L'impresa sociale come luogo di cittadinanza

26/giu/2011 20.06.14 Fastword Contatta l'autore

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Si è svolto ieri sabato 25 giugno a Castelfranco Veneto, presso il sito produttivo in Via per Salvatronda 46, il convegno “L'impresa sociale come luogo di cittadinanza”, terzo appuntamento di una serie dedicata a celebrare i vent'anni della cooperativa sociale L'Incontro. Vi hanno preso parte le più importanti cooperative del centro e sud Italia.

Il convegno odierno ha voluto soffermarsi soprattutto sul tema della dignità della persona nell'essere cittadino, un tema vasto che non implica solo il concetto del 'dove viviamo'. Oggi l'impresa sociale è chiamata a dare lavoro ma anche dignità allo stare insieme nella relazione tra cittadini, riconoscendo a tutti il pieno diritto di cittadinanza.


Bruno Pozzobon, presidente L'Incontro: “La nostra cooperativa oggi deve continuare a rispondere alle esigenze degli 'ultimi', e dei tanti che il mondo produttivo costringe a ritirarsi anzitempo. Il nostro obiettivo è che le persone si sentano sempre meno assistite e siano sempre più attive e artefici nel lavoro. Il mio augurio è che la nostra cooperativa continui a crescere”.

La cooperativa L'Incontro ha gettato le basi per il distretto produttivo sociale che nella Castellana oggi offre occupazione a 1.500 persone, molte delle quali svantaggiate, producendo un fatturato annuo di 26 milioni di euro.

“Una comunità è tale se si occupa senza pregiudizi di ogni persona, anche se in difficoltà” - ha spiegato Richard Crema vice-presidente de L'Incontro. “Solo con la collaborazione tra enti pubblici e privati si crea una rete di supporto che diventa ricchezza per il territorio. La cooperativa sociale è il terreno fecondo per quelle persone che esprimendo le loro potenzialità, diventano valore aggiunto e capitale sociale”.

Al convegno di Castelfranco Veneto hanno portato il proprio contributo di riflessione:

Massimo Campedelli, Responsabile LEC Consorzio Mario Negri Sud di Chieti: “Dobbiamo osare nel territorio, dare parola e visibilità a tutti coloro che nella società di oggi sono di fatto invisibili ed emarginati”.

Renato Mason, Direttore Generale Ulss 8 di Asolo: “La cooperativa sociale deve agire seguendo le regole del mercato, sapendo gestire costi e concorrenza. La capacità di comunicare in modo efficace il proprio valore aggiunto è importante tanto quanto lo è per una qualsiasi azienda del nostro territorio vendere il proprio prodotto/servizio”.

Marina Galati, Comunità “Progetto Sud” di Lamezia Terme (Cosenza): “La nostra cooperativa si occupa di inserimento lavorativo di persone disabili, rom o immigrati. Lavoriamo affinché la persona che viene da noi diventi finalmente soggetto attivo in prima persona e partecipe nella vita sociale, politica ed economica di tutti i giorni. Perché tutto questo si concretizzi realmente è necessario che tutte le istituzioni e i cittadini cambino mentalità”.

Fiorenza Cecchetto, Responsabile Servizi Sociali Comune di Vedelago ha lanciato un monito ben preciso: “Attenzione perché tutti noi possiamo diventare 'ultimi', in modi che nemmeno possiamo immaginare”. Ha poi continuato spiegando che “in questi vent'anni la cooperazione sociale ha dimostrato che il tessuto di solidarietà è stato realizzato proprio dai più deboli, e questo è un paradosso che però ha molto da insegnare”.

Gianni Tognoni, Direttore Consorzio “Mario Negri Sud”: “Le persone non esistono più perché non sono merci. Questa non è ideologia, bensì un preciso orientamento dell'economia mondiale degli ultimi vent'anni. In questo stesso periodo le cooperative sociali hanno realizzato un grandissimo atto di 'disobbedienza', andando contro a questo principio e identificando bisogni inevasi delle popolazioni da parte delle strutture”. Tognoni per guardare al futuro invita la società cooperativa a realizzare una mappa dei bisogni rispetto ai quali non si è ancora fatto qualcosa, in accordo e complementarietà con le Ulss.




La cooperativa sociale L'Incontro di Castelfranco Veneto (TV), fondata nel 1991, in vent'anni ha dato avvio nel territorio della Castellana ad un virtuoso “distretto produttivo sociale”, che oggi riunisce al proprio interno 20 cooperative sociali. Queste formano il consorzio sociale In Concerto (5 cooperative sono socio-assistenziali di tipo A, 15 cooperative di tipo B di inserimento lavorativo), che in totale impiega quasi 1.500 persone, molte delle quali svantaggiate, producendo un fatturato annuo di circa 26 milioni di euro. I settori nei quali opera sono assistenza agli anziani, disagio psichico, disabilità. Presidente e fondatore della cooperativa L'Incontro è Bruno Pozzobon.



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