COLONIALISMO BANCARIO? NO, GRAZIE! VOGLIAMO UNA BANCA CHE SIA ESPRESSIONE DEGLI INTERESSI SICILIANI E CHE DIA SOSTEGNO ALLO SVILUPPO AUTOPROPULSIVO DELLA NOSTRA ECONOMIA E AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI

VOGLIAMO UNA BANCA CHE SIA ESPRESSIONE DEGLI INTERESSI SICILIANI E CHE DIA SOSTEGNO ALLO SVILUPPO AUTOPROPULSIVO DELLA NOSTRA ECONOMIA E AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVIFRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"

02/dic/2005 09.42.57 Movimento per l'Indipendenza della Sicilia Contatta l'autore

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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"

-Sikritarìa Nazziunali-

Kumunikatu Stampa

COLONIALISMO BANCARIO? NO, GRAZIE! VOGLIAMO UNA BANCA CHE SIA ESPRESSIONE DEGLI INTERESSI SICILIANI E CHE DIA SOSTEGNO ALLO SVILUPPO AUTOPROPULSIVO DELLA NOSTRA ECONOMIA E AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI

Gli Indipendentisti di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU che, com'è noto, hanno sempre protestato per la scomparsa delle banche siciliane dal territorio (così come hanno fatto per l'analogo fenomeno verificatosi nel Mezzogiorno, dove pure sono scomparse tutte le banche meridionali), oggi tornano a riproporre la questione in quanto più chiari appaiono i contorni di una manovra tendente a privare la Sicilia dei necessari strumenti di sviluppo economico.

La manovra di fare sparire le banche siciliane non è stata affatto casuale. È questa la triste sorte delle "Nazioni senza Stato", che dimostrano vitalità e che non hanno perso completamente la loro forte identità. Né hanno perso (e non potevano perderla) la loro posizione geografica di centralità mediterranea. È comprensibile - ma non giustificabile - che gli Stati dominanti tengano sempre in condizioni di sottomissione e di dipendenza economica i Popoli interessati. Prima che questi rialzino la testa e tornino ad occupare in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo il posto che a loro spetterebbe.

Sia o non sia esatta la ipotesi, sta di fatto che quelle banche sono state spudoratamente FAGOCITATE, con vari pretesti, dalle potenti Oligarchie bancarie e finanziarie del NORD, nel contesto di una serie di "congiure", di manovre e di accordi, quasi certamente TRASVERSALI, i cui termini ancora oggi non sono affatto chiari all'Opinione pubblica del SUD. Ma che  sono stati possibili per l'ascarismo della maggior parte dei politicanti locali. E per la disinformazione dell'opinione pubblica.

Qualche anno dopo, allorché la rassegnazione e probabilmente l'acquiescenza sembravano dominare incontrastate, l'Onorevole Giulio TREMONTI ha riaperto - con coraggio - un dibattito sull'intera questione, che, per la verità, puzzava di scandalo a mille miglia di distanza. Ha denunziato il danno che era stato perpetrato contro l'economia e gli interessi siciliani e meridionali ed ha riproposto la creazione di un Istituto di credito meridionale. Per la verità non veniva preso sul serio neppure dai propri compagni di Partito, né dai Politici Meridionali e Siciliani. I quali ultimi, in maggioranza, forse erano soddisfatti di ciò che era successo…con o senza la loro volontà.     

Nessuna meraviglia: …se si perde la dignità, ci vuole poi ben poco a perdere anche il resto.

Recentemente tuttavia Giulio TREMONTI, non più da EX, ma da Ministro in carica, ha ripreso il filo del discorso. Ed ha sollecitato nuove iniziative ed un maggiore impegno, soprattutto da parte delle istituzioni pubbliche, meridionali e siciliane, per dare forza al suo progetto di costituire una grande banca al servizio dell'economia del Meridione e della Sicilia.

L'FNS, per essere sinceri, preferirebbe che le Banche fossero due ed operassero una in Sicilia e l'altra nel Mezzogiorno Continentale, come avveniva quando il Banco di SICILIA e quello di NAPOLI erano addirittura Istituti di EMISSIONE.

Pur se non sappiamo fino a che punto vorrà o potrà spingersi il Ministro TREMONTI, all'FNS interessa che la CAUSA sia  giusta e che il problema venga finalmente affrontato e risolto nell'interesse dei Popoli del Meridione e della Sicilia.  

Dobbiamo anche pensare - però - che nessuno ci regalerà alcunché. Dobbiamo essere noi stessi, in quanto Siciliani, a lottare per indurre il Governo, i Partiti politici ed i loro rappresentanti in Parlamento, oltre che gli operatori finanziari ed i cittadini comuni, a sostenere e a  portare avanti questo buon progetto. Che per concretizzarsi ha bisogno che il Parlamento approvi una specifica legge, adatta alla bisogna. Tanto più che non è esclusa la possibilità di creare una nuova forma di "AZIONARATO POPOLARE".

Le due più grandi (e contrapposte) coalizioni parlamentari e politiche ed anche gli altri raggruppamenti dovranno dimostrare chiaramente da che parte vorranno stare.

Ed è in questa occasione che si vedrà chi vuole veramente la Rinascita economica e produttiva del Sud e della Sicilia e chi invece vuole solo parole, con l'effetto di protrarre ancora per molto tempo un anacronistico ed inaccettabile rapporto di sfruttamento e di emarginazione. Nonché di colonialismo bancario.

Palermu 2 dicemmaru 2005

Giuseppe Scianò
Sikritariu FNS

Con preghiera di diffusione.
L'Addetto Stampa (Giovanni Basile)



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«Diamo, quindi, al Popolo Siciliano - in lotta per il suo ideale millenario - la bandiera di un indipendentismo esente da mafiosità e brigantaggio, auspicandone la vittoria nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale, nella concordia, nella pace e nello spirito europeistico e mediterraneistico».

Giuseppe Montalbano, 1976




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