La crioconservazione degli ovociti

16/giu/2011 17.01.20 Giannina Initi Contatta l'autore

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Nelle tecniche di fecondazione assistita rientra la crioconservazione degli ovociti, per le donne che desiderano conservare la propria fertilità

 

Le tecniche di crioconservazione di ovociti nel campo della fecondazione assistita  sono in continuo progresso: le migliori qualità degli ovociti post-scongelati evidenziano la capacità delle nuove tecniche di minimizzare gli eventuali danni che potrebbero verificarsi durante la fase di congelamento degli stessi.

 

La tecnica di crioconservazione dei propri ovociti è particolarmente utile per le donne che devono sottoporsi ad un trattamento chemio o radio terapico. Le terapie antitumorali infatti causano purtroppo la distruzione di una porzione molto consistente del patrimonio germinale. Le donne possono quindi decidere di crioconservare gli ovociti o il tessuto ovarico prima di sottoporsi al trattamento, preservando così il loro potenziale riproduttivo.

 

Recenti studi hanno inoltre dimostrato che anche la crioconservazione di ovociti immaturi può rappresentare un’altra possibile strategia per salvaguardare la possibilità di una paziente di ricorrere successivamente alla fecondazione assistita. Come spesso accade, infatti, soprattutto per i pazienti sottoposti a cure terapeutiche, non sempre c’è la possibilità di attendere la maturazione ovocitaria o di ricorrere a stimolazione ovarica, proprio per questo potrebbe risultare un’alternativa valida quella di crioconservare ovociti immaturi. Quest’ultimi, infatti, potrebbero essere sottoposti a successiva maturazione in vitro e, come dimostrato da studi effettuati, i risultati ottenuti sono promettenti in termini di qualità e efficienza.

 

Esistono due metodi per la crioconservazione degli ovociti: il metodo più utilizzato è il “Sistema Chiuso” in cui gli ovociti vengono immersi in azoto liquido protetti da un sottile film di polipropilene trasparente, l’altro metodo è definito “Sistema Aperto” e prevede l’immersione di ovociti protetti da una “pellicola” di soluzione crioprotettiva direttamente in azoto.

 

Il metodo di crioconservazione “Sistema Chiuso” è stato testato anche su ovociti immaturi che, una volta scongelati, hanno dimostrato un tasso di fertilizzazione anche superiore a quello degli ovociti maturi.

 

Disporre di una riserva ovocitaria rappresenta quindi una possibilità importante da considerare ed interessante anche per l’ambito della donazione. Attualmente, infatti, il numero di donatrici è aumentato è la possibilità di banche di ovociti maturi e/o immaturi rappresenta il futuro della fecondazione in vitro. 

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