Intervista a Dario Morgante, sceneggiatore di “Julian Assange, dall’etica hacker a WikiLeaks”

Intervista a Dario Morgante, sceneggiatore di "Julian Assange, dall'etica hacker a WikiLeaks".

Persone Gianluca Costantini, Julian Assange, Dario Morgante, Silvio Berlusconi
Organizzazioni Brigate Rosse, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Amazon, WikiLeaks
Argomenti politica, informatica, ministeri, diritto pubblico e amministrativo

01/set/2011 17.06.49 Blog Network Contatta l'autore

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E’ uscito in questi giorni in tutte le librerie e le fumetterie italiane la grapich novel “Julian Assange, dall’etica hacker a WikiLeaks“ scritto dal giornalista Dario Morgante e disegnato da Gianluca Costantini per la BeccoGiallo. Il libro non ripercorre solo la storia di Julian Assange ma da questa trae spunto per affrontare ed analizzare argomenti come la libertà di espressione, la democrazia e l’etica hacker.

Come Fanzinarte abbiamo deciso di intervistare lo sceneggiatore del volume, Dario Morgante per capire il suo punto di vista ed approfondire le tematiche del fumetto, tanto care a chi, come noi, lavora nel mondo virtuale.

Perché hai deciso di scrivere una sceneggiatura su Assange e WikiLeaks, incentrandolo non tanto sulla sua biografia ma sulla rivoluzione informatica che ha attraversato due decenni delle nostra storia recente? Mi viene da dire che forse il perché risiede nel fatto che la sua storia si muove in un ambito a te molto familiare, come quello informatico. E’ così?

Sì hai ragione sicuramente è un ambito a me caro, ma soprattutto mi ha incuriosito il fatto che io e Assange abbiamo esattamente la stessa età, e così ho iniziato a riflettere soprattutto sul «paesaggio» che abbiamo attraversato e che ha riguardato la nostra adolescenza… un paesaggio comune che è quello della rivoluzione informatica e dell’età dell’informazione… Non sono mai stato un hacker, ma avevo amici che lo erano, gente che a dodici anni programmava virus o che saldava parti di computer per costruire improbabili ibridi….

La filosofia degli Hacker si basa sul concetto che l’informazione, nel bene e nel male, debba essere condivisa da tutti e non ci debbano essere segreti inviolabili perché le persone hanno il diritto di crearsi una propria opinione, libera e non edulcorata. Qual è la tua opinione sul mondo degli Hacker e sulla condivisione dell’informazione? E’ sempre giusto rivelare determinate informazioni o a volte sarebbe più saggio tenerle celate?

Io non so cosa sia giusto in assoluto, ma la domanda giusta è «chi lo deve sapere?». I governi? Cioè tipo Berlusconi? O La Russa? I governi non hanno più autorità di quanta ne abbiano i popoli, e i popoli hanno diritto di sapere per poter decidere cosa fare dei propri governi. Il tempo delle menzogne è terminato, questo è il messaggio di Wikileaks. Anche perché qui non stiamo parlando del peccatuccio sessuale di qualche ministro, di qualche fotografia «sporca»… quelle possono restare nei cassetti… quello di cui parliamo è – per esempio – della sistematica violazione, da parte dei governi, delle stesse leggi dello stato che amministrano.

Cosa ne pensi della delibera n. 668/2010 dell’Agcom che introduce un meccanismo automatico di cancellazione e di inibizione di siti e testate on line sospettati di violazione dei diritto di autore? Secondo te è in atto una sorta di censura che vuole colpire la Rete e la libertà di informazione? Che effetti potrebbe avere un regolamento di questo tipo per l’informazione online?

Questi patetici provvedimenti di censura, che in ultima analisi potranno essere sempre aggirati e violati da addetti ai lavori e che colpiscono gli adolescenti che postano su youtube, sono riflessi involontari di un corpo morto. Il corpo è quello dello stato moderno, così come è uscito dalla rivoluzione francese. Questa tipologia di stato soffre – assieme alla democrazia – di una crisi irredimibile. Il mondo che si affaccia all’orizzonte è confuso ma di certo vedrà l’accesso alle informazioni e alla comunicazione come pilastri delle nuove libertà.

Il fenomeno più interessante negli ultimi anni apparso in Rete è sicuramente l’affermazione dei Social Network che hanno totalmente rivoluzionato il mondo della comunicazione e dei rapporti sociali. A tuo parere è giusto che questi siano regolamentati oppure le persone dovrebbero essere libere di potersi esprimere in ogni modo senza rischiare che il proprio profilo venga chiuso?

Il balletto tra persone che utilizzano i social network «impropriamente» e le società che gestiscono questi network è – per l’appunto – un balletto. Wikileaks ha provato quali sono i punti nevralgici. Quando il governo americano ha agitato lo spauracchio della sicurezza nazionale società come Amazon o come Paypal hanno scaricato immediatamente (e illegalmente, ca va sans dire) Wikileaks e i suoi server. Quando il popolo egiziano si è sollevato il governo ha chiuso gli accessi alla rete, poi ha chiuso l’intera rete telefonica nazionale. Poi è caduto lo stesso.

Giornalista, esperto di informatica, blogger, romanziere (Mia sorella è una gran figa. Più di me, comunque del 2004 e La compagna P38. Un romanzo delle Brigate Rosse del 2007) e sceneggiatore di fumetti. Non si può dire che tu non sia una persona eclettica. Mi incuriosisce però sapere quale di questi ambiti sia per te quello più familiare.

Il mondo delle idee è il mondo che mi è più familiare, senza dubbio. Se poi queste siano buone o cattive è quello che devo dimostrare a me stesso nel corso della vita.

JULIAN ASSANGE
dall’etica hacker a WikiLeaks

Collezione Biografie
144 pagine, brossura, b/n
15.00 euro

Dario Morgante: sceneggiatore
Gianluca Costantini: disegnatore

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito della casa editrice BeccoGiallo


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