Il copia-incolla miete vittime tra gli illustri

16/giu/2011 10.49.41 ERAI Italia Contatta l'autore

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A marzo, il celebre ministro della difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg è stato accusato di aver copiato ben il 64% della sua tesi di dottorato. Pochi mesi dopo, il 12 maggio, la vice-presidente del parlamento europeo, Silvana Koch-Mehrin, rinuncia per la stessa ragione ai suoi numerosi incarichi in politica: contro di lei l'accusa di aver copiato il 32% della sua tesi di laurea.

Pochi giorni fa, anche la laurea del Commissario europeo Johannes Hahn è stata messa in causa, dopo che son stati scoperti 76 casi di “copia-incolla” nella sua tesi di dottorato del 1987.

L’Italia non è certo estranea al fenomeno. Anzi. L’ultimo caso vede come protagonista una  neo-laureata in medicina dell’Università di Cagliari che ha copiato di sana pianta la sua tesi di laurea, presentata nel 2003, da una tesi di specializzazione discussa presso la stessa facoltà, nel 1998. La neo-dottoressa si era preoccupata di cambiare solamente qualche passaggio qua e là. All’epoca, nessuno si accorse della tesi “clonata” e la studentessa copiona si laureo’ .

Di fronte ai sempre più numerosi casi di tesi “fotocopiate”, ora anche la Corte di Cassazione italiana si è pronunciata contro il copia-incolla, sottolineando anche come le nuove tecnologie abbiano alimentato il fenomeno del plagio.  In particolare, nella sentenza si legge che:

 “La redazione di una tesi di laurea contenente la mera trasposizione grafica di altri elaborati di diverso autore con alcune correzioni e l’aggiunta di minimi elementi di novità, senza alcun frutto di personale elaborazione o, comunque, di valutazione critica della fonte utilizzata, configura il reato punito dalla legge 475 del 1925″.

Il copia-incolla infatti, non solo viola il dirtitto d’autore, ma rappresenta anche una seria minaccia per la qualità dei diplomi rilasciati dalle Università, che non essendo più autentici, personali, non rispecchiano più le reali competenze del futuro dottore.

Ed infatti, molti istituti italiani si stanno armando di un software di rilevamento delle similitudini, Compilatio.net, per cercare di preservare e proteggere il valore dei loro diplomi, come gli atenei di Urbino, di Venezia (Ca’Foscari) o di Trento e alcune Facoltà di Milano Bicocca, Firenze e la IULM.

Alcuni di queste Università, poi, non si sono accontentate di fornire ai docenti un account per analizzare le tesi dei loro studenti, ma hanno voluto integrare questi ultimi nel processo di prevenzione al plagio. Alla Ca’Foscari di Venezia, per esempio, ogni studente ha anch’egli un account che gli permette di utilizzare un altro software, Studium, ideato per aiutare gli studenti nella redazione delle bibliografie e delle citazioni nei loro lavori.

Sì perché si sa: prevenire è meglio che curare.

 

Contatti: 
Elena CAVALLERA - elena@compilatio.net
Responsabile del mercato italiano
COMPILATIO.NET, leader italiano della prevenzione al plagio,

COMPILATIO SAS
276 Rue du Mont-Blanc - 74540 Saint Felix- Francia
tel : +33(0)4.57.41.01.28 - fax : +33(0)4.57.41.01.29

 

 

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