La replica dei Consorzi di Bonifica alle proposte fatte dalle Province alla Regione Toscana

02/giu/2011 16.04.53 etaoin media & comunicazione Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

(con preghiera di pubblicazione e diffusione)

 

La replica dei Consorzi di Bonifica

in merito alle proposte fatte dalle Province alla Regione Toscana

La risposta dell’Urbat al documento presentato dagli enti provinciali

 

Firenze, 2 giugno 2011 - Le province della Toscana  chiedono  alla Regione, fra i vari punti, il superamento dei Consorzi di Bonifica e l’attribuzione delle loro funzioni, compresa la distribuzione dell’acqua agli  agricoltori. La motivazione che presentano è quella di superare “le attuali dispersioni di competenze, eliminando i costi degli organismi elettivi e riducendo al minimo i costi delle strutture amministrative”.

«Va detto con nettezza - spiega Fortunato Angelini, presidente dell’Urbat (Unione regionale dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione della Toscana) - che il costo degli amministratori rappresenta lo 0,50% del bilancio dei Consorzi, in quanto solamente il presidente riceve un’indennità pari a un sindaco di 10.000 abitanti (e il vicepresidente pari al 25% del presidente), mentre tutti i componenti dei consigli sono volontari. La richiesta di superare gli organi elettivi dei Consorzi e di ridurre gli apparati amministrativi è dunque quanto mai  anomala, anche perché le Province sono l’organo di controllo sugli atti amministrativi dei Consorzi di Bonifica e non hanno mai sollevato rilievi in tal senso. Per quanto riguarda gli impiegati amministrativi, l’attuale organico dei 13 Consorzi di Bonifica (e non “circa 40” come riportato nel documento dalle province) è di 450 dipendenti, molto meno di una sola amministrazione provinciale. Siamo sconcertati dalle affermazioni contenute nel documento, sui costi e sulle dispersioni di competenze. Come Consorzi vogliamo parlare di sicurezza idrogeologica, di stabilità e monitoraggio dei movimenti franosi, d’innovazione tecnologica, di cosa fare per gestire al meglio gli effetti dei cambiamenti climatici in corso, di innovazione e  modernità della bonifica. Chiediamo una riforma che persegua questi obbiettivi, puntando a procedure snelle,  innovazione, trasparenza, chiarezza nelle competenze, semplificazione e risorse finanziarie adeguate».

 

Grazie per l'attenzione e a presto,

 

 

etaoin media & comunicazione

Ufficio stampa Urbat

www.etaoin.it

 

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