Fecondazione in vitro: la terapia del sorriso aumenta le possibilità di successo

19/mag/2011 10.04.01 Maria Esposito Contatta l'autore

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Una ricerca condotta su un campione di 200 donne dimostrerebbe che le possibilità di riuscita dell’intervento sono più del doppio se le pazienti sono sottoposte ad una terapia del sorriso, nei 15 minuti successivi al trattamento. I motivi? Diminuzione dello stress e benessere psicofisico.

Negli ultimi anni si è sempre più affermata la convinzione che la terapia del sorriso, basata sugli effetti positivi psicologici e biologici del riso, possa essere un valido aiuto alla medicina tradizionale.

Fermamente convinto dell’importanza del riso come terapia curativa è il responsabile della ricerca, il professor Shevach Friedler, esperto in trattamenti per la fertilità: ha infatti monitorato i progressi di più di 200 donne sottoposte a fecondazione nella sua clinica in Israele. Dopo il trattamento in vitro, la metà delle pazienti è stata “curata” con le performance comiche del medico.

I risultati sono stati più che soddisfacenti: il 36,4% delle donne che hanno sperimentato la risata curativa sono rimaste incinte, mentre solo il 20% delle signore trattate in modo tradizionale hanno concepito.

La tecnica Fivet (fertilizzazione in vitro con embryo transfer) ha un principio relativamente semplice: si tratta di fecondare in vitro un ovulo estratto dalle tube della paziente con uno spermatozoo sano, per poi reimpiantare l'embrione così ottenuto nell'utero della donna entro 72 ore. Le possibilità di gravidanza sono pari al 18% dei cicli ovulatori femminili: tre quarti di queste gravidanze arrivano al parto.

Il biologo ed embriologo inglese Robert Edwards, vincitore del premio Nobel per la medicina nel 2010, insieme al ginecologo Patrick Steptoe, sono stati i pionieri di questa tecnica che dal '78 a oggi ha permesso la nascita di almeno quattro milioni di bambini in tutto il mondo, dando una nuova speranza a milioni di coppie infertili.

Nel 2008, sono stati ben 10.212 i bambini nati nel nostro Paese grazie alla fecondazione assistita.

Quando si lavora nel rispetto dell’individuo, per aiutare l’incontro delle cellule di un uomo e una donna, che vivono fianco a fianco, condividendo sentimenti e paure, la fecondazione artificiale non esiste, perché è sempre la natura a decidere se può nascere un figlio.”

Queste le parole della ginecologa Stefania Iaccarino, responsabile, insieme alla biologa Mirella Iaccarino, del Centro Chemis, presidio sanitario specializzato in Procreazione medicalmente assistita e ginecologia.

Punto di forza del centro partenopeo è un’equipe medica di specialisti nazionali e internazionali.

Mission principale del Centro Chemis è la valutazione completa del potenziale di fertilità di coppia, colloqui ed esami specifici per ogni caso, pianificazione e realizzazione di un programma ad hoc, avendo sempre cura degli aspetti emozionali, in un ambiente confortevole e rassicurante.

Per maggiori informazioni sul centro o per prenotare una visita: www.centrofecondazioneassistita.it

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