Codere contro la legge del gioco

Il progetto di legge che sta transitando in Parlamento non può approvare le tesi di coloro che, incorrendo nel vigente reato di contrabbando, offrono illegalmente giochi on line dalle loro sedi in Gibilterra, non pagano le tasse in Spagna e non generano né ricchezza né occupazione".

Luoghi Italy, France, Spain, Gibraltar
Organizzazioni National Gaming Commission
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24/mag/2011 18.05.20 giocoonline Contatta l'autore

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Spagna. Alle battute finali il nuovo Gambling Act. L’avvio dei lavori parlamentari sulla nuova legge del gioco ha riaperto gli scontri tra le aziende di gioco tradizionale (bingo e casinò) e gli operatori interessati al mercato dell'online. Per raggiungere il consenso necessario, l’Esecutivo avrebbe accettato la possibilità di rilasciare le licenze agli operatori senza indire una procedura di selezione, ma mediante la semplice concessione di licenze amministrative. In un primo momento, il Governo aveva paventato la possibilità di aprire un bando di gara con un numero limitato di licenze: una possibilità che ha suscitato numerose critiche da parte degli operatori.


Successivamente si è pensato di ampliare il numero delle licenze da 35 a 50. In ultima istanza il Governo ha optato per il rilascio delle licenze dando vita alla National Gaming Commission, nuovo ente regolatore, che dovrebbe esser composto da sette amministratori, e che avrà il compito di verificare i requisiti degli operatori. L’istituzione del nuovo ente di regolamentazione non trova, però, ampi consensi.


Il Gruppo Codere, infatti, ha commentato negativamente gli emendamenti presentati da alcuni gruppi parlamentari: “E' inaccettabile che vengano presentati emendamenti che apparentemente sembrano essere a tutela del consumatore, e in realtà vengono presentati per difendere gli interessi delle imprese che operano dai paradisi fiscali e che hanno palesemente violato la legge spagnola, i trattati europei e defraudato le casse dello Stato, sfuggendo alle tasse imposte nel nostro Paese. Il progetto di legge che sta transitando in Parlamento non può approvare le tesi di coloro che, incorrendo nel vigente reato di contrabbando, offrono illegalmente giochi on line dalle loro sedi in Gibilterra, non pagano le tasse in Spagna e non generano né ricchezza né occupazione”. L'intero settore dei giochi spagnoli sostiene gli emendamenti presentati dalla maggioranza dei gruppi parlamentari come BNG, CiU, PP, PNV, IU. In queste proposte si individua la necessità di non far corpo comune con quegli operatori che hanno sempre operato slealmente e che ora accederebbero al mercato legale in maniera avvantaggiata rispetto agli altri attori nazionali. Per questo essi chiede: la cessazione delle loro attività; l'eliminazione dei loro database; l'obbligo di porre una sede in Spagna con attrezzature e server; la regolarizzazione fiscale.


Queste misure permetterebbero di evitare la creazione di una posizione dominante basata sull'evasione fiscale e sulla pubblicità illecita.

“Gli utenti spagnoli - continuano da Codere - non possono accettare che la loro tutela in materie come la lotta alla frode, il riciclaggio di soldi sporchi e i controlli necessari per prevenire il gioco eccessivo, siano possibili con le norme legislative esistenti a Gibilterra. Non possiamo accettare che i futuri operatori di giochi on line in Spagna possano avere le loro attrezzature a Gibilterra, sfuggendo ogni controllo spagnolo. Non escludiamo effetti penali per i reati collegati a queste attività, come quanto già stabilito da Italia, Francia e Regno Unito”.

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