Diete dimagranti e psicologia

15/giu/2011 17.03.22 Diete dimagranti Contatta l'autore

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Diete dimagranti e psicologia

Ingrasso perché  ho un metabolismo lento; ingrasso perché non so seguire una dieta con costanza; ingrasso perché sono troppo goloso,non mi piace seguire le diete dimagranti.

È con delle motivazioni come questi che di solito cerchiamo di spiegare la nostra tendenza a prendere peso.

In realtà queste sono maschere sotto le quali si nascondono delle verità a cui facciamo fatica ad arrenderci.

Ingrassare è prima di tutto una questione di testa.

Solo il 15% di chi è in sovrappeso hanno ereditato una tendenza genetica grasso e l'incostanza nelle diete o la golosità fanno certo parte del problema, ma non ne so nel cuore.

Noi mettiamo su chili di troppo perché utilizziamo il cibo come un riempitivo, un tappabuchi, un surrogato con cui colmare vuote incertezze e insoddisfazione.

Anna Maria, una donna di quarant'anni, mi scrive una lettera emozionante e bellissima, che sintetizza in poche parole la sua sofferenza.

Io non sono contenta, vivo una vita in cui non mi sento appagata, non so da quanto tempo rido di cuore e neppure mi diverto.

Magari rido per gli altri, ma è solo una maschera che indosso: e niente mi prende per davvero...

L'unico rifugio che mi rimane è il cibo.

Solo lì trovò soddisfazione.

È amaro dirlo, ma è così.

Nel momento in cui la nostra esistenza perde il suo gusto, quando viviamo senza gioia o quando siamo  in preda dell'insicurezza, della disistima, della carenza affettiva, ricordiamo  che il cibo, una droga facile, sempre pronta, lecita e di sicura e effetto.

Non ci sono forse baci di cioccolato più dolci addirittura di quelli della mamma?

Sì, il cibo ha un potere enorme, ci dà risposte, tranquillità, fiducia, sicurezza, coraggio.

Ma sono a pagamenti di breve durata arriva sempre un momento in cui esso stesso diventa il problema.

Saturare lo stomaco anziché saziare il nostro bisogno di piacere, emozione, creatività significa percorrere una spirale pericolosa da cui non è facile uscire:

non vi piaccio, o non sono felice, allora cerco di anestetizzarmi mangiando, ma così ingrasso e mi piaccio ancora meno e sono più infelici, dunque maggio sempre di più.

È a questo punto che entro il gioco dell'ossessione della dieta.

Del ingrassare convive con una voce interiore che gli ripete "oggi mi devo  tenere a freno, mangio solo un secondo, salta il primo ecc…

Una voce punitiva che ci giudica e non può che registrare, giorno dopo giorno, il nostro fallimento:

i buoni propositi vengono disattesi, quotidianamente cediamo alla trasgressione (il gelato, il cioccolatino), come se c'è di ribellarsi ma questa voce che vuole dominare le nostre scelte alimentari.

Così il circolo vizioso è compiuto:

la voce ci mette sull'avviso, noi falliamo, le ci giudica e la lotta interiore continua.

Sterile, inutile frustrante.

Per tutte le diete dimagranti vi consiglio il link appena scritto in cui potrete seguire le giuste dritte per

dimagrire ed in cui ci sono anche aspetti molto utili per quanto riguarda anche il lato psicologico.

Un saluto

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