La Corte Ospitale: Mamadou Dioume "Scontro di negro contro cani II"

24/gen/2003 19.11.09 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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La Corte Ospitale

produzione, promozione, formazione, ricerca per il teatro

 

L'Ospitale 2002-2003

 

 

 

mercoledì 22 gennaio 2002, ore 21

L'Ospitale, via Fontana 2 Rubiera RE

  

 

 

Scontro di negro contro cani II

esito dell'Atelier diretto da Mamadou Dioume

 

direzione artistica e regia Mamadou Dioume

 

training e collaborazione artistica Massimo Giudici, Marco Giachino

con Massimo Giudici, Giorgio Carugno, Marco Giachino, Matteo Carlomagno, Edoardo La Scala, Francesca Ciocchetti, Max Fanelli

e con gli allievi dell'Atelier delle Arti

musica e suoni Giulio Berutto scenografia Marco Giachino

video e foto Matteo Carlomagno, Edoardo La Scala organizzazione Max Fanelli

 

Compagnia Atelier

 

 

 

Mi capita talvolta di dirmi, mentre sto con una persona che in niente ma proprio in niente fuor che nel fatto di mangiare, dormire e camminare, assomiglia ad un'altra persona: e se le presentassi fra di loro, cosa accadrebbe? Nella realtà non accadrebbe certamente niente; i cani, sì, loro accettano senza problemi ogni persona senza mostrare disagio di fronte alla diversità. Per gli uomini non è così, e ci vogliono condizioni, fatti o luoghi particolari per costringerli a guardarsi e a comunicare; la guerra, penso, o la prigione; oppure, sicuro, un palcoscenico. Bernard-Marie Koltés

 

    Torna a L'Ospitale di Rubiera (RE), mercoledì 22 gennaio alle ore 21, Mamadou Dioume, maestro cresciuto alla scuola di Peter Brook, memorabile interprete del Mahabharata, che presenterà la seconda prova aperta del percorso di esplorazione intorno a Scontro di negro contro cani di B. M. Koltès, che ha condotto e diretto con la Compagnia Atelier e con i partecipanti al secondo atelier tenuto con la compagnia, iniziato il 13 gennaio scorso (il prossimo atelier si terrà ad aprile 2003, per informazioni e iscrizioni La Corte Ospitale  tel 0522 621133).

     Una lezione spettacolo che nello svelare i linguaggi e le tecniche di espressione scenica, mostra la sapienza del maestro nell'indagare la drammaturgia di Koltès in ogni sua piega, chiedendo corpo e voce a ciascuna delle parole scritte e a quelle che nel testo restano nascoste nel bianco fra una riga e l'altra, ai suoni come ai silenzi, indicando una direzione che gli allievi fanno immediatamente propria con attenzione, cura, concentrazione.

    Un paese dell'Africa occidentale, tra il Senegal e la Nigeria. Un cantiere di opere pubbliche di una impresa francese. Un cielo vuoto sovrasta la no man’s land. Un operaio giornaliero è stato ucciso. Alboury, un nero misterioso, si è introdotto nel campo e reclama il corpo, svanito, del fratello. Un cane abbaia in lontananza, le guardie sulle torrette si richiamano lanciando grida. Il cantiere sta per chiudersi; Horn, capocantiere, lascerà presto l'Africa e inizia la trattativa per il cadavere. Un fiume di fango scorre sotto un ponte incompiuto. Cal, ingegnere, cerca disperato il suo cane. Per gli ultimi fuochi d'artificio Horn voleva una donna che potesse vederli: arriva Leone...e il vento alza una polvere rossa.

    "Incontro - scontro. Ci piace usare queste due parole - scrive la Compagnia Atelier - per dare una definizione di quello che ci proponiamo quale percorso di lavoro. Ritroviamo inoltre in esse un filo rosso che unisce la nostra storia sia individuale sia collettiva. Proprio gli incontri (e gli scontri) tra individui sono stati e sono tuttora la linfa vitale della crescita e dello sviluppo della fitta rete di scambi creativi che hanno caratterizzato il rinnovamento del lavoro dell'attore e dell'arte teatrale negli ultimi cinquanta anni. Ma ora è necessario guardarsi intorno e interrogarsi nuovamente sul senso del fare teatro oggi".

    "Non crediamo nelle risposte assolute in questo senso; crediamo, al contrario, nella ricerca di un teatro che nella pratica concreta e nel lavoro personale e collettivo trovi il proprio spazio ed il proprio senso rispetto alla realtà circostante, attingendo alla fonte del profondo bagaglio, delle proprie origini ed alle energie delle persone che con esso si confrontano".

    "Ancora una volta torna alla ribalta l'immagine dell'incontro/scontro quando scegliamo di lavorare su un testo quale Combat de negre et de chiens (Scontro di negro contro cani) di Bernard-Marie Koltés. Dietro il lavoro di questa persona sentiamo nascondersi qualcosa di profondo e di universale che in questo momento fortemente ci attira quale territorio di indagine per una creazione spettacolare. Inoltre la sensazione che Koltés sia il primo anello di un'invisibile catena che termina all'altra estremità con Shakespeare, ci porta a considerare questa esperienza quale un piccolo cerchio concentrico che, allargandosi verso uno più grande, ci avvicina a King Lear. Proprio la suggestione di un Lear cieco (?!) e folle (?!) che, insieme con il suo Buffone, si aggira per le strade e le piazze di una nostra moderna ipotetica qualunque città, ci è sembrata un'immagine adatta ad illustrare una metafora illuminante del percorso da intraprendere. Perché teatro, oggi? Come teatro, oggi? Dove teatro, oggi?"

Posto unico 5,00€; ridotto 4,00€ (possessori Card, fino a 25 anni, oltre 60 anni, studenti Università di Reggio Emilia e Modena). Sconto di 1,00€ ai possessori di Ring Card.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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