsa conoscenza che talvolta anche gli stessi medici contribuiscono ad alimentare. L’obiettivo della SIC e di questo congresso, dal titolo “Una scelta terapeutica e contraccettiva nelle varie età della donna” è migliorare il livello di consapevolezza sulle opzioni oggi disponibili e sull’importanza di un counselling personalizzato sulle singole esigenze”. Sicurezza e pochi effetti collaterali sono le due caratteristiche fondamentali che un buon contraccettivo deve possedere (rispettivamente per il 93% e il 71% delle intervistate), il costo pesa appena per il 3% mentre la tipologia di assunzione, senza interruzione, conta per il 12%. “La formulazione a 28 giorni, 24 pillole attive più 4 placebo, consente una minore fluttuazione ormonale e l’assunzione del drospirenone per tre giorni aggiuntivi ne amplifica i benefici – aggiunge la prof.ssa Paoletti -. Non da ultimo, l’assenza di pausa riduce il rischio di dimenticanze od errori e migliora la compliance”. Il 95% delle 12.200 donne coinvolte nello studio presentato al Congresso si è dichiarata soddisfatta di questa pillola e l’83% la raccomanderebbe ad un’amica. “Spesso il parere di una compagna di scuola o una collega è determinante – commenta il prof. Primiero, la scelta dell’anticoncezionale è infatti in genere autonoma, solo il 15% la delega al ginecologo. Il rapporto con il medico, in questa sfera così intima ma così importante per la salute della donna va però recuperato. Basti pensare che appena il 27% delle non utilizzatrici ha approfondito i suoi dubbi o pregiudizi con uno specialista. Ma la scelta giusta – conclude - significa più benessere nell’immediato, protezione da gravidanze indesiderate, cura e salvaguardia dell’apparato riproduttivo nel lungo periodo”.
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