Anche le province tirano la cinghia

Gli italiani si trovano sempre più spesso a fare i conti con l'aumento del costo della vita.

Luoghi Carrara, Brescia, Rimini, Massa
Organizzazioni qualche esempio nel
Argomenti music, commerce, physiology

20/giu/2011 22.15.05 Sara Borsari Contatta l'autore

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Gli italiani si trovano sempre più spesso a fare i conti con l’aumento del costo della vita. Se però non stupisce il lievitare dei prezzi nelle città più grandi, è degno di interesse il fatto che anche le più piccole diano del filo da torcere alle finanze dei loro abitanti.

Una recente indagine che considera il rapporto tra il reddito dei contribuenti e il costo della vita nella zona di riferimento testimonia come siano proprio le città piccole ad avere il maggior numero di residenti con reddito inferiore al limite della povertà locale. Le città che figurano al top negativo della classifica sono Rimini, Massa, Brescia. Scendendo nella classifica si incontrano anche centri come Verbania, Carrara o Biella. Proprio in quest’ultima città, la soglia di povertà locale è di 11.111 euro: coloro che si pongono al di sotto di questo limite, il 15,7% della popolazione, è dunque a rischio povertà. A incidere è sicuramente il costo della vita: per farsene un’idea, basta fare una semplice ricerca sul web, iniziando magari dal cercare le case a Biella.

Stesso discorso per un’altra città stavolta dell’Italia centrale: Teramo. Questo capoluogo risulta infatti ultimo quanto a qualità della vita in una ricerca che prende in considerazione variabili come ecosistema urbano, infrastrutture, cultura e ricchezza. Anche per questa città, si potrebbe cercare qualche esempio nel web, digitando ad esempio “case a Teramo”: un modo per avere più informazioni non solo sulla vita nelle altre città, ma, per confronto, anche sulla propria.

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