After the crash: quando l’arte incontra la scienza

After the crash: quando l'arte incontra la scienza.

Persone Giorgio Cutini, Emmanuelle Villard, Donato Piccolo, Francesco Patriarca, Richard Fajnor, Marek Kvetan, Gino De Dominicis, Klaus Thymann, Cassander Eeftinck Schattenkerk, Trevor Paglen, Wout Berger, Justine Cooper, Tecnologie, Franco Rustichelli, Camilla Boemio
Luoghi Roma, Marche
Organizzazioni Università La Sapienza
Argomenti arte, artigianato artistico

12/lug/2011 15.26.26 Blog Network Contatta l'autore

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La mostra “After the Crash”curata da Camilla Boemio e realizzata in collaborazione con l’Orto Botanico del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma ha saputo stupire ed allo stesso tempo far riflettere le persone che l’hanno visitata nel giugno scorso. La mostra infatti fa parte del progetto Europeo ISWA che ha lo scopo di usare l’arte per comunicare emozioni e fare avvicinare le giovani generazioni a quella che sembra una materia difficile e aulica come la scienza. Attraverso l’arte, quindi, si vuole stimolare le persone a creare progetti artistici in grado di dimostrare le tante similitudini esistenti tra processi creativi associati alle creazioni artistiche e alle conoscenze di tipo scientifico.

Questo particolare evento è stato promosso da una cordata di atenei – coordinati dall’Università Politecnica delle Marche ed in particolare dal professor Franco Rustichelli – ed ha raggruppato opere ed istallazioni di numerosi artisti di livello internazionale la cui progettualità artistica utilizza la scienza: dalla Bio Tech Art alla Fisica passando per le Nano Tecnologie, la Geologia , i cambiamenti climatici, le applicazioni artistiche del rinnovamento cellulare, la cultura della scienza , la medicina, le collezioni scientifiche , la biodiversità e la conservazione.

Tra i nomi degli artisti che hanno partecipato alla collettiva “After the Crash” spiccano Justine Cooper, Wout Berger, Trevor Paglen, Cassander Eeftinck Schattenkerk, Klaus Thymann (che realizza incredibili pannelli fotografici utilizzando la diffrazione della luce laser), Gino De Dominicis, Marek Kvetan, Richard Fajnor, Francesco Patriarca (“Migrations” evoca la vita e gli spostamenti degli uccelli migratorio), Donato Piccolo (con la sua istallazione «I Hope Impluvium» che riproduce una tempesta in una struttura di vetro all’interno di una serra), Emmanuelle Villard, Giorgio Cutini, Damir Ocko e Ravi Agarval.

La mostra After the Crash verrà riproposta in altri musei dato che il progetto Europeo ISWA terminerà solo nel 2012. Per informazioni vi rimando al sito di Camilla Boemio www.camillaboemio.com.

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