Vent'anni d'amianto NESSUNO INTERVIENE

15/lug/2011 19.07.29 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Vent'anni d'amianto

NESSUNO INTERVIENE

 

 

 

 

 

LOCALITÀ GOLFAROLO, COMUNE DI ORICOLA 

Strada Statale Tiburtina Valeria, Via Spineta, Via L'Aquila; 67063 Oricola, L'Aquila

Adiacenze di Carsoli, Pereto, Oricola e Piana del Cavaliere

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ECCO LA STORIA

La severa e continuata esposizione all’amianto corrotto e disperso nell’aria, presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola, costituisce da oltre un ventennio grave e permanente pericolo per la salute di chi risiede, lavora o transita nelle aree in parola e limitrofe.

Il termine severa è giustificato dalle dimensioni e dalla tipologia dell’amianto; la sola fatiscente copertura del sito ammonta a diecimila metri quadri; la denominazione usata da ARTA a seguito degli esami compiuti è quella di amianto crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole finissime polveri di eternit che, se inalate, si legge nel rapporto dell’Agenzia per l’ambiente della Regione Abruzzo, possono rivelarsi letali e cancerogene anche a notevoli distanze.

Il termine continuata è motivato dai tempi di esposizione trascorsi che sono dell’ordine del ventennio e dal continuo e incessante rilascio delle microfibre amiantifere nell'ambiente abitato.      

Ad oggi, luglio 2011, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione, segregazione o inertizzazione dei materiali e dei rifiuti pericolosi presenti nel sito, nessuna bonifica del territorio: i residenti, ignorati nelle loro istanze e legittime preoccupazioni, trascurati e lasciati senza informazioni su accadimenti, sviluppi e/o eventuali ipotesi di soluzione, si ritrovano soli, ad aspettare passivamente, azzardando e ipotecando ogni giorno la propria salute. Essi vogliono però ancora reclamare e pretendere con fermezza e determinazione quanto

- esaminato, certificato e disposto da ARTA Abruzzo e ASL di Avezzano-Sulmona,

- scritto nelle Ordinanze di Oricola che pure aveva annunciato interventi in via sostitutiva,

- sollecitato da Protezione Civile di Roma, Regione Abruzzo, Provincia e Prefettura dell’Aquila,

- denunciato da AIEA, Contramianto, Italia Nostra, LAV, Verdi Lugo, Wilderness …,

- sostenuto da politici, giornalisti, esperti ambientalisti, …

- presentato in Parlamento sotto forma di interrogazione scritta ai Ministri dell’Ambiente, della Sanità e dell’Interno

- esposto in Regione sotto forma di Interpellanza all'Assessore regionale competente

Si consideri peraltro che la sentenza di condanna emessa nel settembre 2009 dalla Procura della Repubblica di Avezzano nei riguardi della persona fisica proprietaria del sito, è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende (è passato un anno e mezzo e non è dato di sapere nulla di procedimento, calendario delle udienze, ecc.) innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila. Poichè il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e siccome tali procedimenti non sono sempre celeri, si comprende che per la conclusione dell’intero iter giudiziario occorrerà verosimilmente attendere ben oltre i trascorsi vent’anni. Questo iter amministrativo-giudiziario sommariamente menzionato e tuttora in corso misura un’estensione temporale che va dall’anno 2006 ai giorni nostri; ma si consideri che, a detta dei residenti di più lunga memoria, esposti e denunce antecedenti lo scorso quinquennio condussero già allora a pratiche interminabili, oziose e “archiviate”.

Si profila allora uno scenario francamente inaccettabile (ma, ci auguriamo, non più “archiviabile”) per chi vive in quest’area; perciò si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone al fine di porre in essere le misure di sicurezza ambientali, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.   

GRAVE PERICOLO PER LA SALUTE

Eternit significa cemento mescolato con amianto. Il nome nasce dalla ditta che nel 1901 lo ha brevettato. Le fibre di amianto libere nell’aria finiscono nei polmoni, causando il mesotelioma, un tumore che ha anche 30 anni di latenza. Per troppo tempo il rischio di esposizione a fibre di amianto è stato considerato importante esclusivamente per i lavoratori a diretto contatto con la sostanza e soltanto recentemente l’attenzione si è spostata sulle esposizioni non professionali: le esposizioni di cittadini che abitano, transitano, lavorano, o soggiornano temporaneamente presso i siti severamente e continuativamente contaminati come quello dell’ex fornace Corvaia del Comune di Oricola in località Golfarolo non sono affatto da sottovalutare perchè per il rischio neoplastico (tumorale) non vi sono teoricamente valori di soglia, perchè le fibre inalate nel tempo si accumulano nell’organismo e accrescono progressivamente il rischio di provocare danni, perchè tra la popolazione esposta sono compresi anche i bambini in quanto essi hanno una lunga aspettativa di vita ed hanno perciò più possibilità di sviluppare il tumore, perchè l’esposizione civile è una esposizione vera e propria, poichè i residenti di una zona urbana dove sono presenti coperture in amianto, non portano mezzi di protezione delle vie respiratorie, a differenza dei professionalmente esposti.                         

TOGLIAMO L’AMIANTO

Chiediamo di intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone ponendo in essere tutte le misure di sicurezza ambientali necessarie, la rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.   

L’appello ed il sollecito sono, ancora una volta, rivolti a gran voce a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione.

Le istituzioni competenti coinvolte e le persone che ne dirigono gli uffici vogliano, tutto ciò detto e premesso ed indipendentemente dalle strade che si vorranno scegliere, procedere celermente verso la soluzione auspicata in ossequio alla legge vigente, ai principi di rispetto ambientale/sanitario in cui si riconosce la nostra società civile e in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.

Le sempre apprezzate risposte degli enti ed uffici coinvolti assumano finalmente carattere di intervento operativo piuttosto che quello meramente interlocutorio di sollecito e monito.

 

 

 

ENTI COINVOLTI

Comune di Oricola - (AQ)   

Provincia di l’Aquila - Settore Politiche Ambientali

Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia

Prefettura di l’Aquila - Ufficio territoriale del Governo

Procura della Repubblica di Avezzano

Corte di Appello di L'Aquila

ARTA Abruzzo - Dipartimento Provinciale di l’Aquila

ARTA Teramo

ASL n° 1 Avezzano - Sulmona - Dipartimento di Prevenzione

Dipartimento della Protezione Civile di Roma

Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente (NOE di Pescara)

Guardia di Finanza di Avezzano

Ministero dell’Ambiente

Ministero della Salute          

 

LA LEGGE

RISPETTIAMO LA NORMATIVA

che in materia prevede        

- esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione

Il D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale, prevede, tra l’altro,

“Se il responsabile non sia individuabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito ne' altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall'amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall'articolo 250.” …omissis …

ART. 247 (siti soggetti a sequestro) “Nel caso in cui il sito inquinato sia soggetto a sequestro, l'autorità giudiziaria che lo ha disposto può autorizzare l'accesso al sito per l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree, anche al fine di impedire l'ulteriore propagazione degli inquinanti ed il conseguente peggioramento della situazione ambientale. “ …omissis …

ART. 250  (bonifica da parte dell'amministrazione)

“Qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti disposti dal presente titolo ovvero non siano individuabili e non provvedano ne' il proprietario del sito ne' altri soggetti interessati, le procedure e gli interventi di cui all'articolo 242 sono realizzati d'ufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla regione, secondo l'ordine di priorità fissati dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate, avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati, individuati ad esito di apposite procedure ad evidenza pubblica. Al fine di anticipare le somme per i predetti interventi le regioni possono istituire appositi fondi nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio. “

Il D.Lgs. 267/2000, art. 54. e modifiche introdotte dal Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92., tra l’altro, prevede:

 “4. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, (( adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, )) al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumita' pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono (( preventivamente )) comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione.” …omissis …

“7. Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma 4 e' rivolta a persone determinate e queste non ottemperano all'ordine impartito, il sindaco può provvedere d'ufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio dell'azione penale per i reati in cui siano incorsi.” …omissis …

”11. Nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, nel caso di inerzia del sindaco o del suo delegato nell'esercizio delle funzioni previste dal comma 10, il Prefetto può intervenire con proprio provvedimento.” …omissis

- ex art. 700 c.p.c.

L'art. 700 c.p.c. stabilisce che …omissis … ”chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può richiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito” …omissis …”

 

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