Charles de Foucauld beatificato il 13 novembre

scrittrice Maria Di Lorenzo che a fratel Charles ha dedicato forse le pagine

07/nov/2005 18.50.55 Catholic Press Service Contatta l'autore

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Charles de Foucauld beato il prossimo 13 novembre

Il 29 ottobre scorso è andato in scena all’Auditorium S. Pio X di  Treviso uno spettacolo di parole e musica su testi di Charles de Foucauld dal titolo “Non si amerà mai abbastanza”. A vederlo insieme a noi c’era la scrittrice Maria Di Lorenzo che a fratel Charles ha dedicato forse le pagine più belle del suo ultimo libro Una scorciatoia per il cielo (Gribaudi Editore). A lei abbiamo rivolto alcune domande a pochi giorni dalla beatificazione di De Foucauld in Piazza San Pietro, per cercare di capire e di decifrare il mistero di una figura così affascinante e così moderna. 

 

D. – Charles de Foucauld non ha avuto seguaci in vita, come mai secondo lei riscuote tanto interesse dopo la sua morte al punto da ispirare numerose congregazioni religiose che a lui si richiamano sotto varie forme di vita? 

 

R. – Penso che con lui si sia veramente realizzato quanto dice il Vangelo a proposito del chicco di grano che deve morire e tornare alla terra per poter dare il suo frutto…Così è stato per lui. La sua vita è stata un po’ come un seme piantato nel deserto, sotto la sabbia, che alla fine ha dato i suoi frutti, e sono stati frutti davvero abbondanti, copiosi. Questa beatificazione, ormai imminente, è il coronamento, se non proprio l’ultimo atto, di questo graduale processo di svelamento.

 

D. – Ci parli un po’ di questo processo, che ci risulta  essere stato una vera corsa ad ostacoli, con tante improvvise difficoltà e impedimenti… Non è stato così?

 

R.- Charles de Foucauld non ebbe seguaci in vita, ma in compenso, da morto, molti detrattori. fu accusato a più riprese di essere stato una spia, un nazionalista, finanche un omosessuale: sospetti infamanti e senza fondamento che però hanno ostacolato e ritardato il suo processo di beatificazione. Una volta poi accertata la sua santità   e fissata la data di beatificazione per lo scorso mese di maggio, c'è stato un ulteriore rinvio per via dell'improvvisa dipartita del sommo Pontefice Giovanni Paolo II. Ma adesso finalmente egli può essere chiamato Beato.

 

D. – Cosa ha ostacolato secondo lei maggiormente il riconoscimento della sua santità?

R. – Mah, probabilmente le stesse cose che a mio avviso lo rendono così affascinante e così moderno, così vicino al cuore e alle attese degli uomini e delle donne del nostro tempo. Quella sua vita così turbolenta prima dell’incontro con Dio, quella giovinezza bruciata in mille esperienze, senza un baricentro spirituale, davvero una vita atipica, con improvvisi ed eclatanti colpi di scena da farla assomigliare più alla trama di un film o di un romanzo di avventura che all’agiografia di un “santino” perfetto da mettere in una nicchia.

D. – Chi fu veramente Charles de Foucauld?

R.- Fu un ufficiale dell'esercito francese,cinico e gaudente, un coraggioso esploratore d'Africa, affascinato dai deserti, un convertito, monaco e missionario, fratello universale in terra musulmana. Fu un grande cercatore di Dio, teso fino allo spasimo alla scoperta di ciò che è veramente essenziale nella vita: quando lo trovò, abbandonò tutto per darsi al Tutto.  

D. – E’ un fatto forse unico e comunque abbastanza singolare nella storia della Chiesa che questo monaco eremita che non ebbe mai seguaci in vita a distanza poi di alcuni anni dalla sua morte sia diventato il fondatore di una grande famiglia religiosa oggi diffusa in tutto il mondo. Chi sono i suoi figli spirituali?

R. -  Sono tanti piccoli fratelli e piccole sorelle sparsi per il globo intero, con diverse denominazioni ma con un unico stile: la povertà. Sono religiosi che non fanno apostolato, ma che testimoniano con la loro sola presenza, con il loro stesso stile di vita, l’attualità del Vangelo. Dal deserto fino alle periferie urbane, nelle fabbriche e nei luna-park, nelle steppe del profondo nord e fra i tuareg dell’Africa, negli avamposti del malessere sociale e delle nuove povertà della nostra Europa così sazia e disperata, portando dappertutto il messaggio di fratel Charles, la sua parola profetica che risuona come un urlo silenzioso nel frastuono delle voci di oggi. E’ un messaggio universale.

Per saperne di più: Charles de Foucauld, contemplativo e missionario

di Anna Laura MELLINI

AQUERO PRESS - NEWS MAGAZINE

periodico telematico di attualità e cultura religiosa

n.3 - novembre 2005

 



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