Crioconservazione: i progressi scientifici aumentano le speranze di fertilità

Crioconservazione: i progressi scientifici aumentano le speranze di fertilità.

Persone Jani Jensen
Luoghi Mayo
Argomenti medicina, oncologia, embriologia

07/lug/2011 14.17.03 Maria Esposito Contatta l'autore

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Gli studi sulla fertilità e i progressi in tale ambito fanno passi da gigante: aumentano sempre di più le speranze per le persone affette da una grave malattia, come il cancro, e sottoposte a chemioterapie e terapie intensive.

Le tecniche per raccogliere e conservare le cellule riproduttive sono notevolmente migliorate negli ultimi anni, secondo quanto emerge da un articolo pubblicato a gennaio sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. Jani Jensen, endocrinologo riproduttivo della Mayo Clinic e autore principale dello studio, sostiene che:

La conservazione della fertilità è ancora una disciplina agli inizi, ma rapidi progressi tecnologici negli ultimi anni stanno fornendo nuove opzioni per i pazienti.”

Nel corso della ricerca, un team di ricercatori Mayo ha analizzato sia le tecniche già consolidate sia le tecnologie emergenti per la conservazione della fertilità. Il congelamento degli spermatozoi rimane la tecnica più stabile ed affidabile, anche se negli ultimi cinque anni la ricerca si è soffermata soprattutto sul congelamento degli ovuli femminili, speranza di fertilità per tanti malati di cancro e, più in generale, per chi abbia necessità di fermare l’orologio biologico. Dal 2004 ad oggi, migliaia sono i bambini nati da ovociti congelati in tutto il mondo.

Un ulteriore approccio a disposizione dei pazienti affetti dal cancro rimane il congelamento degli embrioni. “Gli embrioni sono resistenti e possono sopravvivere al processo di congelamento e scongelamento meglio delle singole uova, in modo che ci sia una migliore possibilità di successo”, spiega il dott. Jensen. Tuttavia, tale tecnica è soggetta nel nostro paese a forti restrizioni legislative che ne consentono l’applicazione in rare eccezioni.

L’ambito più sperimentale su cui la ricerca scientifica sta approfondendo gli studi è la coltivazione e la conservazione dello sperma e tessuti uovo da pazienti affetti da cancro in età prepuberale, portandoli a maturazione successivamente, in laboratorio. La speranza è quella di utilizzare il tessuto nella vita futura dei pazienti, per poter avere una gravidanza. Traguardo auspicabile, se si considera che l’infertilità causata dalla chemioterapia e dalla radioterapia colpisce una popolazione consistente, di cui il 10% in età riproduttiva.

Fondamentale in tali circostanze il tempismo: i trattamenti per preservare la fertilità possono richiedere due o tre settimane e vanno terminati prima di una terapia curativa. Ecco perché è importante che in tali fasi il paziente venga seguito ed accompagnato da un’intera equipe di esperti, che sia in grado di indicargli la terapia più adatta al caso specifico.

Un valido presidio sanitario a cui potersi affidare è il centro Chemis. Tale struttura, specializzata in Procreazione Medicalmente Assistita di I e II livello e ginecologia, si avvale dell’esperienza e della professionalità di diversi professionisti in campo medico, per aiutare i pazienti a realizzare il desiderio di concepire un figlio.

Per conoscere tutte le prestazioni messe a disposizione o per avere maggiori informazioni: Centro Chemis

 

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