13.500 persone perderanno il lavoro a causa dell’abrogazione della modifica dell’art. 239 del Codice della Proprietà Industriale

14/giu/2011 12.14.26 Giuffrida Bragadin Contatta l'autore

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Grande sit-in di protesta oggi 14 giugno 2011 alle ore 10:00
davanti all’ingresso di Pitti Uomo Firenze nel giorno dell’apertura

3.000 lavoratori di 700 aziende italiane si radunano oggi 14 giugno 2011 di fronte all’ingresso di Pitti Uomo a Firenze, Piazza Bambine e Bambini di Beslan, alle ore 10:00 per protestare contro la possibile abrogazione della modifica dell’articolo 239 del Codice della Proprietà Industriale (modificato D.L. n.70/11 art.8 comma 10).

Il risultato sarebbe un gravissimo danno per la nostra economia, per un intero comparto produttivo del Made in Italy che ha una filiera tutta italiana ed, in definitiva per la libera concorrenza, la tutela dei consumatori e quella di tante piccole medie imprese operanti nel settore del design.

Un grande punto interrogativo: questo il simbolo della protesta, stampato sulle magliette e sui grandi striscioni dei manifestanti, a rappresentare l’incognita rispetto al futuro che li attende, richiamando l’attenzione ad un procedimento importante che sarà valutato proprio in data 15 giugno 2011 dalla V e VI Commissione della Camera dei Deputati relativo alla conversione del D.L.n.70 del 2011.
L’articolo valorizza ancora di più il Made in Italy, rafforzando la protezione del Design industriale registrato e l’auspicio è quello che non venga modificato in sede di conversione del Decreto.

Le imprese che oggi protestano realizzano prodotti fabbricati in Italia con dipendenti italiani, fornitori italiani e materie prime italiane. Nascono per ridare vita ai capolavori che hanno fatto la storia dell’arredamento e per offrire ai consumatori un’ampia e completa raccolta di mobili disegnati dai grandi maestri del passato. Queste realtà investono in ricerca e innovazione, con certificazioni “ISO” e “100% Made in Italy”, esportano le loro produzioni tramite un canale distributivo di altissimo livello. Sostengono la tutela del design, intesa come protezione di oggetti di nuova concezione progettati da designer contemporanei.

Dalla loro posizione si fanno promotori molteplici associazioni di impresa (CNA, Confapi e Confartigianato Nazionali, Confindustria di Firenze, Arezzo, Pisa, Siena), Sindacati e centinaia di Enti Pubblici Territoriali.

Per questo le aziende del Consorzio Origini, che riunisce i produttori di arredamento, scendono in piazza per dire no al monopolio delle grandi multinazionali ed a difendere milioni di posti di lavoro: con l’abrogazione della modifica di questo articolo di legge 13.500 persone rischiano infatti la disoccupazione.

In un momento storico così cruciale nel quale è più che mai fondamentale valorizzare l’occupazione, il Consorzio Origini chiama tutti a porre l’attenzione verso questa questione che non coinvolge unicamente le 700 aziende consorziate da 950 milioni di fatturato ma, nell’attuale panorama economico, rappresenta una sconfitta per l’intera industria italiana.

Chiedono pertanto che, in sede di conversione del D.L. n. 70 del 2011 per la modifica dell’art. 239 CPI sancita dall’art. 8 comma 10 del Decreto Sviluppo sia mantenuta ferma la proposta del Governo in modo da garantire la legittima continuazione dell’attività di un intero comparto produttivo dell’economia nazionale.

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